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Nei prossimi giorni uscirà l’edizione Blu Ray de “I tre giorni del Condor” film del 1975 prodotto da Stanley Schneider e diretto da Sydney Pollack. La sceneggiatura è di Lorenzo Semple Jr ed è l’adattamento dal romanzo I sei giorni del Condor di James Grady.

Il cast, tutto di primordine, è composto da Robert Redford, Max von Sydow, Faye Dunaway, Cliff Robertson, Addison Powell, John Houseman, Michael Kane, Tina Chen, Hank Garrett, Don McHenry, Walter McGinn, Michael Miller, Jess Osuna, Dino Narizzano, Helen Stenborg, Patrick Gorman.

New York, un commando di sicari, guidati da un uomo di nome Joubert, irrompe in una sezione impiegatizia della CIA dove vengono letti e studiati libri e giornali provenienti da tutto il mondo in cerca di individui sospetti, codici segreti o trame nascoste.

Tutti gli operatori vengono sterminati, ad eccezione del giovane Joseph Turner, nome in codice “Condor”, uscito a comprare la colazione, che pochi giorni prima aveva inviato ai suoi superiori un rapporto al quale non aveva avuto risposta.

Scoperto il massacro, sentendosi in pericolo e non potendo fidarsi quasi di nessuno, Turner chiede aiuto alla sede centrale. Si assume l’incarico di recuperare il sopravvissuto il vicedirettore Higgins, mentre Condor si vede costretto a sequestrare una ragazza, Kathy Hale, obbligandola a tenerlo in casa sua per essere al sicuro. Nonostante una iniziale diffidenza reciproca, i due collaboreranno e finiranno anche a letto.

Grazie alla propria abilità e al proprio coraggio, Turner non solo riesce a sventare ogni tentativo di ucciderlo da parte dei killer inviatigli contro, addirittura lottando con un sicario travestito da postino che rimane ucciso, ma riesce pure ad arrivare a una conclusione: una sezione deviata interna alla CIA lo vuole morto e a capo di tutto c’è un cospiratore di nome Leonard Atwood: Atwood aveva preparato i piani di una guerra da far scoppiare nel Medio Oriente per assicurarsi il controllo del petrolio, ma il rapporto di Condor lo aveva involontariamente smascherato. Il funzionario della CIA era pertanto ricorso al killer “indipendente” Joubert per eliminare ogni possibile contatto che potesse metterlo in rapporto con il piano, mentre la CIA usava Turner come bersaglio mobile per individuare i responsabili del complotto.

Nel confronto decisivo con Joubert, questi a sorpresa elimina Atwood, risparmia Condor e gli svela di essere tornato al servizio della CIA ufficiale, suggerendogli di sparire e ricordandogli che, se dovesse rimanere nella CIA, non potrà sempre sfuggire ai cospiratori rimasti finché non sarà pubblicato il suo rapporto.

Turner si incontra con Higgins, che gli propone di reintegrarlo nell’ Agenzia. Condor, ricordando le parole di Joubert, fiuta la trappola e mentre se ne va, svela di aver consegnato il suo rapporto al New York Times. Riuscirà la CIA ad evitare che la notizia venga pubblicata?

Fin da subito si intuisce il taglio che il regista vuole conferire alla pellicola: montaggio a inquadrature rapide – piuttosto inusuale per gli anni ’70 – fotografia autunnale misurata e curata, sceneggiatura pulita e ricca di tensione, battute taglienti. Pollack usa la macchina da presa per calare lo spettatore nelle misteriose vicende in cui è coinvolto l’eroico Condor e per farlo piacevolmente parteggiare. Prendendo le dovute distanze dai rigidi schemi alla James Bond, il regista sembra più che altro avere in mente i meccanismi ambigui di Hitchcock con protagonista la CIA. Anzi, una CIA all’interno della CIA.

Il discorso politico relativo al potere e alla corruzione è in realtà solamente tracciato, ma la tensione e la caratterizzazione dei personaggi rendono tutto spettacolare e coinvolgente. Quando tutto finisce, quando ci si rende conto che c’è qualcosa più grande di noi di difficilmente gestibile, resta un senso di insoddisfazione ma anche una certezza: lavorare nello spionaggio significa non fidarsi mai di nessuno.

“I tre giorni del Condor” è una spy-story che è di diritto un classico degli anni ’70 che non dovrebbe mancare nella videoteca di un appassionato di cinema, non a caso “I tre giorni del condor” è considerato come uno dei migliori film del genere cospirativo e thriller. Ha ottenuto la nomination dall’Academy Award per il montaggio, agli Oscar del 1976 e nello stesso anno fu assegnato un premio speciale a Sydney Pollack ai David di Donatello 1976.

Il film già in precedenza era uscito in DVD, ma adesso viene riproposto in una curatissima edizione Blu Ray con una traccia video interamente restaurata e portata alla risoluzione di 1080p che sfrutta a pieno le potenzialità del Blu Ray. Unico neo dell’edizione è la traccia audio che, rispetto all’edizione DVD, risulta pressoché invariata.