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Immaturi – Il viaggio è un film del 2012 diretto da Paolo Genovese, con Ambra Angiolini, Luca Bizzarri, Barbora Bobulova, Raoul Bova, Anita Caprioli, Paolo Kessisoglu, Ricky Memphis, Luisa Ranieri, Maurizio Mattioli, Giovanna Ralli, Lucia Ocone, Alessandro Tiberi, Francesca Valtorta, Lavinia Longhi, Aurora Cossio, Rocio Muñoz. Il film è il sequel di Immaturi del 2011.

Dopo aver superato nuovamente gli esami di maturità i protagonisti Lorenzo, Luisa, Francesca, Piero, Virgilio, Giorgio, Marta e Eleonora decidono di fare quel viaggio che non erano riusciti a fare anni prima. Passeranno una settimana nella località di Paros, in Grecia.

Tutti si ritrovano a dover affrontare problemi più o meno gravi: Giorgio e Lorenzo sono alle prese con due ragazze spagnole e il tradimento delle fidanzate; Francesca, che è l’unica del gruppo a non essere in vacanza con il fidanzato, che si sente sola e mostra di essere cleptomane e praticamente l’unica a vedere in questo viaggio una rimpatriata e non una vacanza in coppia; Piero che si ritrova una fidanzata, a cui ha detto di avere moglie e un figlio, che l’ha cacciato di casa e una ragazza con le sue stesse visioni dell’amore, a cui giura di non essere sposato; Virgilio, per un equivoco, si ritrova a scambiare SMS con una donna che non conosce e finisce per innamorarsi, ricambiato, di Eleonora, malata di tumore al seno, che ha paura di sapere se potrà operarsi o no. Tra mare cristallino, gite in gommone, rovine sperdute, serate in discoteca, bugie, segreti, tradimenti e amore in tutte le sue sfumature, i protagonisti si scoprono cambiati e diversi, ma ancora immaturi.

L’epopea del raggiungimento della maturità (intesa concretamente come “esame di stato”) è stata lo specchio del raggiungimento di un’insperata maturità (intesa in senso ideologico come maturazione mentale e assunzione delle responsabilità) per un gruppo di adulti poco cresciuti che dovrebbe rispecchiare lo stato di buona parte della nostra società. Ora il viaggio che segue questo traguardo mette alla prova le conquiste del primo film, per un ulteriore passo in avanti nella scala della maturazione.

In realtà quello che succede è che per girare in meno di un anno il seguito di un film di grande (e inaspettato, per tutti) successo si procede nella maniera più rapida: si lasciano intatti personaggi, dinamiche e relazioni cambiando unicamente il contesto, in modo da prestare il fianco a nuove avventure per i medesimi caratteri. È la struttura seriale dei fumetti o dei cartoni animati, non mutare nè far evolvere i personaggi (o farlo molto molto lentamente) per reiterare possibilmente all’infinito avventure quasi uguali.

In questo nuovo film gli immaturi, trovata ormai una sistemazione sentimentale (tutti tranne uno, il donnaiolo indefesso) passano al livello successivo: mantenerla. Tra tradimenti veri e presunti, velleità di indipendenza e confronto con la propria volontà di non impegnarsi il risultato sarà il medesimo del primo film. Il problema semmai è come Immaturi – Il viaggio scelga di arrivare a questo finale, cioè abusando di una struttura ruffiana che propone il grado zero della variazione sui temi scelti.

Il figlio mammone che ora è fidanzato iper-innamorato e affezionato, il bello che crede di non poter avere cedimenti davanti ad un possibile tradimento, l’indipendente che si pente del suo isolamento, lo sciupafemmine che non vuole impegnarsi, sono tutti punti di partenza comuni a tante commedie che Immaturi – Il viaggio continua a far rimanere spunti, senza regalare mai a nessun personaggio uno svolgimento o una messa in discussione degna di nota. Sebbene si proponga di raccontare l’atteggiamento di fronte a problemi comuni di diverse tipologie umane, Paolo Genovese non riesce mai a rappresentare qualcosa che esuli dal luogo comune filmico, finendo per rimestare nel solito repertorio di ralenti, altalene di fronte al mare, sguardi malinconici alla Luna e anelli consegnati nel momento sbagliato.

Il film insomma si accontenta di fare il minimo lavoro immaginabile sul racconto, riproponendo tutto il già visto in decenni di cinema e televisione con una verve che solo in rarissimi momenti è in grado di giustificare l’operazione, in gran parte dovuta alle singole individualità e non alla messa in scena.

Totalmente fuori parte, ruolo e film l’apparizione di Luca Zingaretti, un momento di surrealismo puro.

Da qualche giorno la Medusa (che distribuisce il film) ha rilasciato per il mercato Home Video una doppia edizione. La prima è la canonica versione DVD con traccia video in 16:9 e traccia audio in dolby Digital 5.1, mentre la seconda è un Combo Pack che ripropone l’edizione DVD in aggiunta all’edizione Blu Ray che presenta traccia video in risoluzione a 1080P e traccia audio in formato DTS HD Master Audio 5.1. Entrambe le edizioni risultano prive di contenuti extra di rilevante e significativa importanza.