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Dalla sua nascita ad oggi, il cinema si è evoluto passando dal muto al sonoro, dal bianco e nero ai colori, dagli schermi in 4/3 a quelli in 16/9, all’introduzione a più riprese del cinema 3D a quello che potrebbe essere la vera rivoluzione del cinema, o vero i film a stimolazione sensoriale che non solo saranno in 3D ma avranno anche stimolazioni uditive ed olfattive che aumenteranno il fattore coinvolgimento da parte del pubblico.

Lo scopo di questo mi articolo che sarà diviso in puntate è proprio quello di mostrarvi tutte le evoluzioni che il cinema ha avuto nel corso della sua storia e di come queste siano entrate nella nostra quotidianità.

Alfred Hitchcock una volta disse: “I film muti sono la forma più pura del cinema. La sola cosa che mancava loro era evidentemente il suono che esce dalla bocca delle persone e i rumori. Ma questa imperfezione non giustifica i grandi cambiamenti che il suono ha portato con sé. Voglio dire che quasi niente mancava al cinema muto, solo il suono naturale.” Questa affermazione oggi potrà far sorridere molti specialmente se si è di una generazione che non ha “vissuto” quel cinema, eppure se non ci fosse stato quel tipo di cinema, oggi non avremmo il cinema come lo conosciamo.

Il nostro viaggio comincia proprio dal cinema muto, perché è proprio da quel punto che è nata la storia del cinema. Il primo film muto della storia del cinema è Roundhay Garden Scene del 1888 e fu il primo di una lunga serie di film che fino al 1927 (anno in cui nacque il cinema sonoro) invasero le sale cinematografiche. I critici cinematografici sono soliti indicare questo periodo come la “silent era del cinema”, ma non fraintendente questa frase.

Il cinema muto era tutt’altro che scarso. Infatti in questo lasso di tempo la cinematografia fu comunque in grado di raggiungere alti livelli qualitativi, tanto che bisognerà attendere qualche anno dall’introduzione della nuova tecnica perché si eguagliasse, per poi migliorarla, la qualità dei film muti e fu anche un’ottima palestra per grandi nomi del cinema come ad esempio Charlie Chaplin che col sonoro vennero consacrati come vere e proprie star della settima arte.

Dire che il cinema muto possa essere stato il trampolino di lancio del cinema sonoro forse vi sembrerà un forzatura, ma vorrei farvi riflettere su tutto quello che questo tipo di cinema comportava. Tanto per cominciare la tecnica di recitazione necessitava di enfasi mimica, esagerando l’espressività facciale e l’azione corporea affinché giungesse al pubblico il messaggio emozionale inteso dal regista e dallo sceneggiatore (figure che all’epoca quasi sempre coincidevano).

Oggi potrebbe risultare esagerata, a volte grossolana, ma il valore dei grandi interpreti è racchiuso nell’essenzialità del gesto, nella pantomima, nella capacità di trasmettere, nell’istante del gesto, l’intensità dell’emozione e per questo motivo che spesso i registi andavano a scegliere i loro attori a teatro, proprio perché questo tipo di recitazione era (oggi un po’ meno) tipica degli attori di teatro.

Nel genere comico questa gestualità fu classificata come slapstick, si spiega anche perché fu generalmente più apprezzato il cinema comico, per questa sua natura paradossale, piuttosto che il dramma, anche perché bisognava adattarsi alle tecniche di ripresa che erano decisamente più lente con ben 20 fotogrammi al secondo contro i 25 del sonoro, quindi l’effetto innaturale dei movimenti e la loro scattosità non poteva che essere utilizzata che per questo genere cinematografico.

Purtroppo oggi sempre più raramente ci è dato di poter visionare sul grande schermo queste produzioni, che ormai possono essere visionate nelle poche edizioni dvd disponibile e in qualche sporadico passaggio televisivo a tarda notte su Rai3.

Il Resto alla prossima puntata……..