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E ora parliamo di Kevin è un thriller che vede Tilda Swinton nel ruolo di Eva, una donna che messo da parte ambizioni e carriera per dare alla luce Kevin. La relazione tra madre e figlio è però molto difficile sin dai primissimi anni. A quindici anni Kevin compie un gesto irrazionale ed imperdonabile agli occhi dell’intera società. Eva lotta contro una profonda amarezza e atroci sensi di colpa. Ha mai amato suo figlio? E’ in parte colpevole di ciò che ha fatto Kevin?

…e ora parliamo di Kevin è una specie di incrocio tra Elephant e The Omen, e potrebbe tranquillamente essere catalogato come un horror.  Si tratta della storia di una madre (Tilda Swinton) che deve elaborare i sensi di colpa per aver cresciuto in modo troppo permissivo un figlio che ha finito per compiere una strage a scuola. Il presente della donna, sistematicamente aggredita dai genitori delle vittime e sottoposta a ogni sorta di umiliazione, si alterna alla ricostruzione della vita del ragazzo, addirittura a partire dal suo concepimento. E proprio le caratteristiche del bambino spostano le coordinate del film dal dramma sociale all’horror. Il Kevin del titolo, infatti, non è un ragazzino che in seguito a un trauma o ad un condizionamento finisce sulla cattiva strada; ma la semplice, manifesta incarnazione del male. Che si esprime attraverso un atteggiamento antagonistico e provocatorio nei confronti della madre, perfettamente compensato da un affetto falso e ricattatorio nei confronti del padre (John C.Reilly). Kevin, pur disponendo di un’intelligenza che sfiora il genio, rifiuta di parlare, utilizzare il bagno, mangiare a tavola, e più in generale sottostare ad una qualsiasi delle regole del vivere civile. Un malessere che, quando il ragazzo diventa adolescente, si trasforma in consapevole nichilismo (“il punto è che non c’è nessun punto” dice alla madre che gli chiede ragione dei suoi gesti), e poi in una escalation di violenza.

Per il suo terzo film, la regista Lynne Ramsay ha trovato ispirazione nel controverso romanzo di Lionel Shriver, ovvero di un’altra donna, nonostante il nome. D’altronde al centro del dramma ci sono alcune tra le domande che più scuotono l’identità femminile: come gestire la responsabilità della maternità, per esempio, il suo essere, da un preciso momento in poi, per sempre e nonostante tutto. E il cuore del film è sicuramente nella storia d’amore tra madre e figlio, un amore-odio, pieno di ambiguità e di non detti, fatto non si sa bene se di troppa remissione, di eroica resistenza o di incontrollabile destino. Lo porta in superficie Tilda Swinton, con la rigidità che è corazza del personaggio, in verità esploso dentro, ma anche con una varietà di emozioni ben impressionanti. Non la si vedeva così convincente dalla prova di Michael Clayton.

Sul fronte estetico il film è molto insistito. Troppo. Il colore del sangue è declinato e ripreso in tutti i modi possibili, con la sequenza dedicata e disturbante dei corpi imbrattati e annegati nel pomodoro – che setta immediatamente gli assi cartesiani della tragedia in corso, quello lirico e quello quotidiano, famigliare – e poi con la vernice, la marmellata, la stampa sulla T-shirt, le ferite, i bersagli. Anche il montaggio è studiatissimo, rimescolato al millimetro, costruito per la tensione. A questa estrema eleganza di modi e di temi del girato corrisponde e al contempo sfugge il tappeto sonoro, magnificamente lavorato, dal quale passa, senza soluzione di continuità, il flusso sentimentale del film: il dolore, la paura, la rabbia, lo sprazzo di felicità e la disperazione della protagonista.

Non tutto convince, in … E ora parliamo di Kevin, ma il colpo arriva comunque allo stomaco, perfettamente assestato, come tirato con l’arco da un professionista.

Proprio in questi giorni la Cecchi Gori ha reso disponibile per il mercato Home Video Italiano un’edizione in DVD con traccia video in 16:9 e traccia audio il Dolby Digital 5.1. Il DVD non presenta contenuti extra di particolare e significativa importanza. Nel momento in cui scriviamo non è ancora disponibile un’edizione Blu Ray della pellicola e non siamo in grado di dirvi se e quando uscirà.