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Final Destination 5 è un film diretto da Steven Quale, quinta pellicola della serie di film horror Final Destination che vede come protagonisti Nicholas D’Agosto, Emma Bell, Miles Fisher, Courtney B. Vance, Arlen Escarpeta, David Koechner, Tony Todd, P.J. Byrne, Ellen Wroe, Jacqueline MacInnes Wood.

I primi tre film sono stati prodotti dalla New Line Cinema, mentre il quarto e il quinto sono stati prodotti dalla Warner Bros.

I9n questo quinto capitolo Sam Lawton riceve la premonizione di una sconvolgente sciagura: il crollo di un ponte che porterà alla sua morte e a quella degli automobilisti in transito in quel momento. Grazie alla premonizione il ragazzo riesce a salvarsi e a sottrarre alla morte alcune persone. Mentre Sam fa la conoscenza del detective Block, il quale rimane perplesso dalla visione del ragazzo, durante la commemorazione delle vittime del crollo, un misterioso uomo avvisa i ragazzi: “la morte non si fa ingannare”. La prima vittima è la ginnasta Candice: durante un allenamento, da una ventola guasta si sganciano alcune viti che finiscono sulla trave dove Candice si sta riscaldando. La giovane le evita e si dirige alle parallele, mentre un’altra ragazza si dirige a fare la sua prova alla trave: ma poco prima che Candice finisca la sua prova, la ragazza sulla trave si ferisce il piede con uno dei chiodi finiti sulla trave e cadendo sposta il ventilatore sul magnesio che copre Candice facendole perdere la presa. La ragazza cade malamente dalle parallele, fratturandosi la spina dorsale e rompendosi il collo: Peter, il suo fidanzato, che assisteva all’allenamento, subisce un notevole shock. Mentre la compagnia si riunisce a bere in memoria di Candice, Isaac si ritrova a rubare nei cassetti dei colleghi morti. La sua rapina dà frutto: recupera infatti un buono omaggio per un massaggio in un centro benessere. Durante l’agopuntura, la massaggiatrice se ne va lasciando Isaac riposare per trenta minuti. Ma in questo lasso di tempo una reazione a catena fa cadere il lettino, che si ribalta, con prevedibili conseguenze per il giovane. Nella sala massaggi inizia a divampare un incendio, che costringe Isaac con le spalle al muro: in quel momento un Buddha di alabastro gli finisce sulla testa. Nel frattempo un’altra sopravvissuta, Olivia, va dal suo oculista per fare una terapia laser, in quanto fortemente miope. Durante la preparazione, Olivia strizza il peluche che porta con sé, facendogli perdere un occhio. Una bolla d’aria uscita da una tanica d’acqua posta a lato fa cadere un bicchiere pieno d’acqua sulla presa di corrente: per via del successivo cortocircuito, la temperatura del laser aumenta. La ragazza, impaurita dal rumore prodotto dalla macchina, preme per sbaglio il pulsante d’avvio e il laser comincia a bruciarle un occhio e la mano che usa per proteggersi. Sam e Molly si trovano nell’ingresso e, sentendo le urla strazianti di Olivia, accorrono in suo aiuto ma, dopo essersi liberata dal poggiatesta, la giovane scivola sull’occhio dell’orsetto e precipita dalla finestra. Intanto in fabbrica Nathan, un altro superstite alla catastrofe, sta controllando le entrate degli operai. Poiché ne vede una con scritto “fottiti”, chiama il proprietario Ray. Durante la discussione Nathan si rende conto di essere in pericolo: un gancio di una gru sta per finirgli addosso. Per salvarsi, Nathan spinge Ray, che muore con la testa impalata. Accorsi sul posto, i ragazzi si rendono conto che stanno morendo nell’ordine della profezia di Sam. Infatti, poco dopo, muore anche il direttore, ucciso da una chiave inglese sparatagli alla testa a gran velocità da un macchinario in azione. Proprio questo fa sorgere a Sam, Molly e Peter il dubbio che, uccidendo qualcuno al proprio posto, la lista continui. In un momento di pausa, Sam propone a Molly di partire con lui per la Francia: la ragazza accetta, e Sam la invita a cena nel ristorante dove lui lavora. Ma quella sera, Peter irrompe nel ristorante con una pistola determinato a uccidere Molly: Sam lo ferma, e inseguiti da Peter i due si rifugiano in cucina. L’agente Block interviene sul posto, ma viene ucciso da Peter, a cui non basta però aver ucciso l’agente: vuole comunque uccidere il suo bersaglio predestinato. Sam lo uccide perforandolo con uno spiedo. Poiché nella premonizione Molly non moriva e Sam ha ucciso qualcuno al suo posto, i due si sentono finalmente liberi. Due settimane dopo l’accaduto Sam, avendo accettato una proposta di lavoro a Parigi, assieme a Molly, prende un aereo per la Francia, il volo 180 del primo Final Destination, infatti l’aereo dopo pochi minuti dal decollo esplode, i due muoiono (Sam bruciato e Molly risucchiata fuori dal velivolo), inoltre il carrello dell’aereo staccandosi cade nel luogo dove stavano commemorando Roy colpendo Nathan che si trovava lì presente, subito dopo aver appreso che Roy aveva poco da vivere a causa di un problema al cervello.

I temi che il film tocca sono quelli tipici della serie, ma conservano la loro pregnanza: la colpa di essere vivi quando gli altri sono morti, l’ineluttabilità del destino, la sensazione che la vita sia solo un gioco crudele e che le persone siano misere pedine mosse da qualcosa di imperscrutabilmente futile. Il finale percorre poi una strada in parte diversa e termina con un simpatico colpo di scena autoreferenziale di buona efficacia.

Gli effetti speciali sono all’altezza e danno la credibilità necessaria a questo nuovo tumultuoso viaggio sulle montagne russe del destino e della morte. Steven Quale li maneggia con capacità: ha fatto da supervisore agli effetti speciali visuali di Avatar (oltre ad aver collaborato con James Cameron in vari ruoli per diversi dei suoi film) e quindi se ne intende. Come regista è al suo esordio sul grande schermo, dopo un accettabile film catastrofico televisivo, Inferno di fuoco. Il cast è funzionale, niente di più ma anche niente di meno. Tony Todd, icona dell’horror dai tempi del remake di La notte dei morti viventi, è una presenza quasi costante nella serie e riprende qui il suo piccolo ma significativo ruolo di un coroner che sa molto di più di quanto sarebbe logico.

Da pochi giorni il film è uscito in home video con una triplice edizione così suddivisa: Edizone DVD con traccia video in 16:9 e traccia audio in Dolby Digital, Edizione Blu Ray con traccia video con risoluzione a 1080P e traccia audio in Dolby Digital 5.1 per tutte le tracce audio tranne che per la lingua originale che viene proposta in formato 5.1 DTS HD inoltre l’edizione prevede anche una copia digitale. La terza ed ultima edizione disponibile sempre in Blu Ray con le medesime caratteristiche della precedente edizione ha in più un secondo Blu Ray in 3D. Tutte e tre le edizioni non sono presenti contenuti extra di particolare e rilevante interesse.