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Il paese delle spose infelici è un film diretto da Pippo Mezzapesa del 2011, tratto dall’omonimo libro scritto da Mario Desiati e pubblicato da Mondadori nel 2008. La pellicola ha per protagonisti Aylin Prandi, Rolando Ravello, Valentina Carnelutti, Antonio Gerardi, Luca Schipani, Teresa Saponangelo, Nicola Rignanese, Gennaro Albano, Vincenzo Leggieri, Roberto Corradino, Nicolas Orzella.

In un ipotetico paese della Puglia, abita Francesco detto Veleno. E’ un ragazzino di famiglia borghese affascinato dalla vita dei suoi compagni che, per quanto provengano da famiglie umili se non indigenti, vivono in una condizione di apparente libertà e giocano in una squadra di calcio amatoriale: la “Cosmica”. Zazà, elemento più carismatico del gruppo, trasforma il timido e imbranato Veleno in un portiere, dandogli fiducia e accettandolo dopo alcune prove di iniziazione. Un giorno Zazà e Veleno assistono al “volo” di Annalisa dal tetto di una Chiesa del paese e da quel momento in poi la loro vita cambia. La giovane, di cui nulla è dato sapere, vive in una villetta degradata fuori dal centro abitato. La ragazza abita da sola e i due amici iniziano a frequentarla fino a che sembrano innamorarsene.

Girato tra Martina Franca e Massafra, in provincia di Taranto, che ci regalano l’immagine di una terra arida e fumosa quanto affascinante, “Il paese delle spose infelici”, il primo lungometraggio di Pippo Mezzapesa, regista bitontino acclamato per corti e documentari (tra cui il notevole “Pinuccio Lovero”), racconta una storia di formazione non originalissima né priva di difetti, ma lucida, intensa e dotata di una certa forza espressiva. L’ispirazione del regista, oltre che il romanzo di Mario Desiati da cui il film è tratto, sembra venire dal cinema di Luigi Capuano, Edoardo Winspeare, Paolo Sorrentino.

La voglia di staccarsi dal borghesismo familiare di Veleno e quella di allontanarsi da un futuro di criminale di Zazà si incrociano con l’autodistruzione di Annalisa, creatura bella quanto fragile. Ma nel film ci sono anche il degrado urbano dovuto all’industrializzazione, il morbido incanto del fiabesco in contrasto con la bruttezza del reale, la falsità della politica del territorio tarantino, che diviene trappola dei sogni e che spinge a crescere in fretta. La regia è curatissima, nervosa, attenta a cogliere con insistenti primi piani gli sguardi dei giovani attori e le loro emozioni, utilizza frequenti rallenty e indugia su belle riprese del cinematograficamente dotato territorio pugliese.

I punti deboli del film sono forse la sceneggiatura e la compattezza narrativa sacrificate alla virtuosistica ricerca estetica: ecco perché questo amaro ritratto adolescenziale risulta poco appassionante, già visto, approssimativo, calligrafico. Ciò nonostante “Il paese delle spose infelici”, purtroppo precariamente distribuito (solo 24 copie stampate dalla Fandango), è l’interessante opera prima di un regista talentuoso e da tenere d’occhio, che rivela stile e personalità.

In questi giorni è uscita l’edizione Home Video del film che viene proposto in DVD con traccia video in 16:9 anamorfico e traccia audio in Dolby Digital 5.1. Non sono presenti contenuti extra di rilevante importanza. Nel momento in cui scriviamo, non è ancora disponibile un’edizone Blu Ray della pellicola e non siamo in grado di dirvi se e quando uscirà.