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Biancaneve (Mirror Mirror) è un film del 2012 diretto da Tarsem Singh e con protagonisti Julia Roberts, Lily Collins, Armie Hammer, Nathan Lane, Mare Winningham, Michael Lerner, Robert Emms, Sean Bean, Jordan Prentice, Mark Povinelli, Joe Gnoffo, Danny Woodburn, Sebastian Saraceno, Martin Klebba, Ronald Lee Clark. Il film si ispira alla fiaba folkloristica Biancaneve e i sette nani, in particolare alla nota versione dei fratelli Grimm.

Il film si apre con la Regina che racconta gli eventi precedenti alla storia che vedremo nel film, insistendo che si tratta della sua storia e non di quella di Biancaneve.

Il Re padre di Biancaneve, una volta rimasto vedovo, si era risposato con la Regina (definita “la più bella del reame”) per darle una madre, ma quest’ultima, esperta di magia nera, lo aveva eliminato e ne aveva usurpato il trono. La Regina aveva dunque tassato il popolo allo sproposito, fingendo di utilizzare i proventi delle tasse per difenderlo da una spaventosa Bestia che infestava le sue terre; in realtà i soldi vengono sperperati per i trattamenti di bellezza e le feste della Regina.

Dieci anni dopo gli eventi narrati nel prologo, Biancaneve, appena compiuti diciott’anni, è cresciuta segregata nel palazzo: la Regina teme infatti che il popolo sia ancora devoto alla vera erede al trono, e teme che con il suo appoggio Biancaneve possa rovesciarla. Ella è inoltre gelosa della sua bellezza.

Il giorno del suo compleanno la servitù racconta a Biancaneve in che condizioni misere sta versando il popolo, e lei decide di uscire da palazzo per rendersene conto da sé; lungo la strada incontra il principe Alcott e il suo lacché, derubati e intrappolati dai Sette Nani, un gruppo di banditi. Biancaneve li libera, e nonostante l’attrazione palpabile tra i due, lei e il principe prendono strade opposte.

La principessa arriva in città, scoprendo le terribili condizioni in cui versano i cittadini, costretti peraltro a non danzare nè cantare dalla Regina; Biancaneve decide così di opporsi a lei e di provare a salvare il suo regno.

Il Principe è invece ricevuto a palazzo dalla Regina, che oltre ad ammirarne la bellezza si rende conto che un matrimonio con lui potrebbe risolvere tutti i suoi problemi finanziari.

La Regina organizza dunque un ballo in suo onore, cercando inoltre di apparire ancora più bella per conquistarlo; ma Biancaneve si infiltra al ballo e tenta di convincere il Principe ad aiutarla. Le guardie della Regina tuttavia la catturano, e la donna ordina al suo servo Brighton di portarla nella foresta e ucciderla. Quest’ultimo tuttavia non ha il coraggio di farlo, e la lascia scappare. Durante la sua fuga, Biancaneve arriverà alla casa dei Sette Nani.

La Regina entra nello Specchio Magico (un portale che conduce ad un’altra dimensione dove c’è una casa piena di specchi) e si consulta con il suo alter-ego, il Riflesso, per ottenere una pozione utile a conquistare il cuore del Principe Alcott. Il Riflesso gliela concede, ma le ricorda che ci sarà un prezzo da pagare per l’uso della magia.

Intanto Biancaneve è stata accolta con diffidenza dai nani. Un giorno loro riescono a derubare Brighton dei proventi delle tasse reali; la ragazza vorrebbe che li restituissero al popolo, ma loro le raccontano che, quando la Regina li bandì dal regno, nessuno nel popolo li aveva difesi. Biancaneve scappa allora nel villaggio con i soldi e li restituisce ai cittadini, dicendo che sono stati i nani a recuperarli, facendoli diventare eroi ai loro occhi.

I nani allora decidono di tenere Biancaneve con sé e di aiutarla a rovesciare la Regina, addestrandola alle arti della guerra e del furto.

Intanto la Regina informa Alcott che Biancaneve è morta, e poi prova a convincerlo a sposarla, ma viene interrotta da Brighton che è stato derubato dai nani. Il Principe, sentendo di questo ennesimo furto, decide di andare a combattere lui stesso i banditi che una volta avevano derubato lui stesso; nella foresta però si scontra con Biancaneve, scoprendo con gioia che non è morta: tuttavia lei è contro la Regina e lui invece la spalleggia, così devono lasciarsi.

Alcott quindi torna a palazzo nuovamente derubato, e la Regina apprende da lui che Biancaneve non è morta. Arrabbiata, torna quindi nello Specchio e chiede al Riflesso che uccida la sua nemica; il Riflesso di nuovo la ammonisce circa il prezzo per la magia, ma lei, accecata dalla gelosia, accetta di pagarlo senza nemmeno pensarci.

La Regina quindi usa la pozione magica per il Principe, rendendolo suo schiavo (in realtà il Riflesso non le ha dato una pozione d’amore, usata tutta per il padre di Biancaneve, ma un’altra che trasforma il Principe in una specie di cagnolino devoto alla sua “padrona”); quando Biancaneve apprende del matrimonio tra la Regina e il Principe, ne è devastata.

