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Nelle scorse settimane avevamo presentato la prima stagione della serie tv inglese Misfts, telefilm di genere adolescenziale e fantastico che non disdegna alcune influenze fantasy. La serie è incentrata su di un gruppo di ragazzi costretti ai servizi sociali dopo essere stati arrestati per vari crimini minori i quali, inaspettatamente, sviluppano  dei superpoteri dopo essere stati investiti in pieno da un fulmine durante una strana tempesta.

La serie può essere classificata come teen drama per via delle vicende che riuniscono un gruppo di ragazzi comuni, già viste in serie come Skins o ai film di John Hughes, come The Breakfast Club.

La regia a quattro mani è firmata da Tom Green e Tom Harper che dirigono magistralmente un cast di certo non conosciuto al grande pubblico, ma che di sicuro ha dimostrato di saper incarnare alla perfezione i personaggi della serie, creando delle vere e proprie icone.

Nel nostro precedente articolo (che trovate qui), oltre che parlare della serie tv, avevamo anche presentato i singoli personaggi, quindi in questa sede non approfondiremo oltre i singoli personaggi preferendo dare spazio ad un’analisi più curata e dettagliata della serie.

Protagonisti di Misfits, dicevamo, sono ragazzetti molli, debosciati, perdenti a modo loro, ma ben lontani dallo stereotipo del loser americano, lo sconfitto che si redime o che cova risentimento per il mondo esterno. No, i Misfits sono perdenti quotidiani, piccoli personaggi fatti di piccole cose, persone verosimili, che conducono esistenze invisibili ai più, come le vite di tutti noi. Questo fino all’innesco narrativo.

Seguendo una logica videoludica, l’abbrivio della serie è pretestuoso e sbrigativo. I protagonisti, cinque delinquentelli affidati ai lavori sociali, ricevono in dono altrettanti poteri. Non è il come succede a interessarci, l’importante è che sia successo e che le vite dei nostri siano ora inevitabilmente stravolte da un susseguirsi di eventi che, per quanto straordinari, non permettono loro di dimenticarsi della vita di tutti i giorni, dei propri genitori, dell’affitto da pagare, delle rate della macchina e di tutto il resto.

Misfits rimescola le carte evitando di attribuire un’importanza eccessiva all’eccezionale, preferendo concentrarsi su un quintetto di personaggi atipici fin da subito. Il taglio inglese si vede presto, non solo nel casting, ma anche nei dialoghi che non lesinano il turpiloquio senza però scadere nell’ipertrofico tarantiniano. Il sesso è esplicito, con tette e chiappe in bella vista, ma senza quella carica voyeristica o, peggio, con la pretesa di fare bel cinema comune altrove. L’umorismo è contemporaneo e tagliente, la situazione drammatica volge in momento ilare senza imbarazzi di sorta e più in generale non si sa mai cosa aspettarsi perchè il canovaccio classico è bandito e niente è scontato.

In questa seconda stagione, i nostri eroi sono aiutati da un misterioso uomo mascherato ed abile nel parkour (chiamato Superhoodie, letteralmente super tizio col cappuccio), i quattro ragazzi rimasti scoprono che Nathan è di fatto ancora vivo e lo liberano dalla tomba. Con l’arrivo di un nuovo sorvegliante Nathan, a tutti gli effetti ancora vivo, viene “reinserito nella società” e quindi di nuovo costretto, assieme agli altri, ai servizi sociali. Egli scopre anche di avere un fratello, nato da una precedente relazione di suo padre con un’altra donna, ma questi muore poi nell’esplosione della sua macchina, causata da una ragazza pirocinetica che non è riuscita a controllare i propri poteri. Alisha invece cerca di scoprire chi è il misterioso uomo mascherato e perché, a differenza di tutti gli altri, egli è in grado di toccarla senza subire gli effetti del suo potere. L’uomo non è altri che Simon, un altro Simon venuto dal futuro per proteggerli e per aiutarli nei seri problemi che si prospettano di fronte ai ragazzi. Al gruppo si aggiunge anche un’altra ragazza, Nikki, che riceve un trapianto di cuore proprio da uno dei molti giovani colpiti dalla tempesta magnetica, ottenendo il potere del teletrasporto.

Nell’episodio speciale intitolato Fame di potere, entrato a far parte della seconda stagione come settimo episodio, i ragazzi si scontrano contro un prete che è riuscito ad ottenere svariati superpoteri, comprati da Seth, un tale in grado di toglierli dalle persone che li possiedono e darli a chi sia interessato all’acquisto. I ragazzi stessi si recheranno da questo tale per poter rimuovere i propri poteri e tornare a vivere una vita serena, ma per colpa degli eventi Nikki rimarrà uccisa senza che Curtis possa intervenire. Il gruppo decide quindi di tornare a riprendersi i poteri, scoprendo di non essere però costretti a riottenere i propri, ma di poter scegliere tra altri poteri di cui Seth è in possesso.

Misfits continua a mietere successi sia a livello nazionale che internazionale, è proprio di questi giorni la messa in onda della serie tv sul canale del digitale terrestre Rai 4, mentre il canale satellitare FOX ha appena annunciato che trasmetterà la terza stagione in prima tv a a partire dal prossimo mese di marzo, notizia che sommandosi a quelle della riconferma per una quarta stagione ed al remake che quanto prima sarà realizzato nei prossimi mesi negli USA, ne confermano un successo che già i vari premi ed il successo di vendite sia dei diritti per la trasmissione tv che per l’home video, ne avevano decretato il successo.

È proprio in questo panorama che la seconda stagione di questo piccolo capolavoro europeo è stata lanciata nel mercato Home Video già da qualche giorno. L’edizione Home Video di questa serie, come già avvenuto per la prima stagione, è disponibile in duplice versione, una prima in edizione DVD che raccoglie la serie tv in due DVD ed una in edizione Blu Ray, che raccoglie la serie tv in due Blu Ray, mantenendo la stessa suddivisione dell’edizione DVD e come per quest’ultima sarà priva di contenuti extra di qualche rilevanza e forse questa è l’unica pecca che, presente anche nell’edizione home video della prima stagione, continua a macchiare l’edizione Home Video di un titolo che sicuramente meritava maggiore cura ed attenzione, ma per migliorare c’è tempo, del resto siamo solo alla seconda stagione.