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Paradiso amaro (The Descendants in originale) è un film del 2011 diretto da Alexander Payne, con George Clooney, Shailene Woodley, Beau Bridges, Robert Forster, Judy Greer, Matthew Lillard, Nick Krause, Amara Miller, Mary Birdsong, Rob Huebel, Patricia Hastie.

Nella lussureggiante natura delle isole Hawaii, nel mezzo del tenue albeggiare raggiante del sole, sotto la coltre opaca e svampita delle villette della zona, e dentro la pacata rassegnazione di un uomo che è andato incontro alla verità quando ormai era troppo tardi, un certo Matt King (il quale è tutt’altro che un re, nonostante possieda un vasto appezzamento di terreno) cerca di affrontare per la prima volta nella sua vita le contraddizioni della famiglia. Allora ecco che il dialogo con la moglie si fa più fitto, e lo diviene nel momento in cui la moglie è soltanto una carcassa in carne ed ossa senza più capacità d’intendere né di volere, e attende solo che la spina venga staccata, come da testamento (eutanasia sì, eutanasia no?). Ma nel film “Paradiso amaro” Alexander Payne non vuole dimostrare al pubblico di essere schierato da una parte o dall’altra: gli interessano piuttosto i meccanismi insiti nei rapporti umani, e attraverso il perdono, una profonda riflessione sulla capacità di perdonare, ci parla di quanto la vita insegni proprio attraverso le tragedie.

Prima di Sideways consideravamo Alexander Payne un regista interessante ma tutto sommato sopravvalutato: Election e A proposito di Schmidt avevano svelato un cineasta dotato di notevole gusto acido per la commedia ma troppo propenso a dipingere personaggi sopra le righe e con i quali era difficile empatizzare. Poi è arrivato il capolavoro con protagonista Paul Giamatti, straordinario esempio di compostezza estetica e volontà di scavare in profondità dentro la psicologia e i sentimenti di uomini comuni. Adesso a sette anni di distanza viene presentato Paradiso amaro al Toronto Film Festival, opera che si pone come ulteriore e prezioso tassello nella filmografia di Payne in quanto capace di equilibrare le due facce del suo cinema che sopra abbiamo evidenziato.

Spesso l’ironia, il sarcasmo e le situazioni più assurde arrivano proprio nei momenti in cui l’animo umano è maggiormente esposto al dolore. Questo ci mostra con perizia e sensibilità il suo nuovo lungometraggio, costruito su persone assolutamente comuni che nella difficoltà perdono le loro certezze ma si sforzano di ritrovare un nuovo equilibrio, simile nella sostanza ma costruito su basi molto più solide di quello trovato in passato. George Clooney si dimostra, fin dalle primissime scene, perfetto nelle vesti comode ma sottilmente complicate di un uomo confuso come potrebbe essere chiunque in tali circostanze. Una prova d’attore tanto matura la sua quanto convincente proprio perché lavora in sottrazione, e non sfrutta l’appeal e il carisma ormai consolidati che la star di solito propone sul grande schermo. Accanto a lui appaiono in varie scene un gruppo di caratteristi di finissima bravura, tra i quali spiccano Robert Forster e la troppo sottovalutata Judy Greer. Merita poi una segnalazione la giovane Shailene Woodley, bravissima nella parte della primogenita scombinata che nel momento del bisogno ritrova se stessa e si dimostra spesso più matura di suo padre.

Alexander Payne costruisce Paradiso amaro secondo il suo stile di regia lineare, mai ostentato, che inquadra volti e ambienti lasciando che siano loro e i dialoghi di una sceneggiatura umanissima a creare la sostanza del film. Il risultato è una commedia molto toccante, vagamente stonata, abile nello scavare dentro figure che si differenziano pochissimo da noi. L’acquisita forza del cinema di Alexander Payne come Paradiso amaro conferma pienamente sta proprio in questo, nel rendere interessante e coinvolgente la vita interiore di personaggi con cui ci si può identificare nel loro essere ordinari, o meglio esseri umani.

Proprio in questi giorni è stata resa disponibile la versione Home Video della pellicola, che per l’occasione è uscita in una duplice edizione. La prima nell’ormai scontato formato DVD con traccia video in 16:9 e traccia audio in Dolby Digital 5.1, ed una seconda e più interessante edizione in Combo Pack che prevede un disco Blu Ray con traccia video in risoluzione a 1080P e traccia audio in DTS HD 5.1 in abbinata ad una seconda versione della pellicola in formato digitale per renderla fruibile nel maggior numero possibile di lettori. Entrambe le edizioni Home Video sono sprovviste di contenuti Extra di rilevante e significativa importanza.