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Attacco alla base spaziale US (Gog in lingua originale) è un film di genere drammatico, horror, romantico, fantascienza, thriller della durata di 85 minuri diretto da Herbert L. Strock ed interpretato da Constance Dowling, Richard Egan, Herbert Marshall, John Wengraf, Philip Van Zandt, Valerie Vernon, Stephen Roberts, Byron Kane, David Alpert, Michael Fox, William Schallert, Marian Richman, Jean Dean, Andy Andrews, Al Bayer, Julian Ludwig, Patty Taylor, Aline Towne, Alex Jackson, Beverly Jocher.

In un laboratorio americano segreto, sottoposto a severa vigilanza, un gruppo di scienziati si dedica agli studi preparatori necessari per giungere alla costruzione di una base spaziale che renda possibile il lancio di missili su altri pianeti. Ora accade che in questo asilo della scienza vengano trovati un giorno i corpi esanimi di un dottore e della sua assistente, misteriosamente uccisi. Per trovare la spiegazione di questo angoscioso mistero, il direttore del centro fa venire da Washington un celebre detective, David Shepard. Questi, dopo aver visitato minuziosamente con un’assistente tutto il laboratorio ed aver fatto la conoscenza di tutti gli studiosi addetti alla base, inizia le indagini. Ma nel frattempo il numero dei morti aumenta, altre persone perdono misteriosamente la vita, mentre Shepard non riesce a scoprire la causa dei tragici casi. Le cose peggiorano quando due automi, che fanno parte del laboratorio, obbedendo a forze occulte, incominciano a muoversi e portano ovunque distruzione e morte. Finalmente Shepard, per mezzo di aggiornatissimi apparecchi, riesce ad individuare una misteriosa nave spaziale, dalla quale partono gli ordini, cui obbediscono gli automi. Avvertiti immediatamente, i reattori partono alla ricerca del misterioso missile, che viene scoperto e distrutto. Nel laboratorio ritorna la tranquillità e gli scienziati possono riprendere gli studi interrotti.

Il film riflette in maniera esplicita l’ansia e la tensione della “guerra fredda”. L’impostazione ideologica ne compromette, senza dubbio, il risultato, ma il racconto è interessante perché è uno dei primi ad occuparsi del ruolo centrale che il robot e il cervello elettronico hanno nella ricerca scientifica.

Originariamente filmato in 3D (quello degli anni 50 non certo l’attuale 3D), il film risulta essere molto godibile, con il candore tipico di certa produzione pseudo-scientifica di quel periodo. Ci sono enormi inconsistenze narrative e fondamenti scientifici, ma il clima è quello di un fumetto di spionaggio (è un thriller) e gli elementi di mistero concorrono ad arricchire la tensione. Si osserva una certa diffidenza nei confronti della tecnologia: oltre ai due robot “posseduti”, l’armamentario tecnologico viene presentato come misterioso e dotato di potenzialità illimitate. Nel finale, che cita un eccesso di radiazioni sui due protagonisti né più né meno che qualcosa da curare con due aspirine, si tocca con mano l’euforia americana per i recenti utilizzi dell’energia atomica.

La storia è solo un pretesto per giustificare la figura di un investigatore e della immancabile bella di turno; il nemico “invisibile” è un elemento interessante, poiché si manifesta tramite intermediari e pertanto non è riconoscibile immediatamente.

Ci sono due temi fondamentali, entrambi accennati durante i titoli di testa: uno grave e drammatico, l’altro palesemente dedicato alla (immancabile) vicenda amorosa tipica di questo genere di film.

Il film ha beneficiato, in questi ultimi anni, di un’edizione DVD che ha permesso a tutti gli amanti di genere, di comprarlo ed inserirlo nella propria videoteca. L’edizione in questione è priva di fronzoli, presenta il film in versione 2D e non in quella originaria 3D con traccia audio Dolby Digital 2.0 con la sola traccia audio italiana e nessun contenuto extra, ma aspettarsene per titoli di nicchia come questo forse è un po’ troppo.