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Il pianeta proibito è il titolo del film che oggi andremo a riscoprire e far scoprire a chi non lo ha mai ne visto ne sentito nominare. Forbidden Planet (questo il suo titolo in originale) è ormai considerato un classico del cinema di fantascienza e pur essendo del 1956, viene considerato (assieme l’invasione dei mondi) il capostipite della fantascienza moderna cinematografica. Diretto da Fred McLeod Wilcox e prodotto dalla MGM, ne fu successivamente tratto un romanzo omonimo da parte di W.J. Stuart che, grazie alla notorietà acquisita dal film, ebbe un discreto successo.

Nella realizzazione del film furono impiegati numerosi effetti speciali e musica elettronica, tutte cose che per l’epoca erano rivoluzionarie ed in certi casi precorrevano i tempi. Fu proprio in questa pellicola che fece la sua prima apparizione  il robot Robby.

Robbie fu l’oggetto scenico cinematografico più costoso mai costruito all’epoca e fu successivamente impiegato (come già accennato più su) anche nel film Il robot e lo Sputnik. Divenne anche un giocattolo molto popolare, ed è in qualche modo un antesignano di tutti i robot dei film di fantascienza. Fece una piccola apparizione anche nel film Gremlins nel 1984, visibile sullo sfondo durante una conversazione telefonica all’incontro degli inventori. Tra le sue rare apparizioni cinematografiche successive ricordiamo anche Le ragazze della Terra sono facili (1988) e Looney Tunes: Back in Action (2003).

Sul piccolo schermo Robbie è apparso in tre episodi della serie TV cult Ai confini della realtà, in uno dei quali rivestiva addirittura il ruolo di protagonista. Il robot appare inoltre in un episodio della serie poliziesca Colombo, dove è una semplice macchina costruita da alcuni ricercatori di un’industria elettronica, scena di un omicidio. Pur non parlando, l’automa si rivela la chiave risolutiva delle indagini dell’eccentrico detective italoamericano.

È apparso anche in un episodio de “La famiglia Addams” intitolato “Il piccolo aiutante di Lurch” (scritto da Phil Leslie e diretto da Sidney Lanfield) trasmesso per la prima volta il 18 marzo 1966. Il titolo originale era “Lurch’s Little Helper” e Robbie era il robot che Gomez realizzava per dare una mano a Lurch nei lavori domestici e che si rivelava “troppo bravo”, rendendo Lurch inutile e depresso.

I personaggi e l’ambientazione del film sono ispirati alla commedia di William Shakespeare La Tempesta, che ha però una trama differente. Di buon livello sono le scenografie e i fondali dipinti.

Come già menzionato il film è stato influenzato dalla commedia La tempesta di Shakespeare, ma se la trama ha ben poca corrispondenza, si possono invece rilevare similarità tra i personaggi, in particolare:

    * Prospero = dottor Edward Morbius

    * Miranda = Altaira

    * Ariel e Caliban = robot Robby

Anche se potrebbe apparire una corrispondenza tra Ferdinando ed il capitano John J. Adams e tra Stefano e Trinculo con Cookie, i personaggi non corrispondono realmente. Altri personaggi scespiriani (Alonso, Antonio, Sebastian) non hanno corrispondenza, mentre il mostro potrebbe essere ispirato allo spirito che agisce su Prospero.

Le ambientazioni ricordano in qualche modo quelle di un altro classico: Metropolis.

Per gli spettatori contemporanei alcune delle tecnologie impiegate nella navicella spaziale erano interessanti, sia per il confronto con le tecnologie reali sia per l’influenza prodotta sulla successiva fantascienza. L’astronave dispone di un non meglio specificato sistema di propulsione interstellare ad altissima velocità, ma la navigazione avviene manualmente. Anche il fatto che, nella parte finale del film, sia il robot Robby a guidare la nave è una novità. La teoria della relatività postula che superare la velocità della luce sia impossibile (anche se sono in seguito state teorizzate altre possibilità, come i wormhole), e pensare di guidare manualmente una nave spaziale sembra assurdo, nell’epoca dei computer.

L’autore di Star Trek Gene Roddenberry ha ammesso in una sua biografia di avere tratto ispirazione anche da Il pianeta proibito. Il film, il modo in cui sono presentati i suoi personaggi, la tecnologia rappresentata (leghe speciali, disintegratori) ricorda particolarmente la serie classica di Star Trek. Una puntata in particolare, che potrebbe essere tratta da questo film, include anche una simile vicenda amorosa tra il capitano e una ragazza. Anche il piccolo dispositivo intercomunicante usato dall’equipaggio, altra novità presente nel film, potrebbe avere ispirato il comunicatore di Star Trek. In una scena iniziale, l’equipaggio dell’astronave si sottopone ad una macchina che smaterializza temporaneamente i corpi, per proteggersi dagli effetti dannosi della decelerazione, un artificio scenico che anticipa quello del teletrasporto in Star Trek.

Come ho accennato all’inizio, dal film fu tratto un romanzo omonimo ad opera di W.J. Stuart. Il libro rispetto al film approfondisce maggiormente la vicenda dei Krell ed il rapporto tra questi e Morbius. Diversamente dalla versione cinematografica, nel libro si trova che Morbius si è più volte sottoposto alla macchina, accrescendo la sua intelligenza molto al di là delle possibilità umane, mantenendo però inalterata la sua natura imperfetta di uomo, causa della propria fine.

Dopo quanto avete appena letto vi stupirà sapere che a tutt’oggi non è stata fatta un’edizione DVD italiana di questo film, quindi chi volesse vederlo per scoprirlo o riscoprirlo dovrà, purtroppo, armarsi di santa pazienza ed iniziare una vera e propria caccia al tesoro nelle videoteche, sperando di riuscire a trovarlo. Detto questo non mi rimane altro da dirvi se non……Buona Visione!!!!