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Lo speciale sulla fantascienza di oggi ci porta avanti nel tempo di 3 anni rispetto al film che vi abbiamo presentato ieri, per potervi parlare di Armageddon – Giudizio finale, un film del 1998 diretto da Michael Bay e con Bruce Willis, Billy Bob Thornton, Ben Affleck, Liv Tyler, Will Patton, Steve Buscemi, William Fichtner, Owen Wilson, Michael Clarke Duncan, Peter Stormare, Jason Isaacs, Ken Hudson Campbell, Jessica Steen, Keith David, Chris Ellis, Mark Boone Junior, Lawrence Tierney, Udo Kier.

Nell’introduzione del film si assiste all’impatto di Chicxulub, l’asteroide che 65 milioni di anni fa causò l’estinzione dei dinosauri, mentre una voce narrante annuncia che presto tale evento accadrà di nuovo.

Nella seconda scena la NASA e il suo amministratore Dan Truman entrano in stato di allerta quando un’improvvisa pioggia di meteoriti distrugge lo Space Shuttle Atlantis in orbita attorno alla Terra, insieme al satellite che gli astronauti stavano riparando. In seguito delle meteore cadono su un’area che va dalla Finlandia alla costa orientale degli Stati Uniti, distruggendo in particolare New York.

Ben presto gli scienziati scoprono che un enorme asteroide, della grandezza dello Stato del Texas, si dirige verso la Terra e la colpirà entro 18 giorni con conseguenze catastrofiche. L’unica soluzione è trivellare l’asteroide e poi farlo saltare con una bomba nucleare collocata al suo interno. Per l’incarico Truman recluta e addestra l’esperto di trivellazione petrolifera Harry Stamper e i suoi uomini, tra cui il giovane A.J. Quest’ultimo non ha buoni rapporti con Harry perché innamorato di sua figlia Grace. La rischiosissima missione vede degli Shuttle modificati (X-71) chiamati Independence e Freedom (Indipendenza e Libertà) partire per raggiungere l’asteroide.

Una volta nello spazio, raggiungono una stazione spaziale russa dove li aspetta l’eccentrico cosmonauta e colonnello Lev Andropov. A.J. scende nella sala motori ma, a causa di un malfunzionamento scoppia un incendio, gli altri membri del gruppo decidono di lasciar morire Lev e A.J. L’unico che non si rassegna è Harry, che viene fermato da Rockhound. Tramite i sistemi di aerazione, Lev e A.J. sopravvivono salendo in tempo sull’Independence poco prima che salti tutto in aria. Arrivati vicino l’asteroide, i due shuttle si trovano investiti dai detriti, i sistemi automatici di guida cercano di schivarli ma un masso gigante si schianta sulla coda dell’Independence, danneggiando anche un motore, senza ormai controllo, il veicolo spaziale viene colpito da un altro detrito che finisce col distruggere il finestrino. L’Indipendence precipita quindi sull’asteroide e gli unici sopravvissuti saranno Bear, Lev e A.J.

Contemporaneamente il secondo shuttle riesce ad atterrare ma non nella zona prevista. Infatti, da come viene spiegato da Rockhound, si trovano in una zona in cui il terreno contiene moltissima ferrite compressa, che interferisce anche sulle comunicazioni radio. Dopo qualche problema tecnico durante la trivellazione e, con il rischio di non poterlo più fare dalla terra, per via dei problemi con le comunicazioni, il Generale Kimsey attiva la bomba atomica per farla esplodere in superficie mentre nello spazio Harry, Chick, Sharp e Gruber hanno un violenta discussione ma alla fine uniscono le loro forze e disattivano la bomba. I problemi non finiscono qui: Rockhound, colpito da demenza spaziale, usa un mitragliatore per il gusto di provarlo, rischiando di uccidere i membri del gruppo, inoltre Max, che stava continuando la trivellazione, si trova nei guai a causa di una sacca di idrogeno e nonostante i tentativi di Harry per salvarlo l’uomo perde la vita nell’esplosione del mezzo trivellatore. Senza i mezzi per continuare le operazioni i superstiti informano la Terra che la missione è fallita: la notizia scatena disordini in varie città del mondo. In loro soccorso arrivano però a sorpresa Lev, Bear e A.J. che, nonostante varie peripezie, sono riusciti a raggiungere il resto del gruppo e a portare con loro un’altra trivella.

