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Schmidt e Jenko hanno frequentato lo stesso liceo, odiandosi giorno dopo giorno per le evidenti differenze che li caratterizzavano. Intelligente e sfigato il primo, affascinante e ignorante il secondo, non hanno mai trovato motivi validi per (cercare di) andare d’accordo. Quando i due, a distanza di anni, si ritrovano all’accademia di polizia, decidono di superare l’esame sfruttando l’uno le capacità dell’altro e, inconsciamente, finiscono per diventare amici.

Grazie al loro aspetto fanciullesco e alla loro perenne irresponsabilità, i due vengono scelti per una missione segreta: scovare gli spacciatori di droga sintetica in un liceo della zona. I tempi sono cambiati però e i protagonisti si ritroveranno faccia a faccia con una generazione che ritiene che i veri “fighi” siano i nerd, non i bellimbusti…

Lo sceneggiatore Michael Bacall, autore dell’irriverente Scott Pilgrim VS the world, realizza una storia fedele (quanto basta) al modello originale, distanziandosene, però, per adattare il copione alle esigenze di un pubblico più moderno. I due protagonisti, catapultati tra i banchi occupati (e scarabocchiati) da una nuova generazione, dovranno fare i conti con l’inesorabile trascorrere del tempo e con la (im)possibilità di accettarlo.

Jonah Hill si conferma un talentuoso attore comico mentre Channing Tatum trova il modo perfetto di ironizzare sulla (e con la) propria imponente fisicità. Una coppia imprevedibilmente esplosiva che conquista le simpatie del pubblico dopo appena pochi fotogrammi. Impossibile, inoltre, rimanere indifferenti al fascino sbarazzino di un irriconoscibile Johnny Depp (che omaggia il pubblico con un cammeo) e alla comica impostazione severa di Ice Cube.

Sarà anche cinema di puro intrattenimento, ma la rivisitazione della serie TV con Johnny Depp funziona a dovere. A rivelarsi la carta vincente del film è l’irriverente coppia di protagonisti formata dall’irresistibile Jonah Hill e da un Channing Tatum che dopo La memoria del cuore si sta rivelando inaspettatamente simpatico. Gag scorrette, situazioni paradossali, ritmo da action-movie e la presenza gradita della spiritosa Brie Larson: Phil Lord e Chris Miller miscelano tutti questi elementi con una vena vagamente anarchica che spezia il film al punto giusto.

Tanto abituato al genere il primo quanto sorprendentemente comico il secondo, la strana coppia ha messo a disposizione la goffa rotondità di uno e la granitica fisicità dell’altro per dare vita a degli ex adolescenti duri a morire, ma non troppo. E’ così che, i registi Phil Lord e Chris Miller (Piovono polpette) hanno deciso di costruire proprio intorno a queste differenze estetiche, caratteriali e di approccio alla recitazione degli universi opposti in cui immergerli senza pietà e possibilità di ritorno. In questo scambio di ruoli il lottatore Tatum ride senza difficoltà di se stesso e di un corpo ingombrante condividendo la scena con dei nerd appassionati di fisica, praticamente invisibili al suo fianco, dal canto suo Hill veste per una volta i panni del conquistatore trasformato, nonostante un improbabile costume da Peter Pan, nel nuovo idolo della scuola. Seguendo questa struttura narrativa piuttosto elementare ma efficace, le loro strade s’incrociano sempre su un terreno sconosciuto che dalla commedia giovanile sfocia in un poliziesco poco eroico con tanto d’inseguimenti su un’utilitaria rosa confetto, esplosioni non riuscite, gesti eroici volutamente enfatizzati dal ralenty e un capitano perennemente inferocito interpretato da Ice Cube. Tutto pur di creare una situazione degna di ospitare il ritorno del poliziotto Depp, anche se sotto mentite spoglie.

Il risultato è brioso, mai scontato, a tratti addirittura feroce. La commedia giovanile americana è sempre più eccessiva e 21 Jump Street spinge il pedale dell’acceleratore proprio su questa direttiva senza però risultare forzato. Bella scommessa vinta, anche perché il pubblico che guardava i telefilm originali è totalmente differente da quello a cui è destinato il film. Una curiosità: Lord e Miller, registi del precedente Piovono polpette, sono i terzi in pochi mesi a passare dal cinema d’animazione a quello live action dopo il Brad Bird di Mission: Impossible – Protocollo fantasma e l’Andrew Stanton del sottovalutato John Carter.