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Londra. Sam (JODIE WHITTAKER), un’infermiera tirocinante, sta tornando a casa dal lavoro quando viene aggredita e derubata da una banda composta da cinque giovanissimi teppisti incappucciati: Moses (John Boyega), Pest (Alex Esmail), Denis (Franz Drameh), Jerome (Leeon Jones) e Biggz (Simon Howard). La donna riesce a fuggire quando un meteorite si schianta su una macchina parcheggiata lì vicino. Incuriositi, i ragazzi si avvicinano alla carcassa dell’automobile e, con grande sorpresa, vengono aggrediti da un piccolo alieno. Per nulla intimoriti, i cinque giovani si lanciano all’inseguimento della creatura e la uccidono. Dopo averla trascinata in giro per il quartiere come un trofeo di guerra decidono di nasconderla nell’appartamento di Ron (NICK FROST), uno spacciatore che vive nel loro stesso caseggiato e che ha creato una piccola coltivazione di cannabis in un appartamento abbandonato agli ultimi piani del palazzo. Mentre Sam e la polizia danno la caccia alla banda, una seconda ondata di meteoriti si abbatte sul quartiere: è un’invasione aliena in piena regola. Convinta di una facile vittoria contro creature così deboli, la gang impugna le armi, inforca le proprie bici e gli scooter e si prepara alla caccia. Ma questa volta le creature sono più grandi e molto più pericolose. Cercano il loro compagno caduto e nulla sembra poterle fermare. Il quartiere si trasforma in un campo di battaglia e il gruppo di teppisti diventa l’unica speranza di salvezza per chi vi abita…

Interessante opera prima questa di Joe Cornish, che porta sullo schermo una pellicola di fantascienza interessante e alternativa, dove gli alieni invasori sono credibili, e il racconto verosimile, per quanto possa esserlo una storia del genere.

Nonostante la banalizzante sottotitolazione italiana, “Attack the block – Invasione aliena” non è, per fortuna, l’ennesimo invasion-movie alla “World invasion” o “Skyline”, che si accontenta di vivere di rendita nel filone post “La guerra dei mondi”. Selezionato nella sezione Festa Mobile del 29° Torino Film Festival, il film di Joe Cornish è il riuscito prodotto di un azzardo: prendere un plot di tradizionale attacco extraterrestre e collocarlo in un contesto altrettanto alieno, quello delle gang di ragazzini nei bassifondi londinesi.

Gli invasori, delle cui origini e motivazioni poco o nulla importa nell’economia narrativa, sono disegnati in computer graphic con un nero così intenso da confonderli con la notte del film e renderne visibili solo i denti verdi fosforescenti; una bella trovata per la quale il regista ha dichiarato di dover ringraziare il suo gatto nero. L’attacco, come da titolo, non è rivolto all’intero pianeta Terra ma coinvolge solo il “Block”, un quartiere degradato della periferia londinese che sembra tagliato fuori dal resto del mondo. La baby-gang di protagonisti sarà così in grado di riscattarsi: da scippatori e reietti sociali a nuovi eroi e difensori del quartiere nella lotta contro il male. Il regista Joe Cornish, sceneggiatore del Tintin spielbergiano, con la produzione esecutiva dell’Edgar Wright de “L’alba dei morti dementi” – al quale probabilmente dobbiamo anche la presenza nel cast di un Nick Frost come al solito spassoso – confezionano un divertissement intelligente ed avvincente, che strizza l’occhio alla poetica “da strada” di Walter Hill e John Carpenter e non manca di citare i recenti “riots” londinesi, lanciando qua e là frecciate alla retorica terzomondista di un certo ambiente borghese.

Il regista ha definito il suo film con ironia “Super 8 mile”, per il suo mix di generi. Ma “Attack the block” è qualcosa di più: facendo tesoro del basso budget – ma proficuamente capitalizzato fino all’ultimo centesimo – il film avvince e diverte con tutti gli stilemi dei generi di appartenenza – il gang-movie, la commedia e l’horror – inseriti in un contesto reale e quotidiano. Visto il successo recente di opere come “Chronicle” per il cinema e “Misfits” per la televisione, forse questa è la giusta strada con cui la fantascienza può rinnovarsi.