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Isabelle è la responsabile delle risorse umane di una compagnia di crociere e il suo amante (nonché suo capo), Jérôme Berthelot, l’ha appena mollata per tornare dalla moglie. L’occasione per vendicarsi arriva al momento di imbarcarsi per la crociera inaugurale della nave ammiraglia della società: Isabelle assume Remy Pasquier, un disastro di uomo, che pensa di avere più possibilità in mare aperto che sulla terraferma. Il suo lavoro sarà l’animatore, e darà del filo da torcere all’insensibile boss, ma anche al direttore della crociera. Le cose si complicano quando Cupido ci mette lo zampino…

Uscito lo scorso anno in Francia, e riuscito ad incassare poco più di 12 milioni di dollari, Benvenuto a Bordo sbarca ora nei cinema italiani. Con un tempismo preoccupante. La ‘vera’ protagonista del film è infatti la Costa Atlantica, nave da crociera della compagnia Costa Crociere. Pochi mesi dopo l’affondamento della Costa Concordia, la sua ‘gemella’ arriva quindi nei cinema tricolori grazie ad una commedia romantica dai toni spesso demenziali, e complessivamente tristemente banali. Ma non è finita qui, perché Francesco Schettino, Capitan Codardo della nave affondata di fronte all’Isola del Giglio, fece da consulente alle riprese del film, diretto da Eric Lavaine.

In un fotogramma all’inizio del film, quando Remy viene assunto, alle spalle di Isabelle si riconoscono delle foto della Costa Concordia: decisamente non di buon auspicio. “Benvenuti a bordo” infatti fa acqua da tutte le parti: la trama è banale, scontata, e risulta evidente la volontà del regista di girare un film il più leggero possibile, e per certi versi Lavaine ha colpito nel segno. Solo alcuni siparietti tra Lionnel Astier e Gérard Darmon riescono a strappare qualche sorriso. Il personaggio di Franck Dubosc è una triste caricatura portata all’ennesima potenza di un uomo buono che non si rende conto delle proprie azioni. Alcune scene scadono nel più completo ridicolo: una su tutte il sogno di Remy, una grottesca parodia del finale di “Titanic”. Paradossalmente le scene in cui la comicità non è forzata rappresentano i momenti più piacevoli della pellicola.

Definirla una commedia romantica è a dir poco oltraggioso per il genere, e non meno negativo è il giudizio sugli attori che si dimenano sulla scena cercando di trasmettere un umorismo assolutamente inesistente.

Il film è stato girato nel corso di sei settimane su una vera nave da crociera, con un contorno di 4.000 persone contando anche i passeggeri e l’equipaggio. “Benvenuti a bordo” non brilla certo per originalità, ed è consigliabile unicamente agli amanti dei cinepanettoni o a chi avesse intenzione di fare una crociera.

Benvenuto a bordo conferma quella che sembra essere un po’ la spina nel fianco del cinema francese: la commedia tout court. Strutturato su una comicità che trae tutti i suoi spunti dal folclore della fauna umana che abita solitamente le navi da crociera e l’inesauribile (quanto solo apparente) stupidità da cui sembra afflitto il protagonista Remy, Benvenuto a bordo strappa qualche flebile risata grazie al mix umano che mette in piazza ma rimane troppo ancorato a un’ironia prêt-à-porter per lasciare un significativo segno nello spettatore un po’ più esigente.