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Cacciatore di alieni (Alien Hunter) è un film di fantascienza del 2003 diretto da Ron Krauss e con James Spader, Janine Eser, John Lynch, Leslie Stefanson, Aimee Graham, Nikolai Binev, Stu Charno, Carl Lewis, Keir Dullea, Svetla Vasileva, Anthony Crivello, Roy Dotrice, George Stanchev, Kaloyan Vodenicharov, Rufus Dorsey, Woody Schultz, Ronald Krauss, Joel Polis, Dobrin Dosev, Bert Emmett, Velimir Velev, Mariana Stanisheva, William Skinner.

Un satellite circumpolare della Nasa ed altre stazioni riceventi dell’emisfero australe captano un radiosegnale sconosciuto la cui fonte sembra essere un oggetto di dimensioni piuttosto contenute imprigionato nei ghiacci dell’Antartide. La registrazione del segnale perviene tra gli altri al dottor Julian Rome, già esperto decrittatore del Seti e ora insegnante all’Università di Berkeley, che ne riconosce subito l’origine artificiale, e ottiene di essere inviato sul posto per una indagine più approfondita. Nella base-laboratorio di Rundell Peak, dove l’oggetto estratto dal ghiaccio è stato trasportato, Rome ritrova la sua ex moglie Kate Brecher che lì si occupa di ingegneria genetica applicata a colture idroponiche sperimentali. In breve, Rome riesce a decodificare il messaggio, e scopre che si tratta di una richiesta di soccorso e di un allarme, che avverte di non aprire per alcun motivo la bio-capsula che lo emana, all’interno della quale giace in animazione sospesa uno dei due alieni precipitati sulla Terra (l’altro è caduto a Roswell). Ma è troppo tardi: l’involucro è stato aperto, l’extraterrestre si è risvegliato e l’agente patogeno letale di cui è portatore sano comincia a mietere vittime tra il personale. Intanto la Nasa, al corrente del pericolo inarrestabile che minaccia l’umanità, ha deciso di sacrificare l’intera installazione: su richiesta del Pentagono, un sottomarino atomico russo, il più vicino a Rundell Peak, si prepara a lanciare un missile nucleare per eliminare ogni possibilità di diffusione del contagio.

Cooptando con discreta inventiva una corposa serie di immagini, situazioni e caratteri tratti da numerose e fortunate pellicole, a cominciare dal classico La cosa da un altro mondo e dal suo eccellente remake The Thing, (l’ambientazione polare, l’alieno prigioniero nel ghiaccio) passando per Stargate, (il geniale decrittatore, interpretato dallo stesso Spader), per finire a The Abyss, (la traslucida navetta aliena e la coppia che si ricompone nel momento del massimo pericolo), ed altri ancora, regia e sceneggiatura costruiscono una vicenda che, pur non brillando per particolare originalità, si guadagna una dignitosa sufficienza, grazie anche al contributo di effetti speciali e convincenti scenografie che non risultano penalizzati dalle economie che la produzione ha cercato di conseguire andando a girare in Bulgaria.

Da ricordare tra gli interpreti, anche se in un ruolo marginale, un attempato Keir Dullea, indimenticabile protagonista di 2001: Odissea nello spazio, mentre il ruolo di decifratore di James Spader è simile al ruolo interpretato sempre da Spader nel film Stargate del 1994 diretto da Roland Emmerich.

Per decontaminarsi, gli scienziati della base devono fare delle docce antibatteriche il che li porta a vivere quasi tutto il giorno in costume da bagno. La critica bollò il tutto come un maldestro tentativo di mostrare al pubblico un po’ di top model seminude decisamente fuori luogo in una base polare dove si fanno esperimenti scientifici.

Leggendo quello che la critica ha detto ed accostandosi a questo film, ci si aspetterebbe di vedere un film di serie C e invece ci si ritrova davanti a un filmetto discreto, anzi quasi ben fatto, che con qualche accorgimento aggiuntivo e un soggetto meno inflazionato poteva risultare veramente un bel film.

Il film in fin dei conti, è quindi superiore alle aspettative, e sebbene non sia affatto confrontabile coi classici del genere di fantascienza aliena è comunque vedibile. Il finale delude un po’ per banalità ricadendo nei soliti clichè, ma durante lo svolgimento della trama si susseguono situazioni molto meno prevedibili e decisamente più intriganti.