CONDIVIDI

Johnny English – La rinascita (Johnny English Reborn) è un film diretto da Oliver Parker ed è il sequel della pellicola del 2003 Johnny English il film ha un variegato cast composto da: Rowan Atkinson, Richard Schiff, Tim McInnerny, Burn Gorman, Ben Miller, Mark Ivanir, Togo Igawa, Christina Chong, Ian Shaw, Josephine de la Baume, Daniel Kaluuya, Mandi Sidhu, Chris Mansfield, Seelan Gunaseelan, Pierce Brosnan, Rosamund Pike, Dominic West, Gillian Anderson.

Il film si svolge otto anni dopo il precedente capitolo. Dopo la sua ultima missione in Mozambico, conclusasi in un disastro totale, l’agente segreto Sir Johnny English ha lasciato l’MI7, e per cinque lunghi anni si è rifugiato in Tibet, dove ha vissuto come un eremita, nascondendosi al mondo per la vergogna e l’umiliazione della missione fallita. Qui un monaco buddhista del vicino monastero lo convince ad allenarsi nelle arti marziali in attesa di una nuova occasione per riscattarsi, che si presenta quando l’intelligence britannica viene a conoscenza di un possibile attentato alla vita del Primo Ministro cinese durante un prossimo vertice tra i maggiori capi di stato mondiali a Londra: diverse nazioni del sud-est asiatico hanno incominciato a sviluppare armi nucleari, e l’Inghilterra ha bisogno di avere la Cina dalla sua parte, così English viene richiamato in servizio ed in pochi giorni si ritrova a dover sventare il tentato complotto, che coinvolge membri del KGB, della CIA e della stessa MI7.

La commedia, se non il più difficile, è sicuramente tra i generi più ostici da affrontare, soprattutto per gli sceneggiatori. Far ridere è un processo creativo che richiede uno sforzo intellettivo considerevole, maggiore rispetto all’ideazione di una scena drammatica o paurosa. Se la battuta o il gesto non sono congeniati magnificamente non ci sarà nessuna risata e una commedia che non crea ilarità rischia il flop. Però, come il rovescio della medaglia insegna, se una produzione comica funziona, trascina molto più facilmente di un altro genere. Dopo questa riflessione-papier avete sicuramente capito la tipologia filmica di “Johnny English – La rinascita” di Oliver Parker. Il sequel sulla spia britannica più imbranata di questo decennio è una commedia d’azione edificata perlopiù sul mostro sacro della mimica comica anglosassone, Rowan Atkinson, che interpreta l’agente segreto Johnny English, spia infallibile dei servizi britannici.

L’ultima fatica del regista Oliver Parker (“Dorian Gray”, “Un marito ideale”) inizia in maniera divertente e continua ad esserlo per buona parte del film. Atkinson ci dona delle scene comiche favolose (il pestaggio della madre del capo dei servizi è spassosissima), ma purtroppo le sequenze veramente esilaranti diminuiscono con l’avanzare dei minuti, creando sempre meno pathos nello spettatore; questo anche a causa della trama e della componente action, che fungono solo da contorno anziché da fondamenta. Ora ditemi, da un prodotto con i sopracitati elementi cosa vi aspettate? Di certo non un capolavoro, e difatti è così. “Johnny English – La rinascita” è un film spiritoso, più che sufficiente, ma poteva ambire a qualcosa di più. Tutto il cast ha lavorato benissimo, da Atkinson, mattatore del genere, a Gillian Anderson, dalla soave Rosamund Pike allo statuario Dominic West, e anche la regia di Parker risulta gradevole.

La nota dolente è la struttura della storia: perché si producono lungometraggi basati su sceneggiature tanto povere? Perché dobbiamo continuare a vedere produzioni con trame più simili a canovacci che a intrecci? Questo problema affligge moltissimo il genere in oggetto e “Johnny English – La rinascita” ne è l’ennesima prova. Se siete fan dell’attore di Mr. Bean comprate il biglietto e godetevi la corsa, ma ai restanti cosa posso consigliare? Otto euro forse son troppi. Abbiamo bisogno di racconti intriganti, anche semplici ma costruiti degnamente. Prima del 3d, dello sviluppo tecnologico, dei nuovi stili di regia necessitiamo di ritrovare la strada smarrita.

È da poco uscita l’edizione Home Video di questa pellicola che, come al solito, ci viene proposta in duplice edizione con la tradizionale edizione DVD con traccia video in 16:9 e traccia audio in Dolby Digital 5.1 ed un’interessantissima edizione Combo Pack che prevede una prima versione in Blu Ray con traccia video con risoluzione a 1080P e traccia audio perfettamente in linea con lo standard Blu Ray più la già citata edizione DVD più una copia digitale della pellicola per poter vedere il film ovunque e su qualsiasi piattaforma. Entrambe le edizioni sono prive di contenuti extra significativamente rilevanti.