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Inizia oggi uno speciale dedicato al 2011 che si è appena concluso, un anno che ha rappresentato la svolta per le webserie, specie in Italia, dove in meno di un anno siamo passati dall’averne in numero e qualità ridicole a una sovrabbondanza di titoli e per la maggior parte di ottima fattura.

Questo cambiamento ha portato quello che fiano a non molto tempo fa era considerato solo un fenomeno passeggero a trasformarsi rapidamente nel mezzo di diffusione del futuro.

Riuscire ad elencarle tutte sarebbe lungo e dispersivo quindi ci limitiamo a riportare l’elenco delle webseries che ci hanno maggiormente colpito ed impressionato e che, quindi, riteniamo valga la pena di vedere almeno una volta.

Riese: Kingdom Falling

Riese è una principessa del Regno di Eleysia, spodestata dal suo trono e perseguitata da uno spietato gruppo religioso denominato “La Setta”, che crede che la fine del mondo sia vicina e convinto che l’unica strada verso la salvezza sia l’eliminazione di tutti coloro che rifiutano di seguire il loro percorso. La Setta attua un colpo di stato, uccidendo i legittimi governanti di Eleysia, e favorendo la presa del potere da parte della malvagia imperatrice Amara, che dichiara Riese come traditrice. Riese si ritrova quindi a dover sfuggire dai suoi nemici, contando solo sulle sue forze e le sue abilità, oltre che sull’aiuto del suo fedele amico lupo Fenrir. Il cast è di buon livello: voce narrante è Amanda Tapping (nota soprattutto per aver dato il volto a Helen Magnus, protagonista di Sanctuary), Christine Chatelain (The Collector) è Riese. Segue poi un elenco di attori visti in varie serie sci-fi di primo piano: Sharon Taylor (Stargate: Atlantis), Ben Cotton (Harper’s Island), Allison Mack (Smallville), Ryan Robbins (Caprica), Patrick Gilmore (Stargate Universe), Alessandro Juliani (Battlestar Galactica) e Emilie Ullerup (Sanctuary). Tra tutte è quella che maggiormente ci ha colpito

The Walking Dead – Webisodes (la ragazza della bicicletta)

In questi giorni il canale youtube MACHINIMA ha pubblicato, in esclusiva per gli USA una serie di 6 web-episodes (o webisodes) dedicata ad uno dei personaggi della passata stagione di The Walking Dead che più ha colpito l’immaginazione degli spettatori. Non parliamo dei protagonisti umani, ma di uno zombie. La zombie, per essere più precisi, che Rick Grimes, protagonista della prima stagione, trova divisa a metà e rantolante a lato di una strada. Fortunatamente Rick le darà la benedizione di una morte rapida ed indolore (a differenza della prima), ma cosa o chi l’aveva ridotta così era rimasto un mistero, fino ad oggi. Chi era prima di diventare una zombie? Cosa nascondeva quello sguardo triste sopravvissuto persino alla morte?

Freaks

Amatissima e odiatissima al tempo stesso, prima non in ordine di arrivo ma per gradimento, notorietà e capacità di influire sul suo contesto, la webserie che ha riunito Willwoosh, Canesecco e NonApriteQuestoTubo è senza dubbio l’evento principale del 2011. L’importanza, la forza e i cambiamenti che questo successo hanno portato e ancora porteranno al settore sono ben lungi dall’essere stati compresi fino in fondo. La qualità del girato, la bontà delle interpretazioni e soprattutto la forza e l’ambizione del progetto, da sole gli valgono la prima posizione.

Life in a Day

Non è propriamente una webserie (anzi, non lo è proprio) ma più un progetto collaborativo che si è nutrito di tanti piccoli contributi. Per chi non lo ricordasse è quel documentario risultante dalle decine di migliaia di video girati in una medesima giornata e mandati al regista Kevin McDonald, il quale ne ha tratto un’ora e mezza che descrive il nostro pianeta, chi lo abita e come vive oggi. Un tour de force senza precedenti al mondo, possibile solo online. Una visione illuminante.

Epic meal time

Non è certo una webserie “narrativa” ma più uno show, eppure Epic Meal Time utilizza tutti gli espedienti del cinema e della costruzione di un microracconto per mettere in scena ogni settimana un tripudio triglicerico. L’esibizione dell’estremo culinario all’americana, dell’esagerazione a tutti i costi, consumata in uno scenario iperbolico con toni iperbolici è davvero uno spettacolo che unisce intrattenimento e riflessione personale (non certo dei partecipanti) con il sacrosanto dovere di “turbare”.

Travel companions – L’altra

Queste due serie italiane sono a parimerito sia perchè condividono il fatto di essere iniziate nel 2010 e finite nel 2011, ma soprattutto perchè sono le uniche premiate all’estero (il Los Angeles Webserie festival di quest’anno) senza aver avuto i riconoscimenti che meritavano in patria. Forse è perchè sono arrivate in un’era pre-Freaks, forse perchè si rivolgono ad un target un po’ più adulto. Ad ogni modo a noi sono sembrate molto più che valide.

La prima è un’idea formidabile, trasformare i viaggi da e verso il lavoro di una coppia di colleghi che condividono l’auto in sketch tra il surreale e il narrativo, la seconda un’esperimento di racconto in tempo reale tra il sociale e il fantastico che è stato un vero evento.