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Si conclude oggi il nostro cammino estivo attraverso il mondo della fantascienza cinematografica e televisiva e da domani riprenderemo l’attività editoriale di sempre. Sicuramente non abbiamo trattato tutti i film ed i telefilm prodotti e molti dei titoli che abbiamo proposto non sono conosciuti al grande pubblico, questo perché abbiamo deciso di accostare a titoli famosi come Star Trek titoli meno conosciuti come Assalto alla terra per dare la possibilità a tutti di scoprire film che in un modo o nell’altro hanno lasciato un segno nella storia del cinema di genere.

Vogliamo concludere questo nostro excursus proponendovi un titolo interessante, un telefilm di fantascienza, tratto da un comics americano da cui ne prende anche il nome e che assieme a Battlestar Galactica ha segnato la fantascienza televisiva di quegli anni, per chi non lo avesse ancora capito, stiamo parlando di Buck Rogers.

Buck Rogers è un personaggio immaginario apparso per la prima volta nel 1928, con il nome di Anthony Rogers, in due romanzi brevi di Philip Francis Nowlan pubblicati a puntate sulla rivista pulp Amazing Stories. Rogers è però conosciuto soprattutto per la striscia a fumetti pubblicata poco dopo sui quotidiani statunitensi in syndication. È apparso inoltre in un serial cinematografico, in serie televisive e in altri format.

Le avventure di Buck Rogers in strisce a fumetti, film, radio e televisione sono divenute una parte importante della cultura pop statunitense. A Buck Rogers è stato riconosciuto di avere introdotto nei media popolari il concetto di esplorazione dello spazio, seguendo le orme di pionieri letterari quali Jules Verne, H.G. Wells ed Edgar Rice Burroughs con il suo John Carter di Marte (di qui trovate la recensione qui).

In sintesi eccovi il plot della serie. Nell’anno 1987, la NASA mise in orbita l’ultima sonda spaziale americana. Il carico utile fu posato sul cono anteriore dell’enorme razzo.

Era un’astronave esplorativa per un solo uomo, il Ranger 3. A bordo di questa nave, un astronauta solitario, il capitano William “buck” Rogers stava per sperimentare le forze cosmiche al di là di qualsiasi comprensione…

all’improvviso i suoi sistemi di sostentamento vitale vennero congelati da temperature al di là di ogni immaginazione.

Il Ranger 3 venne sbalzato in un’orbita mille volte più vasta, che avrebbe riportato la nave al punto di origine non in 5 settimane come originariamente previsto ma in 500 anni. Da qui partono le avventure di Buck Rogers.

Questo serial aveva enormi possibilità. Tra i suoi creatori poteva vantare Glen A. Larson (che aveva già creato “Galactica”), e il personaggio vantava una longevità enorme: protagonista di un racconto del 1928, poi di una serie a fumetti nel 1929, quindi una serie radiofonica nel 1932 e un film a puntate nel 1939 (interpretato dal Buster Crabbe di “Flash Gordon”). E nel 1950 c’era stata una prima serie televisiva, peraltro non memorabile.

Il soggetto è ampiamente noto: William “Buck” Rogers, ex pilota della I guerra mondiale, rimane intrappolato in una caverna e subisce l’effetto di un gas radioattivo che lo pone in stato di animazione sospesa per 500 anni. Si risveglia nel XXV secolo e riesce, anche in quell’epoca futura, a tornare a fare il pilota in una guerra che lo contrappone a Killer Kane, un imperatore mongolo che vuole conquistare la Terra insieme alla sua alleata Ardala. A combattere a fianco di Buck il geniale Dr. Huer e la bella Wilma Deering (la storia, si badi bene, è anteriore ai fumetti di Flash Gordon).

C’erano, insomma, le possibilità per creare un prodotto notevole… ma ciò invece non avvenne.

Nel 1979 Glen A. Larson ottenne i diritti sul personaggio e pensò bene di renderlo più “attuale”…

Era il pieno boom delle discoteche e della disco-music, per cui le ambientazioni e i costumi ne presero ispirazione a piene mani.

Secondariamente, il femminismo era una realtà, o quanto meno era molto più avanzato rispetto al 1928: Wilma (Erin Gray) quindi divenne un colonnello, anche se di fatto continuò a dover essere salvata da Buck (Gil Gerard) come il personaggio originale. Il femminismo influenzò anche le figure dei “cattivi”: la principessa Ardala (Pamela Hensley) divenne la “cattiva” principale, mentre Killer Kane (Henry Silva) da imperatore divenne semplicemente uno dei suoi scagnozzi…

Il personaggio di Buck Rogers subì un ulteriore cambiamento rispetto all’originale. In origine era il tipo del “duro malinconico”, un uomo che si trovava costretto a vivere in un’epoca che non era la sua e che aveva perso ogni riferimento, quindi fondamentalmente solo. Invece, il Buck Rogers degli anni ’80 era in primo luogo un personaggio scanzonato, e le storie (già poco consistenti di per se stesse…) sconfinavano spesso nella commedia.

A togliere ulteriore serietà c’era il personaggio di Twiky, il robottino interpretato da Felix Silla e doppiato (nella versione originale di buona parte della serie) da Mel Blanc.

Tra le “guest stars” vi fu persino Gary Coleman (il celebre “Arnold” di “Harlem contro Manhattan”) nel ruolo di Hyeronimous Fox, una specie di scienziato-bambino… e addirittura Buster Crabbe, interprete della prima versione cinematografica! Il primo episodio apparve al cinema (e giunse anche in Italia con il titolo “Capitan Rogers nel XXV secolo”) ed ebbe un discreto successo.

Purtroppo Glen A. Larson non si occupò molto della serie, e gli episodi che seguirono furono tutto sommato divertenti ma nulla di memorabile.

Gil Gerard si trovò in contrasto con gli sceneggiatori, che abbandonarono il progetto. Il risultato fu che la seconda serie fu ai limiti del ridicolo. Buck e Wilma vennero trasferiti sull’astronave “Searcher” alla ricerca di colonie umane perdute, scimmiottando terribilmente “Galactica”. Al cast venne aggiunto il personaggio dell’alieno Hawk, il cui aspetto cercava di ricordare gli uccelli (piume al posto dei capelli…) e il cui carattere poteva ricordare vagamente il sig. Spock di “Star Trek”. Altri personaggi nuovi furono il Dr. Goodfellow (Wilfrid Hyde-White), anziano scienziato con un caratteristico pullover, e Krichton, un antipatico robot che fatalmente rubò la scena a Twiki. Ci fu persino il personaggio dell’ammiraglio Asimov (Jay Gardner), che nella finzione era proprio un discendente del famoso scrittore di fantascienza Isaac. I cattivi originali (pur apparsi nella prima serie) scomparvero. Inutile dire che l’audience crollò, e la serie finì miseramente. Tuttavia in Italia entrambe le serie vennero trasmesse dalle TV private, che grazie al cielo a quei tempi non erano ossessionate dall’audience permettendoci di vedere un po’ di tutto, sia pure nel bene che nel male.