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Matrimonio a Parigi è un film diretto da Claudio Risi, con Massimo Boldi, Anna Maria Barbera, Biagio Izzo, Paola Minaccioni, Massimo Ceccherini, Enzo Salvi, Loredana De Nardis, Emanuele Bosi, Guglielmo Scilla, Diana Del Bufalo, Raffaella Fico, Alessandra Pozzi e la partecipazione di Rocco Siffredi. Il film esce nelle sale cinematografiche il 21 ottobre 2011. E’ il terzo cine-matrimonio di Boldi dopo le Bahamas e Saint Moriz.

Nel film Lorenzo (Massimo Boldi), milanese Doc, vende i prodotti della sua fabbrichetta direttamente al pubblico sulla sua TeleLecco Sat. Sua moglie Elvira, romana al 100%, (Paola Minaccioni) oltre a fargli da sguaiata valletta nelle televendite adora consigliare il maritino su come evadere il fisco in tutti i modi… e Lorenzo obbedisce felice, convinto di essere diventato più furbo di un napoletano. Ma non tutti i napoletani sono come Lorenzo se li immagina… per esempio, Gennaro (Biagio Izzo) è un inappuntabile ufficiale della Guardia di Finanza, tanto onesto da controllare perfino il negozio d’intimo gestito da quel vulcano della moglie Costanza (Anna Maria Barbera). Lorenzo e Gennaro non sanno che i rispettivi figli sono amici: studiano entrambi all’Institut de Art et design de Paris. Quando partono per assistere alla consegna del diploma, Lorenzo e Gennaro si incontrano in treno. Appena l’industriale del Nord sente parlare partenopeo, convinto che ogni napoletano sia maestro nell’arte di arrangiarsi, gli confessa compiaciuto che sono anni che froda allegramente il fisco, perché cà nisciuno è fesso… Il finanziere sta al gioco e si fa raccontare tutto nei minimi particolari. Solo all’arrivo a Parigi l’ingenuo Lorenzo scopre che quell’adorabile napoletano è in realtà un ufficiale della Guardia di Finanza… e si dà disperatamente alla fuga. Ma è tutto inutile, perché i rispettivi figli hanno prenotato per i genitori la stessa suite. E così evasore e finanziere devono condividere la vacanza parigina tête à tête. A quel punto l’industriale del Nord comincia a fare di tutto per conquistare la simpatia del finanziere del Sud, sperando così di evitare la denuncia ma invece peggiora notevolmente la situazione. Oltre ai guai finanziari Lorenzo se la deve vedere anche con il socio toscano Leonardo (Massimo Ceccherini) partito per Parigi al solo scopo di insidiargli la moglie Elvira. Il toscano innamorato è talmente intimidito dalla ruspante Elvira che prima del fatidico incontro fa le prove con un manichino comprato in una boutique parigina. Leonardo a forza di far prove finisce per legarsi sentimentalmente … al manichino. Ma ad insidiare la moglie di Lorenzo ci pensa anche uno stilista francese, François Leroy (Rocco Siffredi), che in un primo momento sembra puntare decisamente alla donna, ma quando le cose si mettono male, ripiega sul basito Leonardo, tampinandolo ripetutamente… I nostri intanto, nei loro spostamenti per Parigi, si servono sempre di una coppia di tassisti, romani de Roma, Annibale (Enzo Salvi) e la moglie Anita (Loredana De Nardis). La coppia di tassisti ha un grande problema: da anni non riesce ad avere figli. Tutti i viaggi in taxi quindi sono scanditi dai loro strampalati tentativi di fecondazione che culmineranno nella ricerca spasmodica di un donatore italiano… Ma Parigi è anche la città dell’amore… I figli di Lorenzo e Gennaro prendono tutte e due una cotta parigina: il figlio del finanziere, Diego (Guglielmo Scilla), si invaghisce di un’affascinante, quanto pericolosa, ballerina di Burlesque; il figlio di Lorenzo, Mirko (Emanuele Bosi), si va invece ad innamorare proprio della seconda figlia del finanziere, Natalina (Diana Del Bufalo), arrivata nella ville lumière insieme con i genitori. È proprio questa inaspettata storia d’amore tra il figlio dell’industriale e la figlia del finanziere a mettere definitivamente nei guai Lorenzo. Ormai non può più fuggire dal fisco senza spezzare il cuore del ragazzo: deve scegliere tra i suoi adorati soldini e la felicità di Mirko… Lorenzo non ha il minimo dubbio: i soldi. Ma un figlio è sempre un figlio…

Sotto la direzione di Claudio Risi (è la seconda volta dopo Matrimonio alle Bahamas) quest’ennesima variazione spuria del cinema natalizio, che ogni anno allontana un po’ di più la propria uscita dal 25 dicembre, riporta sul grande schermo razzismo strisciante, omofobia, pregiudizi mascherati da maschere della commedia dell’arte e gag scatologiche. Un tipo di umorismo popolare da caserma che fortunatamente sempre di più ci stiamo lasciando alle spalle. Di fronte a tutto questo il fatto che il film non faccia ridere passa in secondo piano, tanto quanto la palese volontà di farne una commedia più di parole che di azione o ancora la volontà di ribaltare alcuni tra gli stereotipi più innocui che ci siano (i meridionali votati all’illegalità e i settentrionali rigorosi).

Massimo Boldi gira le medesime gag nei medesimi film (con quasi i medesimi titoli) da quasi 30 anni, con immutata fortuna (o quasi), fortunatamente però se non cambia lui o il suo pubblico, lo fa il resto del cinema italiano. Un panorama differente di commedie ad alto impatto, grande successo e capacità di parlare a tutti i tipi di pubblico si è affacciato, di colpo emarginando un prodotto come Matrimonio a Parigi, che oggi appare ancora più vecchio di ieri. E l’idea di inserire innesti provenienti dal cinema più giovanile (Emanuele Bosi), dalla televisione seguita da un audience moderno (Diana Del Bufalo, direttamente da Amici) e infine da YouTube (Guglielmo Scilla, in arte Willwoosh, proprietario del canale più seguito della rete italiana) non fanno che evidenziare con forza ancora maggiore la lotta per la sopravvivenza di un cinema anacronistico, girato e scritto da over 60 con idee da anni ’70.

Il film, distribuito dalla Medusa, è uscito in questi giorni per il mercato Home Video e ci viene proposto nella sola versione DVD con traccia video in 16:9 anamorfico e traccia audio in Dolby Digital 5.1, al momento non è disponibile e non c’è dato sapere se sarà distribuita anche un’edizione Blu Ray. Entrambe le edizioni siano prive di contenuti extra di rilevante importanza.