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La leggenda del cacciatore di vampiri (Abraham Lincoln: Vampire Hunter in originale) è un film del 2012 diretto da Timur Bekmambetov e con protagonisti Mary Elizabeth Winstead, Dominic Cooper, Rufus Sewell, Alan Tudyk, Jimmi Simpson, Benjamin Walker, Anthony Mackie, Jaqueline Fleming, Robin McLeavy, Alex Lombard, Frank Brennan, Cameron M. Brown.

Il film è basato sul romanzo Abraham Lincoln, Vampire Hunter di Seth Grahame-Smith, che si è occupato personalmente anche della sceneggiatura. Tra i produttori del film figurano lo stesso regista Timur Bekmambetov e Tim Burton.

Abraham Lincoln, il futuro presidente degli Stati Uniti, è un ragazzino che vive una vita dura ma onesta con i suoi genitori. Una notte, il ragazzo vede quello che scoprirà successivamente essere un vampiro attaccare sua madre, che nei giorni seguenti muore per una strana malattia. Il ragazzo rimane solo con suo padre, al quale dice di aver visto la persona che ha avvelenato sua madre ma facendosi promettere di non vendicarsi. Il ragazzo però continua a meditare vendetta e rispetta la parola, solo fino alla morte del padre, quando mette in atto il suo piano per uccidere il vampiro, scoprendo solo in combattimento la vera natura del suo avversario. Rischia di morire, ma viene salvato da Henry Sturgess, con il quale stringe un ottimo rapporto di amicizia. Insegnando a Lincoln la storia del vampirismo, l’addestramento nel combatterlo e mandando infine ad ucciderli. Iniziando da Springfield in Illinois, dove trova lavoro presso l’emporio di Joshua Speed e continuando con questa doppia identità di cacciatore negli anni. Arrivando a ottenere definitivamente vendetta verso il vampiro responsabile della morte di sua madre, ma scoprendo la natura vampiresca del suo amico Sturgess. Affrontandolo in un vicolo quando, si trova faccia a faccia con lui e facendosi rivelare da esso le ragioni del suo addestramento e del suo rancore. Un secolo fa Adam, il capo dei vampiri in America, uccise la moglie di Sturgess e trasformò lui in vampiro sapendo che, anche se Henry meditava vendetta egli non poteva portarla a termine. Un vampiro non può uccidere un altro vampiro, solo uno che non lo è può farlo.

Lincoln, comprendendo, risparmia Henry e continua la sua missione. Nonostante il rischio e le conseguenze che questo comporta per lui ma anche per chi gli sta vicino, tra cui la sua fidanzata e futura mogli Mary e il suo amico d’infanzia e in seguito aiutante William Johnson. Deponendo, per un certo periodo, la sua ascia di cacciatore e diventando infine il grand’uomo che i libri di storia conoscono. Guidando il paese attraverso la guerra di secessione e la lotta contro la schiavitù, da cui i vampiri traggono nutrimento e stabilità economica. Uccidendo infine Adam e tutti gli altri vampiri in uno scontro finale sul treno per Gettysburg, dove terrà il famoso discorso. Giungendo infine alla vittoria della guerra e la minaccia dei vampiri in America sradicata, consegnando a Henry prima di andare alla fatidica notte a teatro il suo diario personale, dove egli ha trascritto le impresse della sua vita segreta, facendosi promettere di tenerlo con se.

Secondo film hollywoodiano del portento visivo russo Timur Bekmambetov, produzione eccellente di un’altra mente visionaria come Tim Burton, La leggenda del cacciatore di vampiri è una miscela di generi che ad un primo impatto potrebbe facilmente spiazzare. L’horror legato ai vampiri – che finalmente in un blockbuster tornano ad essere cattivi, zannuti e assassini -, l’action mirabolante delle scene di duello e, fattore più complicato da amalgamare agli altri, affresco storico che necessariamente contiene anche una certa dose di epica. Anche se non funziona alla perfezione sotto tutti i punti di vista, il film possiede un’energia e una capacità di fascinazione che francamente non ci saremmo aspettati. Bekmambetov aveva già dimostrato con il precedente, spettacolare Wanted di saper gestire i grandi budget hollywoodiani riproponendo comunque una sua personale idea di cinema d’azione. In questo nuovo prodotto conferma questa sua evidente qualità: La leggenda del cacciatore di vampiri funziona soprattutto nelle scene più spettacolari, nei duelli furiosi, in un’idea di rappresentazione che quando diventa iperbolica trova la sua forza. Anche se non siamo ai livelli di sfrontatezza di Wanted, anche in questo caso Bekmambetov riesce a imprimere il suo personal touch in un prodotto sicuramente più complicato da gestire a causa del personaggio protagonista, un pilastro della storia e della cultura statunitense. Sotto questo punto di vista la sceneggiatura adattata dallo stesso autore del bestseller Seth Grahame-Smith lo supporta con una scrittura spigliata e libera, o meglio non troppo soffocata dalla pregnanza di Lincoln. Quando però la lotta ai vampiri, dall’essere una vicenda personale, comincia a prendere un respiro più ampio, ecco che la battaglia tra bene e male viene raccontata attraverso degli artifici narrativi la cui rilevanza metaforica e se vogliamo “politica” diventa eccessivamente schematica. Lo stesso scrittore ha confessato di essere stato costretto per esigenze di trama a semplificare dei messaggi che nel libro erano molto più sfumati.

Per quanto riguarda le interpretazioni dei personaggi principali, il cast d’attori senza eccellere in nessun ruolo si dimostra comunque affiatato e discretamente funzionale. Da notare la fortissima somiglianza del protagonista Benjamin Walker con Liam Neeson, con cui tra l’altro ha lavorato qualche anno fa in Kinsey. Rimane poi sempre un piacere gustare la raffinata gigioneria con cui il consumato Rufus Sewell riempie le sue figure di “villain”.

Certamente La leggenda del cacciatore di vampiri non rappresenta una nuova e indispensabile pagina della storia del cinema horror. Anche chi si aspetta di trovare in questo prodotto l’idea di cinema del produttore Tim Burton potrebbe rimanere abbastanza deluso. Quello che però il film propone e riesce pienamente a regalare è intrattenimento leggero, scorrevole, ben costruito e realizzato con un tocco che, se avete ammirato la precedente filmografia di Timur Bekmambetov, è pienamente riconoscibile. Ultima annotazione riguardante il 3D, funzionale perché non invasivo rispetto all’estetica dell’opera ma neppure particolarmente indispensabile per apprezzare lo spettacolo. Curiosa l’ammissione dello stesso regista: “Il film è stato convertito in 3D durante la postproduzione. Diffidate di chi afferma che è meglio girare direttamente in 3D, mente…”.

Proprio in questi giorni la FOX, che distribuisce il film, ha rilasciato una duplice edizione per il mercato dell’Home Video. La prima è la canonica edizione DVD con traccia video in 16:9 e traccia audio in Dolby Digital 5.1, mentre la seconda edizione è in formato Blu Ray con traccia video con risoluzione a 1080P e traccia audio in linea con gli standard dei supporti Blu Ray.

Purtroppo entrambe le edizioni risultano essere prive di contenuti extra di rilevante e significativa importanza.