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Come accennavo nel precedente articolo, originariamente il film di Stargate doveva essere il primo di una trilogia che, come capita spesso nel mondo del cinema, non è mai stata  portata a compimento. Un po’ perché il regista fu coinvolto in altri progetti, un po’ perché passato il momento e l’euforia degli incassi positivi al botteghino venne meno la spinta dei produttori e dei distributori, quindi lo si rinviò a data da destinarsi senza più riprenderlo sebbene un plot del secondo capitolo fosse stato già scritto ed adattato, così la MGM poté acquistarne i diritti e le licenze necessarie per produrre e mandare in onda una serie televisiva basata sull’universo di Stargate.

Gli sceneggiatori sono stati in grado di creare sui presupposti del film, un intero nuovo universo, popolato da numerose razze aliene che, grazie alla loro avanzata tecnologia, si sono suddivise il controllo dei vari settori dello spazio.

Il film Stargate terminava con l’uccisione del crudele alieno Ra (considerato un dio dagli antichi egizi), il salvataggio della popolazione del pianeta Abydos, ed il ritorno della squadra sulla Terra. La serie tv riparte proprio da qui, circa un anno dopo questi avvenimenti. L’episodio pilota è tratto proprio da quel plot che era stato abbozzato per il secondo film, ovviamente rimaneggiato per poter dar vita ad una serie tv.

Alla realizzazione del pilot ha collaborato anche Roland Emmerich a livello di collaborazione esterna per garantire coerenza con il precedente film e poter dar slancio alla serie. Il pilot tra la sceneggiatura di derivazione (almeno in parte) cinematografica e grazie al contributo di Emmerich è risultato essere più un film che un episodio pilota vero e proprio e questo lo si denota dal taglio cinematografico della serie, dal ritmo della storia, dalla mole degli effetti speciali utilizzati (cosa mai fatta prima di allora) e l’apparizione di una buona parte delle comparse del film e l’ottima caratterizzazione di Richard Dean Anderson che subentra a Kurt Russell e Michael Shanks che subentra a James Spader, ha reso “I figli degli Dei” (questo il titolo del pilot) così convincente da tramutarlo in serie tv a tutti gli effetti.

Ci sarebbe anche un ulteriore elemento che sta ad indicare la bontà qualitativa del pilot, recentemente è stato rieditato , rimasterizzato sia a livello audio e a livello video e sono state reintrodotte le scene che erano state tagliate al montaggio. Un’operazione di questo tipo non era MAI stata fatta prima d’ora per nessun episodio pilota di nessuna serie tv. Qualcuno potrebbe obiettare che qualcosa di analogo sia stato fatto per l’episodio pilota di Star trek serie classica, in realtà l’episodio in questione era inedito in versione integrale, qui invece sono stare riesumate scene tagliate in America durante la post produzione.

L’episodio pilota (I figli degli dei) si apre con l’arrivo sulla Terra di un alieno, un Goa’uld di nome Apophis. Nel tentativo di scoprire qualcosa, una squadra comandata dal Colonnello Jack O’Neill ritorna ad Abydos e grazie al dottor Daniel Jackson scopre che lo Stargate può condurre non solo ad Abydos ma su un’infinità di altri mondi.

Successivamente Apophis raggiunge anche Abydos e rapisce Sha’re, la moglie abydosiana di Daniel Jackson. Il governo americano prende coscienza del fatto che Ra non era l’unico alieno in grado di servirsi degli stargate per invadere e schiavizzare i mondi, e organizza un programma di esplorazione nella speranza di trovare nuove tecnologie che possano servire alla Terra per proteggersi dalla minaccia Goa’uld.

Lo Stargate non è più la scorciatoia nello spazio-tempo per un solo mondo alieno, ma una porta aperta su migliaia di nuovi mondi, raggiungibili attraverso diverse combinazioni dei simboli scolpiti sul congegno che è possibile digitare (in modo analogo a un numero telefonico) sullo stargate utilizzando il computer di digitazione, messo a punto nel 1995 da una squadra del Pentagono, di cui facevano parte Samantha Carter, Barbara Shore e Gary Meyers sotto la guida di Catherine Langford, che impersonata nel film originale da Viveca Lindfors ha invece nel telefilm il volto di Elizabeth Hoffman.

