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Brainstorm generazione elettronica (Brainstorm) è un film di fantascienza del 1983 diretto da Douglas Trumbull e intepretato da Christopher Walken, Natalie Wood, Cliff Robertson, Louise Fletcher, Jordan Christopher, Donald Hotton, Alan Fudge, Joe Dorsey, Bill Morey, Jason Lively, Darrell Larson, Lou Walker, Stacey Kuhne-Adams, Keith Colbert, Jerry Bennett, Nina Axelrod, Jimmy Boyd, Charlie Briggs, John Gladstein, Herbert Hirschman, John Vidor, David Wood, Glen Lee, Bill Couch, Wallace Merck, Robert Bloodworth, Fletcher Farrow Previn, John Hugh, Mary Fran Lyman, Jack Harmon, Kelly W. Brown, Desiree Ayres, Debbie Porter, Allen G. Butler, Georgianne Walken, Jim Boyd, Ann Lincoln, Robert Terry Young, Bill Willens, Jim Burk, Jimmy Casino, Robert Hippard, Robert Gooden, Ernie Robinson, Tommy Huff, Roger Black, May Raymond Boss, Clay Boss, Peter Harrell, Susan Kampe, Louis.

La dottoressa Lillian Reynolds (Louise Fletcher), alla testa di un gruppo di ricercatori, ha ideato un sistema computerizzato in grado di leggere l’attività cerebrale e registrare su nastro le emozioni, le idee, i pensieri, le sensazioni di un individuo. La possibilità di sperimentare, rivivendole, le esperienze altrui apre incredibili prospettive alla creatività umana e può rinsaldare equilibri psicologici compromessi: grazie ad essa, ad esempio, il dottor Michael Brace (Christopher Walken)e sua moglie Karen (Natalie Wood) – entrambi dell’equipe della Reynolds – hanno recuperato un matrimonio che sembrava definitivamente in crisi. Il progetto, portato a termine per conto di una grossa industria, ha subito destato l’interesse di alcuni settori dei servizi segreti, che pensano ad un suo impiego in campo politico e militare, e fanno pressioni affinché venga ceduto loro.

La dottoressa Reynolds è colpita da infarto mentre è collegata alla macchina, e Michael, pur consapevole di andare incontro ad una esperienza drammatica e molto pericolosa, tenta in tutti i modi di visionare il nastro che ha registrato la morte della collega. Allontanato dai laboratori, riesce avventurosamente a mettersi in contatto con il calcolatore e a vanificare l’illecita strumentalizzazione della rivoluzionaria scoperta.

Brainstorm è uno di quei film che con il tempo andrebbero rivalutati, non tanto per la traccia narrativa quanto per l’originalità dell’idea e l’ingegnosità delle soluzioni cinematografiche proposte. Esperto nelle teniche degli effetti speciali, Douglas Trumbull fu tra i primi a comprendere le eccezionali possibilità della computer graphic e la storia che egli racconta anticipa singolarmente la riflessione su una realtà “virtuale” parallela a quella “oggettiva” che dai contemporanei Tron e Dreamscape (altri due film poco fortunati) conduce ai più recenti Tagliaerbe, Strange Days, Matrix.

L’ipotesi che Trumbull avanza è quella di un avveniristico intreccio di esperienze esistenziali (comportamento sessuale, riflessione etica, accettazione della vita e della morte) che sollecita l’uomo a nuovi modelli culturali. Un film, dunque, da gustare con il senno di poi, preferibilmente sul grande schermo dove è più facile apprezzare i trucchi pensati appositamente per una pellicola a 70 mm.

Accolto tiepidamente al momento della sua uscita, il film fu funestato dalla tragica scomparsa di Natalie Wood durante la lavorazione che morì in circostanze misteriose il 29 novembre 1981, annegando al largo dell’Isola di Santa Catalina mentre si trovava sul suo yacht insieme al marito Robert Wagner e all’attore Christopher Walken. Aveva solo 43 anni. Sebbene si fosse parlato di “triangolo scandaloso” tra lei e Christopher Walken, che recitava con lei in Brainstorm (uscito postumo nel 1983), le testimonianze di Walken e Wagner sull’incidente furono perfettamente coincidenti. Sulla vicenda nel 2004 il regista Peter Bogdanovich ha diretto il film TV The Mystery of Natalie Wood. Nuove informazioni sulle circostanze della morte dell’attrice hanno portato alla riapertura del caso nel novembre del 2011 ma non portarono a nessuna nuova informazione e vennero così chiuse nel gennaio 2012.