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No non sono uscito pazzo, recità così il titolo di questa commedia brillante del 1965. Si tratta di un film del 1965 con protagonisti Jack Lemmon e Virna Lisi al suo debutto cinematografico in ambito internazionale. Il film fu diretto da Richard Quine, che ha diretto Jack Lemmon anche in My Sister Eileen, Attenti alle vedove, Operation Mad Ball e Una strega in paradiso. Come definirei questo piccolo capolavoro? semplicemnte FAVOLOSO e non perchè il titolo reciti in quel modo, ma per le prove recitative che gli attori danno e per alcuni cliché che ancora oggi sono attualissimi.

Alla storia (e non solo cinematografica) sono passati la figura del maggiordomo (che tutti vorrebero avere), gli equivoci famigliari e sopra ogni altra cosa la macchina che fa “Gloppitta-Gloppitta”. Nel film troviamo un Jack Lemmon in strepitosa forma che interpreta l’affascinante Stanley Ford, un fumettista di successo che, felicemente scapolo, si gode la vita circondandosi di tutti i comfort che può desiderare, incluso uno scrupoloso maggiordomo, Charles Firbank (Terry-Thomas), che si occupa di tutti i suoi bisogni. Stanley vive una vita senza preoccupazioni come single, partecipando a feste selvagge, corteggiando belle ragazze e via discorrendo. Purtroppo, la sua vita sta per cambiare: durante la festa di addio al celibato di un amico, Stanley alza un po’ troppo il gomito e, completamente ubriaco, propone il matrimonio a una bionda e bellissima ragazza greca (italiana nell’originale) appena uscita, in costume da bagno, da una grossa torta. Un giudice(Sidney Blackmer), invitato come Stanley alla festa e non meno ubriaco, assiste alla proposta di matrimonio di Stanley e celebra un’improvvisata (ma legalmente vincolante)cerimonia di nozze. La mattina dopo, Stanley, ancora intontito dalla sbronza, si sveglia accanto alla donna della torta. All’inizio egli non ricorda nulla degli eventi della notte precedente, ma presto si rende conto dell’accaduto. Stanley prova a far annullare il matrimonio, ma il suo avvocato lo informa che non è possibile. Il matrimonio cambia radicalmente, e in negativo, la vita di Stanley . La sua nuova moglie presto comincia a stravolgere il suo stile di vita entrando anche in attrito con il maggiordomo. Come se non bastasse, la donna non parla inglese, e comunicare con lei è un’impresa.

Lo stress porta Stanley perfino a rimaneggiare il fumetto di cui è autore (Bash Brannigan) trasformandolo, da fumetto spionistico che era, in una commedia casalinga. Via via più irritato dai vari inconvenienti provocatigli dalle nozze, Stanley scarica la frustrazione nelle strip giornaliere, dove racconta di un piano escogitato per uccidere sua moglie e disfarsi del corpo gettandolo “nel cemento della macchina che fa gloppitta-gloppitta”. La moglie di Stanley vede la strip sulla sua scrivania, si offende e decie di lasciarlo senza dirgli nulla. Partono le ricerche, e la polizia dopo aver letto la strip offensiva salta a conclusioni affrettate: Ford è velocemente arrestato e accusato di aver ucciso la moglie e di averne occultato la salma. Il suo fumetto è usato come prova a suo carico nel processo.

Dopo aver licenziato il suo incompetente avvocato, Stanley decide di difendersi da solo; nell’arringa finale rivela alla giuria che egli , pur innocente, aveva comunque l’intenzione di uccidere sua moglie, ma che deve essere assolto poiché si sarebbe trattato di un omicidio giustificabile. La giuria (tutta composta da uomini) è comprensiva perché essi stessi sono stati frustrati allo stesso modo dalle rispettive mogli. In un gesto di protesta e sfida , la giuria dichiara Stanley non colpevole e lo assolve, rilasciandolo e portandolo in trionfo, mentre tutte le donne guardano in glaciale silenzio. Il film ha un lieto fine: la moglie di Stanley ritorna e loro si riconciliano. Stanley capisce di amare sua moglie, e che la vita è molto più dolce con lei che senza di lei. Anche il recalcitrante maggiordomo Charles si addolcisce quando viene presentato all’attraente madre di lei.