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John Carter è un film del 2012, diretto da Andrew Stanton, interpretato da Taylor Kitsch, Lynn Collins, Willem Dafoe, Dominic West, Mark Strong, Thomas Haden Church, Samantha Morton, Polly Walker, James Purefoy, Bryan Cranston, Daryl Sabara, Ciaran Hinds Ciaran Hinds, Ciarán Hinds, Christopher Goodman ed ispirato al romanzo Sotto le lune di Marte (1916) e al personaggio di John Carter di Marte, nato dalla penna di Edgar Rice Burroughs e protagonista degli undici romanzi del ciclo di Marte o di Barsoom.

L’ex militare, il capitano John Carter (Taylor Kitsch), viene trasportato su Marte dove entra a far parte di un conflitto tra gli abitanti del pianeta, tra cui Tars Tarkas (Willem Dafoe) e la principessa Dejah Thoris (Lynn Collins), abile con la spada e dotato di coraggio, diventa uno dei più importanti guerrieri di quel pianeta, per la salvaguardia di Barsoom e della sua gente.

John Carter è un veterano della guerra di secessione americana, che viene misteriosamente trasportato sul pianeta Marte (lì chiamato Barsoom) dove scopre un mondo diverso, i cui abitanti sono barbari alieni, verdi e alti tre metri. In precedenza Barsoom era un mondo simile alla Terra, diventato meno ospitale a causa della sua età avanzata: gli oceani sono evaporati e l’atmosfera si è assottigliata.

L’imbarbarimento del pianeta è dovuto anche ai continui combattimenti tra gli abitanti, al fine di sopravvivere. Lungo il suo viaggio incontra Tars Tarkas, uno degli “alieni verdi”, e salva la principessa marziana Dejah Thoris, di cui si innamora, appartenente al popolo degli “uomini rossi”.

Grazie alla sua forza e al suo coraggio, John Carter diventerà il leader di una guerra che divide le due diverse razze che popolano il pianeta.

Dopo aver catapultato i suoi personaggi su mondi alieni che stanno al di là dello steccato o dentro un asilo (Toy story e Toy story 3), sull’Himalaya (Monsters & Co.), dall’altra parte dell’oceano (Alla ricerca di Nemo) e attraverso lo spazio (Wall-E), Andrew Stanton stavolta va alla radice della sua ossessione per lo sradicamento e la scoperta del selvaggio portando al cinema la storia da cui tutto è partito. Quel “Sotto le lune di Marte”, primo romanzo della saga di Barsoom scritta da Edgar Rice Burroughs, che negli anni ’10 del secolo scorso ha gettato le basi del mito dell’essere umano catapultato di colpo in un mondo meno civile e più avventuroso del proprio. Un’idea narrativa che ha ispirato tantissimo cinema (da Il pianeta delle scimmie a Stargate) e non solo (è il modello non dichiarato del videogioco “Another World”).

Del primo romanzo con protagonista John Carter, il regista prende il cuore, aggiunge un prologo e relativo epilogo, piega lo svolgimento alle dinamiche disneiane, aggiorna le figure femminili e cura ogni personaggio con una minuzia a cui non siamo più abituati nel cinema dal vero.

È superfluo notare la perfezione del character design, il realismo dei colori e delle ombreggiature dei molti personaggi animati in motion capture, vista l’eccellente provenienza dell’autore, la scoperta vera di John Carter è quanto senso del cinema ci sia in questo gigante dell’animazione che non aveva mai messo piede in un set reale. Il metodo-Pixar applicato a un film in live action si traduce infatti in un ritmo altissimo, dato da un montaggio che unisce momenti diversi con ponti sonori e in grado di compiere impreviste ellissi senza inficiare mai la comprensibilità, oltre che in un lavoro chirurgico su ogni personaggio (specie quelli secondari), così che ogni scena abbia un elemento di interesse.

Nel passaggio al live action Stanton inoltre non dimentica la plasticità filmica propria dell’animazione. Muove i corpi sullo schermo con mobilità e leggerezza svelando un’idea di grazia e una concentrazione sul gesto che, specie nelle scene più dinamiche, segnano la differenza con il resto del cinema americano e trasformano quella che può essere blanda azione in pura avventura. In questa maniera gli ampi paesaggi e i frequenti totali non mai pretestuosi ma ariosi ed epici, e le irriconoscibili musiche di Michael Giacchino non suonano mai salvifiche ma sempre accordate al tono delle scene.

Con un cast di comprimari straordinari sebbene irriconoscibili dietro il motion capture (il carisma e il fascino emanato dal Tars Tarkas di Willem Dafoe sono la dimostrazione più evidente di quanto questa tecnologia sappia restituire le minuzie interpretative che rendono grande un attore) e un cast di attori meno noti, John Carter è già il blockbuster più audace e soddisfacente dell’anno, un’epica avventura prodotta con stile anticonvenzionale e seguendo le regole dell’animazione, eppure più reale e concreta di tutti i suoi concorrenti.

È proprio di questi giorni l’uscita per il mercato Home Video della pellicola che è uscita in una triplice edizione. La prima nell’ormai scontato formato DVD con traccia video in 16:9 e traccia audio in Dolby Digital 5.1, la seconda edizione è in formato Blu Ray che prevede il film con traccia video con risoluzione a 1080P e traccia audio DTS HD Master Audio 5.1 ed una copia digitale della pellicola ed arriviamo in fine all’ultima edizione home video della pellicola che consiste in un Combo Pack Blu Ray che prevede tutto il contenuto della precedente edizione Blu Ray con l’aggiunta di un ulteriore disco Blu Ray che contiene il film in formato Real 3D anamorfico. Purtroppo ci rincresce dire che nessuna delle tre edizioni ha dei contenuti extra di rilevante importanza e questo ce ne dispiace visto che l’edizione Home Video del film in questione meritava sicuramente un trattamento migliore.



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