Intanto la Regina usa la magia nera evocando due guerrieri-burattini manovrati a distanza, che distruggono la casetta dei nani e cercano di uccidere loro e Biancaneve; quest’ultima però riesce a sconfiggerli tagliando i fili magici che li tengono in vita.

Biancaneve a questo punto, vedendo dov’è disposta a spingersi la Regina per sconfiggerla ed essendo estremamente addolorata per la perdita del Principe, vorrebbe mollare la lotta e fuggire, anche per salvare i nani; ma proprio questi ultimi la convincono a restare e a mandare all’aria il matrimonio. Insieme riescono dunque a rapinare tutti gli invitati della Regina e soprattutto a rapire il Principe; questi è però ancora legato alla Regina per via dell’incantesimo, ma Biancaneve riesce a spezzarlo dandogli il “bacio del vero amore”.

La Regina, furibonda, arriva quindi nella foresta e scaglia contro Biancaneve la sua Bestia, rivelandole che in realtà è una sua creatura, obbligata a fare tutto ciò che le comanda. Dopo una strenua lotta, Biancaneve, il Principe e i Nani stanno per essere sopraffatti, ma la ragazza si accorge che la Bestia indossa un medaglione simile a quello portato dalla Regina; in un ultimo sforzo, riesce a tagliarlo: la Bestia si trasforma quindi nel Re, suo padre, che era stato incantato dalla Regina dieci anni prima.

A questo punto la Regina, che si trova nello Specchio ormai sicura di aver vinto, si rende conto che qualcosa non va: il Riflesso le rivela che il prezzo per la magia che ha utilizzato sarà la sua bellezza, e la donna inizia a invecchiare istantaneamente.

Giorni dopo il Re celebra il matrimonio tra Biancaneve e Alcott. Tra gli ospiti, una vecchietta si avvicina a Biancaneve offrendole una mela in dono. La ragazza sta per morderla, ma all’ultimo momento si rende conto che si tratta della Regina, o di quello che ne resta. Capendo che si tratta di una mela avvelenata, invece di morderla la taglia e ne offre una fetta alla Regina, invitandola ad ammettere la sua sconfitta. La Regina la mangia e lo Specchio va in frantumi, mentre il Riflesso dice “Dopotutto questa non era la mia storia, ma quella di Biancaneve”.

Nel finale, in perfetto stile Bollywood, Biancaneve canta e balla insieme ai nani e agli invitati.

I rimaneggiamenti della storia non sono pochi e riguardano principalmente la trasformazione dei sette nani in una gang del bosco, la presenza di una bestia misteriosa e la ridefinizione di Biancaneve in una sorta di Robin Hood cui non manca né la coscienza (autocritica) di classe né quella di genere. Tuttavia, il film non tradisce mai veramente il cuore della fiaba. Sintetizzato con maestria e traslato nel prologo il lungo sonno di Biancaneve, che viene a coincidere con la sua infanzia e dunque con l’età dell’inconsapevolezza sessuale, veniamo subito informati che lo spettacolo al quale stiamo per assistere è la “vera storia” di Biancaneve, come solo il punto di vista della regina può restituirla (“Mirror Mirror” è il titolo originale). Poi vedremo Julia Roberts e Lily Collins contendersi il principe, la prima a colpi di umorismo e cattiveria, la seconda a colpi di bastone e battiti del cuore. Anziché tradire, dunque, il racconto universalmente noto, il film esplicita una verità nascosta, poiché Biancaneve è sempre stato il racconto della gelosia di una “madre” per la figlia: di qui la sostanziale passività della giovane e la perfida attività della donna matura, terrorizzata dall’idea di invecchiare e periodicamente inghiottita dal proprio specchio come Narciso (un’altra immagine che il regista esplicita con efficacia).

Il fatto inequivocabile che Tarsem Singh sia decisamente più portato per l’arte dell’immagine che per quella della narrazione, inoltre, fa sì che Biancaneve si offra a lui come un palcoscenico ideale. Data per scontata la tenuta della sceneggiatura (che ha superato secoli di “test di gradimento”, ricorda il film stesso), il regista può sbizzarrirsi in alcune sequenze visionarie (la migliore delle quali è quella dei burattini mossi dalla magia nera), per una volta senza apparire fuori tono o sopra le righe. Indispensabile, a questo scopo, la complicità dei suoi collaboratori fissi, Tom Foden alle scenografie e Eiko Ishioka ai costumi.

È proprio di questi giorni l’uscita per il mercato Home Video Italiano, ad opera della 01 Distribution, una doppia edizione del film. La prima è la classica edizione DVD che presenta traccia video in 16:9 e traccia audio in Dolby Digital 5.1, mentre per la seconda edizione propostaci è in Blu Ray con traccia video in formato a 1080P e traccia audio pienamente in linea con gli standard Blu Ray. Entrambe le edizioni sono prive di contenuti extra di rilevante importanza.