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L’amore che resta (Restless) è un film diretto da Gus Van Sant, interpretato da Henry Hopper (qui al suo esordio), Mia Wasikowska, Ryo Kase, Schuyler Fisk, Jane Adams, Lusia Strus, Chin Han, Jesse Henderson, Victor Morris, Colton Lasater, Christopher D. Harder, Kyle Leatherberry, Morgan Lee, De Ann Marie Odom, Kelleen Crawford.

La giovane Annabel Cotton è animata da un eccezionale amore per la vita e la natura, nonostante sia affetta da un cancro che ha drammaticamente segnato il suo destino. Ad un funerale, Annabel conosce Enoch Brae, un coetaneo che dopo la morte dei genitori ha invece perso ogni interesse – a parte frequentare cerimonie funebri – e che come unico amico ha il fantasma di un kamikaze giapponese della II Guerra Mondiale. Il loro incontro sfocerà in una delicata storia d’amore ed Enoch farà di tutto per rendere gli ultimi giorni di Annabel tanto intensi da esorcizzare la morte e cercare di sconfiggerne l’amaro destino.

Dopo il buon successo di “Milk”, che gli è valso la seconda nomination all’Oscar come miglior regista della sua carriera, Gus Van Sant torna, con il film “L’amore che resta”, ad una dimensione più minimale, che è quella che in fondo ha caratterizzato gran parte del suo cinema. Il soggetto, tratto dalla pièce teatrale “Of winter and water birds” scritta dall’attore Jason Lew, è sostanzialmente una storia d’amore fra due sedicenni. Una storia come tante, se non fosse per la condizione dei due giovani innamorati: lei è una malata di cancro con solo tre mesi di vita, lui un orfano che passa il tempo ad imbucarsi ai funerali.

Di materiale per fare i melodrammatici ce ne sarebbe a bizzeffe, ma Van Sant sceglie un’altra strada, cercando all’interno della vicenda, in cui la morte è una costante presenza fin dall’inizio (il film si apre con un funerale), gli aspetti più comuni e teneri, quasi a voler dimostrare come l’amore sia sempre uguale a se stesso anche quando si ritrova schiacciato in una cupa realtà. Annabel ed Enoch quando stanno insieme riescono a dimenticarsi di tutto quello che c’è intorno a loro, anche se questo ha un prezzo altissimo, soprattutto per Enoch, reduce da una dolorosa perdita e messo di fronte ad un’altra in maniera però cosciente. Tale concetto, insieme ai dilemmi dei protagonisti, vengono trasmessi in maniera efficace agli spettatori, solo che a volte il regista sembra non accorgersene, incagliandosi in qualche lungaggine di troppo.

Gli interpreti sono i giovanissimi Mia Wasikowska, l’Alice di Tim Burton, e l’esordiente Henry Hopper, figlio del celebre Dennis: entrambi lavorano bene, tratteggiando con naturalezza e dolcezza i loro problematici personaggi. In tono la colonna sonora di Danny Elfman, per una pellicola che cerca di librarsi leggera sopra tematiche angosciose come la morte, il cancro e la finitezza delle cose più belle, tutto con la forza dell’amore. Nel complesso il film riesce per lunghi tratti nel proprio intento, anche se nell’epilogo lascia sprofondare in un kleenex gli spettatori più sentimentali.

È da poco uscita l’edizione Home Video del film che, distribuito dalla Sony Pictures, ci viene proposto in duplice versione. La tradizionale versione in DVD con traccia video in 16:9 e audio in Dolby Digital 5.1 ed in versione Blu Ray con traccia video in risoluzione 1080P e traccia audio pienamente in linea con gli standard del formato Blu Ray. Entrambe le versione sono prive di contenuti extra rilevanti.