Viene dunque costituita una squadra di recupero, l’SG-1, a cui in seguito si affiancheranno decine di altre squadre d’esplorazione. L’SG-1 è composta dal colonnello Jack O’Neill, impersonato dall’attore Richard Dean Anderson, dal capitano Samantha Carter, impersonata dall’attrice Amanda Tapping e dal dottor Daniel Jackson, impersonato dall’attore Michael Shanks, unitosi al progetto nella speranza di ritrovare la propria moglie Sha’re, rapita da Apophis.

In seguito entrerà a far parte della squadra anche un jaffa ribelle di nome Teal’c, impersonato dall’attore Christopher Judge, che fornirà in molte occasioni un apporto prezioso grazie al suo indubbio coraggio e senso dell’onore, e grazie all’approfondita conoscenza dei Goa’uld, essendo lui stesso un portatore di una larva goa’uld.

Nelle prime stagioni la trama è incentrata principalmente sull’esplorazione di nuovi mondi raggiungibili mediante lo Stargate, dal contatto con le civiltà del luogo ed i pericoli ed opportunità che ne conseguono, mentre sullo sfondo si svolge la battaglia contro i Signori del Sistema (i più potenti fra i Goa’uld). A complicare il quadro, forze ostili sulla Terra tentano di prendere il controllo dello Stargate o delle tecnologie ad esso collegate.

A partire dalla terza stagione svolgono un ruolo significativo i Replicatori (o Replicanti, nella versione italiana vengono chiamati in tutti e due i modi), macchine in grado di autoriprodursi e combinarsi fra loro, che rappresenteranno un grave pericolo per una delle più potenti razze alleate dei Terrestri, gli Asgard.

Alla fine della quinta stagione Daniel Jackson muore in seguito ad una dose letale di radiazioni che lo investe durante un esperimento atomico e viene quindi sostituito nella squadra SG-1 dal kelowniano Jonas Quinn, interpretato dall’attore Corin Nemec. Daniel, essendo morto salvando la vita di milioni di persone, è meritevole di passare negli ascesi che vivono in un piano superiore di esistenza grazie all’aiuto di Oma Desala, un “antico” (popolo che creò gli stargate) asceso millenni prima che ha preso a cuore la causa dei terrestri e si tramuta in una sorta di spirito guida  che più volte nella serie ritornerà.

La settima stagione inizia con il ritorno di Daniel Jackson alla forma umana ed al suo ruolo nel team SG-1, e con l’abbandono di Jonas Quinn. La storia prosegue con l’aumento dell’intensità del conflitto fra Terra (alla ricerca dalla Città perduta degli Antichi) e Anubis, che culmina con la battaglia dell’Antartide cosa che darà spunto alla creazione di una serie tv costola di SG1 di cui parleremo in seguito.

Nell’ottava stagione continua la lotta contro Anubis, affiancato ora da Ba’al, e alla ricomparsa dei Replicatori come forza in grado di distruggere la Galassia. La stagione termina con la loro sconfitta, la neutralizzazione definitiva di Anubis e la liberazione dei Jaffa.

La nona stagione rappresenta per Stargate SG-1 un momento di svolta, soprattutto in seguito alla partenza di Richard Dean Anderson (Jack O’Neill) dal cast fisso. Partenza nata da problemi familiari che lo hanno allontanato, suo malgrado, dalla produzione. Gli altri attori del cast originale Michael Shanks, Christopher Judge e Amanda Tapping rinnovano invece la loro partecipazione.

Con la nona stagione anche gli avvenimenti della serie subiscono una brusca svolta in seguito al declino dei Goa’uld e all’avvento di un nuovo temibile nemico: gli Ori.

