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Capitan Nemo missione Atlantide (The Return of Captain Nemo) è un film di genere fantascienza della durata di 102 min. diretto da Alex March, Paul Stader e interpretato da José Ferrer, Horst Buchholz, Mel Ferrer, Burgess Meredith, Lynda Day George, Tom Hallick, Burr De Benning.

Un sottomarino atomico minaccia di bombardare le coste degli Stati Uniti qualora non venga versato un astronomico riscatto. Il governo incarica un gruppo di tecnici e militari di approntare un piano di emergenza. Durante una perlustrazione del fondo marino gli uomini del comandante Franklin si imbattono nel mitico Nautilus e scoprono nel suo interno il corpo del capitano Nemo, tenuto in vita grazie ad un processo di ibernazione. Franklin non esita a rianimare il leggendario eroe convinto che soltanto lui potrà aiutarlo contro Waldo Cunningham, il folle criminale. Nemo, naturalmente, non si tira indietro e, per nulla a disagio con le nuove tecnologie computerizzate, ingaggia una lunga battaglia, nel corso della quale, trova perfino il tempo di concludere una sua vecchia missione: liberare il nobile popolo di Atlantide da una oltraggiosa schiavitù.

Ci troviamo in presenza di un bizzarro, ben riuscito e quindi gradevole racconto di avventure, cocktail di Jules Verne, la leggenda di Atlantide, James Bond e la fantascienza. I puristi di Verne potrebbero storcere un po’ il muso per vedere una simile contaminazione di generi sul personaggio e quindi la storia più famosi dello scrittore francese.

Se non ci si lascia sopraffare dall’incredibile accostamento di personaggi, luoghi e situazioni e dall’ammiccamento all’epica di Guerre stellari, elementi abbastanza ricorrenti nel cinema di genere di quegli anni, il film può anche risultare gradevole.

Nel cast spiccano attori un tempo famosi, come ad esempio José Ferrer  (che qui interpreta il ruolo del capitano Nemo) rivelatosi al grande pubblico con il film Cyrano di Bergerac, tratto dalla commedia di Rostand, per il quale vinse nel 1959 il premio Oscar, nel 1952 incarnò il personaggio di Toulouse-Lautrec in Moulin Rouge, di J. Huston, nel 1954 interpretò L’ammutinamento del Caine e nel 1963 diede una convincente caratterizzazione in Lawrence d’Arabia, di D. Lean. A questo film seguirono: Nove ore per Rama, di M. Robson; Un treno è fermo a Berlino, di R. Aldrich, 1964; La nave dei folli, di S. Kramer, 1965. Continuò ad apparire frequentemente in vari film fino agli anni ’90 compresi anche prodotti televisivi. La sua prima moglie fu l’attrice Uta Hagen.

Altro attore e volto famoso presente nella pellicola è quello di Burgess Meredith, attore statunitense che fa diversi mestieri prima di avvicinarsi al teatro dalla fine degli anni ’20. Il suo esordio sul grande schermo avviene nel 1936 con la trasposizione di un suo successo teatrale, Sotto i ponti di New York, diretto da A. Santell. Seguono altri vigorosi ruoli fra i quali il bracciante George, protettore dell’amico ritardato Lennie in Uomini e topi (1939) di L. Milestone, dall’omonimo romanzo di J. Steinbeck, e l’eroico corrispondente di guerra di I forzati della gloria (1945) di W. Wellman. La sua carriera procede sui binari del caratterista di peso in pellicole come Uomini e cobra (1970) di J.L. Mankiewicz e Il giorno della locusta (1975) di J. Schlesinger. Nel 1976, invecchiato e claudicante, berrettina di lana in testa, il naso tumefatto dell’ex combattente, diventa Mickey, il rustico manager-allenatore di Rocky di J. Avildsen, alla cui gloriosa saga contribuirà fino al terzo episodio quando spira negli spogliatoi del match mondiale senza vedere il suo pupillo momentaneamente battuto dal bruto di turno.

Questi sono solo alcuni degli attori che appaiono nella pellicola, ma già bastano per far capire che il film non deve essere sottovalutato, basti pensare che oltre agli attori che compongono il cast, vi sono anche altri punti di forza, infatti, potremmo dire che tra gli sceneggiatori (una vera e propria squadra!) ci sono nomi come quello del celebre Robert Bloch, e, agli effetti speciali, il veterano L.B. Abbott in quella che sarà una delle sue ultime prove.

In definitiva anche se la critica non è stata clemente con questo film, con lapidari commenti del tipo:”Se Verne non avesse inventato Nemo, tanti registi farebbero un altro mestiere. E perchè no? Verne aveva certamente più fantasia di loro. (Francesco Mininni, Magazine italiano tv). Il film è tutto basato sull’avventura e sulle scenografie del caso. Si tratta in definitiva, di uno spettacolo abbastanza gradevole e del tutto privo di elementi inedificanti”. (‘Segnalazioni cinematografiche’, vol. 86), la pellicola merita d’essere vista e gli amanti del film di genere non potranno non apprezzarla. Unica nota dolente sta nella totale assenza di edizioni DVD per il mercato Home Video Italiano che ha potuto beneficiare solo di una edizione in VHS divenuta ormai rara ed introvabile.