Rockhound viene legato sull’astronave affinché non combini altri guai e A.J. si mette subito al lavoro e, con grande caparbietà, riesce ad arrivare agli 800 piedi di profondità che servono affinché la bomba riesca a dividere in 2 l’asteroide. I componenti della missione però, non hanno neppure il tempo di gioire e, mentre A.J. cerca di liberare il buco da un tubo incastrato, alcune esplosioni di idrogeno frantumano in pezzi alcune zone dell’asteroide e uno dei frammenti colpisce e uccide Gruber, inoltre si scopre che il timer della bomba è danneggiato e qualcuno dovrà restare per farla esplodere manualmente. Per evitare discussioni si tira a sorte e il prescelto alla fine è proprio A.J.. Harry lo accompagna ma, approfittando della distrazione del giovane, gli strappa il tubo dell’ossigeno e lo rimanda sullo shuttle: Harry prende quindi il posto di A.J. e, mentre l’equipaggio dello shuttle si prepara per il decollo, da l’ultimo e struggente saluto alla figlia. Nonostante qualche problema, risolto in modo piuttosto comico da Lev, lo shuttle riesce a decollare, mentre sull’asteroide si manifestano le esplosioni d’idrogeno definitive, segno che ormai esso sta per raggiungere la Terra, queste raggiungono Harry, il quale viene sballottato e ferito, tuttavia a una manciata di secondi dalla fine riesce a far esplodere la bomba salvando la terra. L’esplosione rimbomba su tutta la Terra che, risplendendo nel cielo, è il segno della riuscita di Harry. Una volta atterrati i superstiti vengono accolti come eroi, Sharp si congratula con Grace per avere avuto un padre coraggioso, Chick trova ad attenderlo la moglie da cui aveva divorziato e suo figlio; Rockhound viene evitato dagli amici per l'”incidente” sull’asteroide, ma ritrova a consolarlo la spogliarellista incontrata prima della partenza. Durante i titoli di coda si possono vedere le immagini del matrimonio tra Grace e A.J.

Nella sequenza finale del film, un gruppo di caccia Thunderbirds vola in formazione “Missing man”, in onore e ricordo dei componenti della spedizione deceduti, un onore che si tributa solo agli eroi scomparsi in guerra o in missione.

Le cose che si possono dire su questo film sono ben poche, ad esempio che rappresenta la terza regia di M. Bay (e si vede), che la sceneggiatura è scritta e riscritta a più mani (ed anche questo si vede), che il film appartiene soprattutto al produttore Jerry Bruckheimer il re mida di Hollywood che ne ha fatto (nonostante i commenti della critica) un blockbuster.

Si accennava alla critica e ritorniamo sul punto per precisare che ha stroncato il film un po’ dappertutto per il suo maschilismo a oltranza, l’indecente banalità dei passaggi sentimentali e il ricalco del più spudorato stile pubblicitario, ed in effetti la critica non è lontana dal vero. Il film è un prodotto che riesce a fondere l’estetica del videoclip con il dinamismo forsennato dell’autoscontro. E come scrisse Owen Gleiberman: “Bay non dirige scene, ma momenti” per rimarcare ancora una volta (se ce ne fosse di bisogno) che questa sua terza regia pecca forse di inesperienza da parte sua. Tutto sommato il film resta godibilissimo e pur non trattandosi di una capolavoro assolve bene al suo compito, ovvero intrattenere lo spettatore senza troppe pretese.