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A Dangerous Method è un diretto da David Cronenberg, la cui sceneggiatura è curata da Christopher Hampton, che ha basato per il grande schermo un suo lavoro teatrale del 2002, a sua volta basato sul libro di John Kerr Un metodo molto pericoloso del 1993.

Il film, coprodotto da Gran Bretagna, Germania e Canada, ha un cast piuttosto interessante composto da Michael Fassbender, Keira Knightley, Viggo Mortensen, Vincent Cassel, Sarah Gadon, Katharina Palm, Christian Serritiello, Franziska Arndt, Clemens Giebel, Andrea Magro.

Alla vigilia della prima guerra mondiale, il film si basa sui rapporti turbolenti tra lo psichiatra Carl Gustav Jung, il suo mentore Sigmund Freud, il loro collega Otto Gross[1] e Sabina Spielrein, una donna bella e tormentata, che si frappone tra loro. Zurigo, 1904. Lo psichiatra ventinovenne Carl Gustav Jung è all’inizio della sua carriera, e vive con sua moglie Emma, incinta, presso l’ospedale Burgholzli. Ispirandosi al lavoro di Sigmund Freud, Jung decide di tentare sulla paziente diciottenne Sabina Spielrein il trattamento sperimentale di Freud noto come psicanalisi o “terapia delle parole”.

Sabina è una ragazza russa di cultura elevata, che parla correttamente il tedesco: le è stata diagnosticata una grave forma di schizofrenia e ha fama di essere pericolosamente aggressiva. Nei colloqui con Jung rivela un’infanzia segnata da umiliazioni e maltrattamenti da parte del padre, un uomo autoritario e violento, e successivamente rivelerà di provare piacere sessuale nell’essere picchiata e umiliata.

Grazie alla corrispondenza sul caso Spielrein, Jung forgia un rapporto di amicizia con Freud. Mentre va approfondendosi la relazione tra Jung e Freud, che vede nel giovane collega il suo erede intellettuale, si ispessisce anche quella fra Jung e Sabina, che, nonostante la malattia, rivela una mente brillante. Il suo trattamento ha successo e Sabina intraprende la carriera di psichiatra su incoraggiamento di Jung.

Quest’ultimo intanto, violando l’etica professionale, inizia una relazione con Sabina, decidendo poi di troncarla, poco tempo dopo. Una decisione che farà esplodere la rabbia di Sabina, che deciderà di diventare paziente di Freud. La contestata relazione sarà la causa della rottura del rapporto di amicizia tra Freud e Jung.

Il film termina con un ultimo incontro tra Sabina e Jung durante il quale si viene a sapere che Jung ha una nuova amante, anche ella in passato sua paziente. Durante i titoli di coda si viene a sapere che Freud fu costretto a lasciare Vienna dai nazisti e morì di cancro a Londra nel 1939, Sabina divenne una delle più illustri analiste del suo paese e nel 1941 fu fucilata insieme alle due figlie dai nazisti, Jung sopravvivrà alla moglie Emma e alla nuova amante Toni e morirà nel 1961.

Sul rapporto tra Sabina Spielrein e Jung si era già puntata la macchina da presa di Roberto Faenza quando girò Prendimi l’anima. Cronenberg assume la stessa prospettiva mostrandoci l’evolvere della relazione Jung/Spielerein ma entrando in profondità anche nel rapporto maestro/discepolo che si va costruendo tra Freud e Jung. Una giovane donna urlante riempie lo schermo e una carrozza nelle prime inquadrature del film. Quel grido progressivamente si placherà ma resterà sempre sottotraccia, pronto a riemergere. Perché a Cronenberg interessa analizzare ancora una volta la fragilità dell’agire anche quando, a livelli culturali elevati, si tenta di lavorare sullo smascheramento delle cause del disagio finendo poi con il precipitarvi. C’è un’inquadratura di Carl Gustav e Sabine sdraiati vicini sul fondo di un’imbarcazione. Sembrano prigionieri di una bara in cui cercano di allentare una passione che contrasta con il lavoro che compiono sui pazienti e con la stessa deontologia professionale. In questo film poi i segni dell’elaborazione delle pulsioni cercano di trovare un incanalamento nella parola. Non solo in quella detta in sede di analisi ma anche in quella, scritta, del carteggio intercorso tra i tre protagonisti. Se Freud ammise il contributo dato dalla Spielrein alla psicoanalisi, Jung non lo fece, ma anche nel suo caso l’apporto è innegabile. Gli splendidi titoli di testa e di coda ci ricordano come i segni dell’inchiostro, su una carta che assume la porosità della pelle, abbiano inciso profondamente sulla storia del Novecento passando attraverso le illuminazioni e le contraddizioni di tre personalità in costante ricerca.

Il film è previsto in uscita in Home Video per il prossimo 25 Gennaio (la data non è stata confermata dal distributore italiano e potrebbe slittare a data da destinarsi) in una duplice edizione.
La prima è la classica edizione DVD che sarà a disco singolo e non vi saranno presenti contenuti speciali di nessuna rilevanza.

La seconda edizione è in Blu Ray con traccia video a 1080P e traccia audio nella media dei supporti Blu Ray. Anche in questo caso, come per l’edizione DVD, non saranno presenti contenuti extra significativamente rilevanti.