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Nella prima parte di questo mio articolo, ho parlato del cinema muto e di cosa questo abbia comportato per la storia stessa del cinema. Oggi proseguo il mio articolo parlandovi dell’avvento del sonoro e di come questo si sia evoluto negli anni.

Incomincio col dirvi che non è affatto vero che l’idea del sonoro sia nata successivamente rispetto al cinema, in realtà si tratta di un’idea vecchia quanto la storia stessa del cinema ed infatti durante gli anni del muto non sono state rare le sperimentazioni fatte su piccoli cortometraggi che col tempo avrebbero portato al sonoro come lo conosciamo oggi, ma andiamo per gradi.

Il primo sonoro che si ebbe fu quello non sincronizzato, consistente in sottofondi musicali spesso suonati dal vivo da un pianista o da un organista, in alcuni casi (prevalentemente per le grandi produzioni) si arrivava ad avere un’intera orchestra. Visto l’apprezzamento delle platee, il sistema venne migliorato in modo da poter avere la stessa colonna sonora in tutte le sale che proiettavano la stessa pellicola e simultaneamente, così dalla metà degli anni 20 fino ai primi anni trenta del XX secolo si diffonde anche la pratica di utilizzare dei dischi fonografici (all’epoca si  utilizzati dischi di bachelite a 78 giri e non certo il vinile che conosciamo noi che era ancora lontano da venire) per l’accompagnamento musicale. I dischi erano riprodotti da speciali (per l’epoca) grammofoni in grado di diffondere la musica in tutto il locale dove avveniva la proiezione.

Come accennato nella prima parte di questo articolo, sebbene il sonoro fece il suo debutto nella seconda metà degli anni venti, impiegò un certo lasso di tempo perché si affermasse, ecco perché per quasi una decade il sonoro non sincronizzato (che tutti considerano sempre facente parte del genere muto) ha coesistito con l’emergente sonoro sincronizzato.

Il 19 ottobre 1906 viene realizzato a Pisa il primo esperimento Italiano di sonorizzazione sincronizzata di pellicole da parte del professore Pietro Pierini, col metodo brevettato dalla Fabbrica Pisana di Pellicole Parlate sotto la dizione “Sistema elettrico per sincronismo di movimenti” e, dopo averne migliorato il funzionamento, come “Isosincronizzatore”. Vari sistemi negli anni ’10 e nella prima metà degli anni ’20 del XX secolo furono sperimentati con cortometraggi, ma un utilizzo commerciale con la produzione di lungometraggi ci fu solo nella seconda metà degli anni ’20 del XX secolo.

La prima a scommettere sul sonoro sincronizzato con le immagini cinematografiche fu la Warner Bros. la quale nel 1925 acquisì dalla Western Electric il Vitaphone, un sistema per il sonoro sincronizzato con le immagini cinematografiche nel quale il sonoro era registrato su disco fonografico (anch’esso in bachelite da 16 pollici con velocità angolare di 33⅓ giri al minuto).

Il primo film con sonoro sincronizzato con le immagini cinematografiche prodotto a fini commerciali fu quindi un film della Warner Bros., Don Giovanni e Lucrezia Borgia, del 1926.

A questo punto sembrerebbe che tutti i passi del sonoro siano stati fatti, ma non è del tutto vero. Ben presto la tecnica dei dischi di vinile venne sostituita con altre tecniche decisamente più avanzate e che garantirono una migliore qualità e durata nel tempo.

Il primo di questi sistemi fu quello del sonoro ottico, le cui varianti furono studiati fin dai primi anni e, in alcuni casi, sono tutt’ora utilizzati. I metodi utilizzati per il sonoro ottico sono due:

* ad area variabile (che si usa anche oggi) come l’R.C.A. Photophone

* a densità variabile (non più in uso) come il Fox Movietone ed il Klangfilm.

La colonna sonora a densità variabile non ebbe molto successo e presto i film furono registrati tutti con colonna sonora ad area variabile la quale garantiva maggiore qualità sonora e maggior sicurezza.

Case come la R.C.A. e la Kodak collaborarono per determinare i parametri di registrazione, ma l’evoluzione del suono nel cinema lo si deve all’inglese Ray Dolby che già nel 1966 aveva escogitato un sistema per la riduzione del rumore di fondo, sistema Dolby A, poi evolutosi nel più sofisticato Dolby Spectral Recording che a sua voltà si è evoluto negli attuali sistemi Dolby che tutti noi conosciamo.

Il seguito alla prossima puntata…………