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E’ morto il regista francese Claude Pinoteau, autore e regista di numerosi film L’uomo che non seppe tacere (1973), Lo schiaffo (1974), ma fra tanti successi, non si può non citare ‘Il tempo delle mele‘ (il titolo originale è La Boum, “La Festa”) che negli anni ’80 lanciò la tredicenne Sophie Marceau. Pinoteau, nato a Boulogne-Billancourt il 25 maggio 1925, figlio d’arte, assieme al fratello Jack, infatti, entrambi seguirono la professione del padre Lucien.

Il tempo delle mele‘ ha rappresentato uno dei maggiori successi internazionali del cinema francese, con circa 15 milioni spettatori nelle sale europee, e riassume felicemente numerosi elementi distintivi del quotidiano adolescenziale di quegli anni, due sopra tutti: l’onnipresente walkman e gli scaldamuscoli (per le ragazze),ma anche il conflitto con gli adulti. Visto l’enorme successo il film avrà ben 2 sequel: “Il tempo delle mele 2” (La boum 2) del 1982 e “Il tempo delle mele 3” (L’étudiante) del 1988, sempre interpretati da Sophie Marceau che riceve il prestigioso premio Cesar per Il tempo delle mele 2

Ma se il successo di pubblico arriva nel 1980 la carriera di Pinoteau, nel mondo del cinema, dove aveva ricoperto tutti i ruoli  dall’attore allo sceneggiatore, ma anche aiuto regista quindi regista e persino produttore era cominciata molto prima: dagli inizi con Jean Cocteau, Rene’ Clair e Claude Lelouch ai cortometraggi degli anni ’70, alle regie ‘di ‘L’uomo che non seppe tacere’ (1972), ‘Lo schiaffo’ (1974) e ‘Labirinto’ (1979) con l’attore italo-francese Lino Ventura. Dopo il successo de ‘Il tempo delle mele’ e i sequel conseguenti dirige ancora ‘La neige et le feu’ (1991), ‘Cache Cash’ (1994), ‘Les palmes de M. Schutz’ (1997) e ‘Un abbe’ nomme’ Pierre, une vie pour les autres’ (2005), quest’ultimo per la tv.

Vic Berreton (Sophie Marceau) è una ragazza di tredici anni, figlia di François, dentista, e di Françoise, un’illustratrice, il film è interamente ambientato a Parigi. Vic ha appena ripreso la scuola e muore dalla voglia di partecipare alla festa organizzata dal suo compagno di classe Raoul. Nel corso della serata la ragazza conosce Mathieu, un suo coetaneo, e di colpo si ritrova alle prese con le gioie e i drammi del primo amore…

Scena di culto: mentre tutti ballano scatenati, Mathieu appoggia le cuffie del walkman alle orecchie della ragazza e si mettono a ballere un lento (ovviamente ‘Reality’, del mitologico Richard Sanderson) mentre il resto del mondo va a un’altra velocità.

Outsider del film la bisnonna di Vic: Poupette, arzilla ottantenne prodiga di consigli e di… cattivi esempi.