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Professione assassino (The Mechanic in originale) è un film diretto da Simon West. Il film vuole essere un remake, oltre che un omaggio, dell’omonimo film del 1972 con Charles Bronson. Il cast, molto ricco per quantità e qualità degli attori, comprende Jason Statham, Ben Foster, Donald Sutherland, Jeff Chase, Christa Campbell, Liam Ferguson, Eddie J. Fernandez, J.D. Evermore, Stuart Greer, Elizabeth Tranchant, Kurt Deville, Felder Charbonnet, Julia Adams, Russell M. Haeuser, Joel Davis, Michael Arnona, Nick Jones, Beau Brasso, James Logan, Amber Gaiennie, Shima Ghamari, Ada Michelle Loridans, David Dahlgren, Tony Goldwyn, Mini Anden, Katarzyna Wolejnio, Lance E. Nichols, John Teague, Jeffrey Whitney.

La storia del film è abbastanza lineare, ma non per questo prevedibile e priva d’azione. Nel dettaglio Arthur Bishop è tra i sicari più richiesti al mondo: meticolosissimo, non sbaglia un omicidio, riuscendo alla perfezione nel far sembrare gli assassinii dei normali incidenti, dei suicidi o degli atti di criminalità spicciola. Arthur lavora costantemente per Dean che gli fa da commerciale procurandogli sempre nuovi contratti ben pagati.

A causa della professione la sua vita sociale è molto limitata e l’unica persona che può vantare un buon rapporto di amicizia con Arthur è il collega Harry McKenna, che il protagonista ucciderà per rispettare un nuovo contratto datogli da Dean. Al funerale di Harry il sicario fa la conoscenza di Steve, figlio di Harry, che vanta una forte personalità e abilità tipiche del killer, caratteristiche che porteranno Arthur ad assoldarlo come spalla nella sua attività, tenendolo all’oscuro del fatto che Arthur stesso è l’omicida del padre di Steve. Arthur Bishop non può immaginare che di lì a poco si ritroverà tutti contro, sia l’organizzazione di Dean che l’allievo Steve.

Nella storia del cinema ci hanno proposto più e più volte la versione dell’uomo di ghiaccio che però in fondo ha un nobile cuore, e noi l’abbiamo sempre apprezzata molto, trovandola, qualche volta, perfino poetica. Questa volta però tutto ciò non avviene, considerato che Bishop non è semplicemente antipatico, ma è un assassino freddo e spietato o, come nel film stesso viene definito, assomiglia quasi ad una macchina.

È impossibile inoltre non notare che la spacconeria che Steve compie quando decide di uccidere un uomo che pesa il doppio di lui e che ammazza per lavoro, con una cintura, anziché con un veleno, sfocia in pura stupidità, che centra poi davvero poco con l’imprudenza.

Ma poi, durante il film, perfino l’immaturo Steve cresce e impara a controllarsi, e questo si capisce veramente soltanto quando egli non rivela a Bishop di aver scoperto che è stato lui a uccidere il padre, evitando di aumentare il più possibile le possibilità di fare una gran brutta fine per mani del suo unico amico.

Comunque sono molto apprezzabili le scene d’azione, progettate con la finezza del professionista e con l’elegante tocco dell’artista. Tra le sequenze più adrenaliniche vediamo la sparatoria nel covo del vizioso guru – profeta, il combattimento improvvisato ma perfetto fra Steve e gli uomini mandati da Dean, nel salotto della casa di Steve, e l’ansiolitica anche se priva di avversari scena del “tritacarne”, in cui alcuni degli spettatori hanno dovuto chiudere gli occhi e sperare.

West diversifica le scene di azione tenendo conto delle lezioni che gli provengono dai maestri del genere e giungendo quasi a sfidare (ma con minori mezzi) l’impresa in stile ‘mission impossible’. Arthur è un ammazza cattivi (le sue vittime non sono certo delle brave persone) lucido e razionale che si mette al fianco un coacervo di istinto bestiale a cui manca proprio ciò che in lui abbonda: la freddezza. Dal momento in cui Steve entra in scena (non a caso in un cimitero) ha inizio un incontro/confronto tra un cobra (Arthur) e un mastino (Steve). Allo spettatore viene posto velatamente un quesito che troverà soluzione solo nel finale: i due sono destinati al conflitto o alla coesione?

Professione assassino è uno di quei film che vanno guardati solo ed esclusivamente da appassionati del genere. Per molti versi si rivela abbastanza prevedibile e presenta gli elementi originali della suspense che ci ha insegnato Hitchcock e che non si cura di modernizzare neanche un po’ per stupire il pubblico. E’ un action che in certi punti ricorda Fast and Furios, mentre in altri preferisce imitare lo stile di classe di Casino Royale. Coinvolgente ed efficace, Simon West ha fatto certamente un bel lavoro, ed è facilmente apprezzabile il suo lavoro sui dettagli.

Prodotto dalla Millennium Films e dalla Nu Image Entertainment e distribuito dalla 01 Distribution, il film uscirà in Home Video il prossimo 25 Gennaio in due edizioni ben distinte, ovvero la classica edizione dvd a singolo disco con traccia video in 16:9 ed audio in Dolby Digital 5.1 ed un’edizione Blu Ray Disc con una risoluzione a 1080P che accontenterà gli amanti dell’alta definizione ed audio DTS HD Master. Purtroppo entrambe le edizioni sono prive di contenuti speciali significativi .