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Ispirato al famoso gioco da tavolo della Hasbro, Battleship, diventa un kolossal action diretto da Peter Berg, che amplifica la battaglia portandola in mezzo al mare e sulle isole Hawaii, contro un attacco alieno di devastante portata. A difendere il mondo, le flotte internazionali della marina militare, riunite nel pacifico per la consueta esercitazione annuale. Sarà la squadra di marines guidata dal testardo e difficile comandante Alex Hopper a bordo della nave da guerra John Paul Jones a tentare l’impossibile per distruggere gli indesiderati ospiti, dotati di armi e tecnologia mai viste prima.

Fatto tombola con i Transformers e ambo con il primo G.I. Joe, in casa Hasbro hanno puntato al jackpot con la trasposizione meno credibile della storia del cinema. Perché nessuno, quando 2 anni e mezzo fa si diffuse la notizia, avrebbe mai puntato un euro sull’arrivo al cinema di Battaglia Navale.

Riflettendoci, film come Signori, il delitto è servito ci hanno insegnato che si può fare un film anche su un gioco da tavolo come Cluedo, ma negli ultimi anni i toy movie di maggior successo la Hasbro li ha realizzati partendo da linee di giocattoli la cui mitologia era già stata ampiamente esplorata attraverso fumetti e cartoni animati.

Berg decide di imitare spudoratamente Bay: dal gusto per l’immagine patinata, bagnata dalla luce dorata di un perenne tramonto, ai ralenti a pioggia, alla scelta di una schiera di interpreti tutti bellissimi e fotografati come se fossero degli dei greci (e non a caso, Brooklyn Decker, una dei protagonisti, è una super-modella). In mezzo a tutto questo, c’è posto anche per fastidiosi spottoni patriottici della Marina (che sembrano usciti da “Alex l’ariete”) e personaggi disillusi ma pronti a dimostrare il loro eroismo in battaglia. Possibilmente al ralenti.

Il film alterna alcuni momenti divertenti ad altri francamente inutili (come una lunga partita a calcio tra marina americana e giapponese), e soffre per un lunghissimo primo atto in cui non succede nulla e il ritmo latita.

E se un quarto d’ora in meno al film forse avrebbe giovato, così come sarebbe stato auspicabile qualche decibel in meno nelle scene più spettacolari, Battleship è molto più godibile di tanti altri film di pura azione forse anche per i protagonisti. Taylor Kitsch dimostra – qui molto più che nel recente John Carter – il suo potenziale nel ruolo di un ragazzotto ribelle (e anche un po’ cretino) costretto a diventare un eroe. Liam Neeson fa una delle solite due parti di Liam Neeson (quella della figura autorevole), mentre Rihanna funziona nella sua trasformazione da icona pop a soldatessa cazzutissima (un ruolo che, diciamolo, in occasioni più “drammatiche” sarebbe capitato a Michelle Rodriguez).

La trama, ovviamente, è assente, e non si riesce mai a capire quali siano il piano o le motivazioni degli alieni, che passano da cattivi a indifferenti a seconda della scena. La trovata per includere nel film le regole del gioco originale è simpatica, ma non basta a dare senso a un’operazione sbagliata in partenza e che speriamo non abbia un seguito.