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Abduction – Riprenditi la tua vita (Abduction in originale) è un film diretto da John Singleton, ed ha come protagonisti Taylor Lautner, Lily Collins, Alfred Molina, Jason Isaacs, Maria Bello, Sigourney Weaver, Denzel Whitaker, Michael Nyqvist, Antonique Smith, Nickola Shreli, Allen Williamson, William Peltz, Elisabeth Rohm, Roger Guenveur Smith, Jeffrey Jones, Robert Brown, Radick Cembrzynski, Richard Cetrone, William Kania, Victor Slezak.

Nathan è un ragazzo che da tempo ha dei problemi con i genitori. E’ anche un ragazzo impulsivo, che non riesce a trattenere la rabbia. Inoltre fa spesso uno strano sogno: vede una donna che viene uccisa da un misterioso uomo mascherato. Per questo è in cura da una psichiatra, la dottoressa Bennett. Un giorno Nathan deve svolgere una ricerca per la scuola. Il professore vuole che il compito venga svolto con un compagno ed a Nathan viene affiancata la sua amica Karen, vicina di casa nonché ex fidanzatina del giovane, quando erano alle medie. Nello svolgere questa ricerca e navigando su internet, Nathan scopre un sito internet dedicato alle persone scomparse, dove riconosce una sua foto da piccolo. Capendo così che quelli che l’hanno cresciuto non sono i suoi veri genitori, verrà a scoprire che in realtà Nathan è il figlio di un agente della CIA, Martin Price, che, a causa del suo lavoro molto delicato e della morte violenta della moglie, non ha potuto crescere il proprio figlio. La scoperta innescherà una serie di eventi drammatici e violenti.

Gli sceneggiatori Shawn Christensen e Jeffrey Nachmanoff dimostrano una certa presunzione nel tirare le fila di una condanna che si sbandiera sorprendente, ostinandosi a piatti e volgari colpi di scena, per poi ripiegarsi metodicamente sul classico “e vissero felici e contenti …” con tanto di bacio esalta-cuori in fermento. Taylor Lautner (reduce dalla blanda fatica di “Twilight”) dimostra l’espressività di uno stentoreo lupacchiotto dal testosterone ripulito a bruciapelo. Sigourney Weaver, Maria Bello e Alfred Molina sprecano il loro talento a forza di proteggere il ricercato, e di proteggersi, allo stesso momento, dalle numerose inverosimiglianze di una sceneggiatura che fa dell’eroismo improvvisato il suo punto più ostinato di debolezza.

John Singleton tenta, fallendo, di coprire ogni cosa con il suo consueto e brillante gusto per il facile e armonico intrattenimento. Un intrattenimento che mostra la sua corda sin dalle primissime battute, dove si batte insistentemente su tasti abusati, abrasivi, aberranti, di errante ed irritante mitologia. Alla fine prevale l’insulso Lautner, imponendo il suo inespressivo facciotto su tutto e tutti. Singleton, che voleva dominare la scena, finisce dominato e cade stremato a terra. Mentre chi produce se ne sta lì a guardare con la faccia d’angelo under abduction.

Se si è in grado di passare sopra quanto appena detto e sull’ingenuità di molti dialoghi, spesso senza mezzi termini ridicoli, il film può anche rivelarsi un passabile intrattenimento e non c’è dubbio che l’accoppiata teen-movie / action-movie sia una strada sensata e di sicuro successo, basta solo non scomodare confronti ingannevoli. Chi ha cercato di vendere Lautner in Abduction come il nuovo Jason Bourne ha bleffato colpevolmente: nonostante il trauma biografico/identitario di partenza, non c’è traccia alcuna, qui, né della tristezza profonda del personaggio di Bourne né della felicità artistica dei suoi film.

Il film, uscito ieri in Home Video, è distribuito in duplice versione, la classica DVD che presenta il film con traccia video è il classico 16:9 (con formato schermo 1,85:1 anamorfico) e traccia audio in Dolby Digital 5.1. La versione Blu Ray, invece, prevede una traccia video con risoluzione a 1080P e traccia audio che rientra a pieno negli standard qualitativi Blu Ray. Entrambe le edizioni sono prive di contenuti extra significativamente rilevanti.