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Il film commedia che sto per presentarvi, pur essendo un film del 1959 è da considerarsi attualissimo per certe tematiche trattate, ma forse capirete meglio se in breve vi descrivo la trama.

Il Ducato di Grand Fenwick è un piccolissimo Stato, la cui unica fonte di ricchezza è l’esportazione del famoso vino omonimo. Allorché questo viene fabbricato anche da uno Stato straniero concorrente, le finanze del Ducato subiscono un tracollo irreparabile: il Grand Fenwick è ridotto alla miseria. La Duchessa Gloriana XII riunisce il governo e l’opposizione per esaminare la situazione e stabilire quali siano i provvedimenti da adottare per tentare di superare la crisi.

Viene adottato, con decisione unanime, il seguente piano: dichiarare guerra agli Stati Uniti, perderla, poi rivolgersi al Paese vincitore per ottenere delle sovvenzioni finanziarie. Capo dell’esercito, forte di venti uomini, viene nominato Tullio Bescom; la missione affidatagli è semplicissima: recarsi, a capo dell’esercito, negli Stati Uniti, perdere la guerra e ritornare. I soldati, armati di corazze, archi e frecce, s’imbarcano col loro generale su di un battello, nel porto di Marsiglia.

Giunti a New York, trovano la città deserta, essendo in corso un’esercitazione antiatomica. I guerrieri di Grand Fenwick girano per le ampie strade in cerca di qualcuno che possa vincerli, e s’imbattono nel professor Kokinz, che incurante dell’allarme sta dando gli ultimi tocchi alla bomba Q, enormemente più potente della bomba H. Al vedere la bombetta quasi tascabile, Tullio ha un’idea geniale: prende prigionieri il professore e sua figlia, con la bomba, ed anche il generale Ship, che con quattro agenti stava cercando i guerrieri di Grand Fenwick, scambiati per marziani.

Tutta la comitiva viene fatta salire sul battello, che la porta in Europa. Quando si viene a sapere che il Ducato di Grand Fenwick è in possesso della bomba Q, i maggiori Stati del mondo mandano i loro agenti a trattare l’acquisto, mentre gli Stati Uniti sono costretti a firmare la resa.

Le finanze del Ducato rifioriscono; Tullio sposerà la figlia del professor Kokinz: la bomba Q rimarrà a Grand Fenwick per incutere timore alle grandi nazioni, anche se si scopre che, per un errore di calcolo, non riesce a scoppiare.

Pur trattandosi di una commedia degli equivoci, a tratti demenziale, le tematiche sono attualissime e forse (per la natura stessa dell’uomo) lo resteranno in eterno, ecco perché questa commedia classica non stanca mai ed ogni volta che viene vista diverte e piace come se fosse la prima volta.

Merito di questo successo è dovuto ad un mix quasi perfetto tra la regia di Jack Arnold e l’ottima prova recitativa del cast, composto da veri veterani della risata come: Peter Sellers, Jean Seberg, William Hartnell, David Kossoff, Austin Willis, Timothy Bateson, Monte Landis, Colin Gordon. In definitiva un film che mi sento di consigliarvi se volete trascorrere ottanta minuti in assoluta allegria e serenità.