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Babylon A.D. è un film di fantascienza del 2008, diretto, co-sceneggiato e co-prodotto da Mathieu Kassovitz e interpretato da Vin Diesel, Michelle Yeoh, Melanie Thierry, Gérard Depardieu, Charlotte Rampling, Lambert Wilson, Mark Strong, Jérôme Le Banner, Joel Kirby, Souleymane Dicko, David Belle, Radek Bruna, Jan Unger, Abraham Belaga, Gary Cowan.

Il film è ambientato in un immediato futuro, ed è incentrato su un mercenario Toorop (Vin Diesel) che è incaricato di trasportare in 6 giorni una giovane donna (Mélanie Thierry) dalla Mongolia a New York in USA, dove lui non può più entrare. Toorop e il magnate Gorsky si accordano per mezzo milione, oltre ad una nuova vita per il mercenario in America.

Toorop si fa recapitare in un convento dove incontra Suor Rebecca (Michelle Yeoh), che le spiega che lei e Aurora (Mélanie Thierry) dovranno entrambe arrivare a New York.

Durante il viaggio però viene ostacolato da alcuni oppositori, come la setta dei Noeliti e il padre di Aurora.

I tre con l’aggiunta di un nuovo compagno, iniziano il viaggio verso lo stretto di Bering che riescono ad attraversare con un sottomarino russo. Durante la traversata si scopre che Aurora è dotata di poteri speciali e l’unica spiegazione sembra essere che Aurora sia portatrice di un virus che può essere usato come arma.

Nei pressi del confine fra Russia e Alaska, dopo uno scontro con dei droni volanti, Toorop uccide il compagno di viaggio che lo stava tradendo.

Attraversato il Canada ed entrati negli Stati Uniti d’America, i tre in poco tempo si ritrovano a New York, dove continuano martellanti le notizie di una nuova era, un nuovo miracolo.

I tre a New York scoprono che il loro convento di Noeliti da cui erano partiti è stato distrutto da un missile.

Nell’appartamento di New York un dottore viene a visitare Aurora che scopre di essere incinta di due gemelli, pur essendo ancora vergine. Viene chiesto a Toorop di consegnare la ragazza, ma lui prova a farla fuggire rimanendo ucciso nello scontro.

Il suo corpo viene trafugato dall’obitorio e trasportato in New Jersey, dove il dottore Darquandier (Lambert Wilson), il padre di Aurora, lo riporta in vita e gli racconta la storia di Aurora rivelandogli la verità. Ora Toorop ha una nuova missione, tornare alla sua vecchia casa per reincontrare Aurora. Nel frattempo il dottore viene ucciso dalla madre di Aurora, la gran sacerdotessa (Charlotte Rampling) che invia i suoi seguaci alla caccia di Toorop. Dopo un inseguimento i due riescono a mettersi in salvo. Aurora, prima di morire durante il parto, chiede a Toorop di proteggere i suoi figli e di fargli da padre. La scena finale mostra il mercenario, ora padre, di fronte ad una casa con due bambine.

Dalle seicento pagine del thriller futuristico “Babylon Babies” di Maurice Dantec, Mathieu Kassovitz estrae i novanta minuti di Babylon A.D., pellicola a base di ipercinetismo delle immagini e sintesi narrativa degli ultimi punti fermi del genere, dalla pioggia acida di Blade Runner allo spunto che già mosse I Figli degli Uomini di Cuaròn. La compressione, però, è massima e la qualità ne risente.

Ottenuto con Gothika e il suo parterre di stelle (e strisce) il permesso di soggiorno presso i grandi studios e il nulla osta per capitanare un film high budget come B.A.D., il regista francese si è parallelamente aggiudicato una discreta dose di diffidenza da parte dello spettatore esigente, che lo ha visto dimenticare in fretta gli esordi promettenti a favore di pellicole di sicuro richiamo ma di esito incerto.

Qui Kassovitz conferma l’attitudine spiccata per l’azione e il possesso di un cronometro personalizzato, che non solo rispetta ma crea tempi e scarti esatti. Dice la sua anche in termini di cast: Michelle Yeoh, Charlotte Rampling, Gérard Depardieu e Lambert Wilson sono le salde colonne al centro delle quali può azzardare l’inserimento di Vin Diesel, decisamente più efficace in lingua originale.

Attori speciali, effetti speciali, una storia che ruota attorno a un essere speciale, geneticamente modificato per salvare o annientare quel che resta della nostra specie: grandi pretese e non poca confusione, per un’opera che non riscrive la storia e non entra in quella del cinema. Dopo un inizio folgorante, che ci ricorda l’abilità dell’autore nel descrivere con occhio antropologico i mondi ai margini, il film inciampa in ogni trappola della retorica e ben presto vende il cuore per un surplus di stucchi e pittura.

Babylon A.D. è il Quinto Elemento di un cineasta che si è avviato sulla terza via inaugurata da Luc Besson, possibile ma più che mai rischiosa. Con una differenza: là Milla Jovovich piangeva sincera sul mondo, qui sgorgano lacrime artificiali.