Gli Ori sono una razza ascesa, probabilmente hanno le stesse origini degli Antichi. Secondo quanto riportato su un libro trovato da Daniel Jackson nella caverna di Glastonbury, gli Antichi arrivarono nella nostra galassia da un pianeta chiamato Altaira. Su quel pianeta, altri umani raggiunsero l’illuminazione, facendosi chiamare Ori.

Al contrario degli Antichi che conosciamo, gli Ori non credono nel principio di non interferenza con i piani di esistenza inferiori, ma credono che il cammino dell’illuminazione sia un percorso “obbligatorio” dell’esistenza, e che gli umani debbano essere guidati lungo il cammino. Secondo gli Ori, chi rifiuta il cammino dell’illuminazione è malvagio e deve necessariamente venire distrutto. Per questo motivo si spacciano per dei, e pretendono venerazione attraverso una rigidissima religione.

I loro “comandamenti” sono scritti nel Libro delle Origini, un libro simile alla Bibbia, che spiega i precetti attraverso facili parabole, in cui tutti possono riconoscersi. La loro icona è il fuoco, che viene impiegato nelle cerimonie di purificazione, ovvero l’esecuzione pubblica degli infedeli, che vengono incatenati al centro di un labirinto e arsi vivi. In forma di fuoco si mostrano ai Priori, sacerdoti del loro culto, umani da loro dotati di poteri straordinari.

Il loro portavoce è il Dosai un priore che viene “posseduto” dagli Ori per parlare con gli umani. Per proteggere gli esseri umani, gli Antichi nascosero agli Ori la loro presenza nella Via Lattea; nel rispetto delle loro stesse regole, tuttavia, non possono impedire ai Priori di venire nella nostra galassia a cercare adepti e spargere la parola degli Ori, in quanto, per quanto dotati di poteri, sono pur sempre umani.

Dopo tutto ciò gli Ori iniziarono a costruirsi una propria religione e proprie regole per l’ascensione fino a che non riaprirono i contatti con la Via Lattea a causa di Vala Mal Doran e di Daniel Jackson che, utilizzando un dispositivo di comunicazione degli Antichi, aprirono un canale tra gli Ori e la nostra galassia. Successivamente, essi costruirono due Supergate per cercare di invadere l’SGC e danno filo da torcere a quest’ultimo. Verranno quasi sconfitti dal Santo Graal, la leggendaria arma dell’Antico di nome Merlino.

Tutto il cast della nona stagione firma il contratto per la decima: Ben Browder (Ten. Col. Cameron Mitchell), Michael Shanks (Dott. Daniel Jackson), Christopher Judge (Teal’c), Amanda Tapping (Ten. Col. Samantha Carter) e Beau Bridges (Gen. Hank Landry) partecipano infatti come regolari. Entra però a far parte del cast regolare anche Claudia Black, che aveva già interpretato in alcuni episodi dell’ottava e nona stagione il ruolo dell’aliena Vala Mal Doran.

A questo punto arrivati è necessario spiegare cosa è successo nel mondo di SG1 e alla produzione. La serie non ha mai sofferto problemi di calo di share, è sempre stato costante e da questo punto di vista non ha mai avuto le classiche avvisaglie che fanno presagire una chiusura prematura della serie, inoltre il cast non ha mai dato segno di insofferenza tutti erano contenti di partecipare allo show e gli allontanamenti che si sono verificati sono stati dovuti a causa di forza maggiore. Ciò che ha, purtroppo, comportato la chiusura prematura della serie è stato un cambiamento della politica del network che lo trasmetteva.

SF-Channel aveva rilevato lo show dalla showtime ma un cambio dirigenziale ha fatto si che da prima il network cambiasse il proprio logo in Sy-Fy Channel (cambio avvenuto anche in tutte le sedi affiliate, compresa l’Italia) ed in seguito allargare la propria programmazione a titoli e spettacoli diversi dal genere fantascientifico ed ai reality. Scelta questa che ha comportato la chiusura della serie perché considerata troppo costosa. Ironia della sorte il programma che ha rimpiazzato SG1 è stato chiuso quasi subito per scarso interesse da parte del pubblico, a dimostrazione che non sempre le scelte dei network sono sensate.