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Il maresciallo Remo Signorelli e il brigadiere Riccardo Riva della Guardia di Finanza vengono mandati, in avanscoperta, a preparare “bliz antievasione” a Poltu Quatu, bellissimo centro turistico sulla Costa nord orientale della Sardegna. Splendida località, gestita in maniera moderna e irreprensibile, anche a Poltu Quatu, però, rispetto all’evasione fiscale ci sono alcune “mele marce” che circolano attorno al commercialista romano Massimiliano Grilli, un vero “maestro dell’evasione”. Remo girando per locali rincontra casualmente il suo vecchio amico Fulvio che ne gestisce uno di gran moda nella movida notturna. Non è cambiato da quando si frequentavano molti anni fa. E’ sempre pronto a correre dietro una gonnella e ad andare a letto quando il sole si sta già alzando, proprio come allora. Fulvio accoglie Remo come un vecchio, caro, amico: non sa, naturalmente, che ora è un maresciallo della finanza in missione e inconsapevolmente gli fa da “Caronte” attraverso i segreti della grande evasione fiscale. In realtà Remo ce l’ha con il suo vecchio amico per un’antica storia di donne che risale addirittura all’ultimo anno di liceo: è convinto che sia andato a letto con la ragazza che poi Remo ha sposato e con la quale tutt’ora condivide un felice matrimonio e due figli.

Divertente commedia degli equivoci dichiaratamente di serie B e tipica dell’epoca d’oro del cinema italiano degli anni settanta, infatti, il film vuole recuperare un genere che costituiva un vero e proprio patrimonio per il Paese, per una serie interminabili di grandi caratteristi, ma anche per gli stessi registi e tutti gli altri tecnici che ruotavano intorno a quella che poteva già definirsi una promettente e florida industria. Così il regista Alessandro Capone, che aggiunge: ” È questo che oggi ci manca: siamo tornati alle commedie, ma o si producono quelle di “autore” o ci si indirizza verso un genere che poco ha a che fare con la nostra tradizione, quando non si tratta proprio di “remake”, una volta era pane per gli americani… oggi lo facciamo anche noi. L’avventura di questo piccolo film mi è sembrata la giusta occasione per tornare allo spirito degli anni ’60. Scritto velocemente, girato a tempi di record, è una commedia sincera: non ci sono nudi, parolacce, situazioni equivoche o furbate dell’ultimo momento…”

Questo non è certo il primo tentativo fatto, volto a riportare in vita un genere di film che è sparito dalle sempre più asfittiche produzioni italiane, infatti, nell’ormai 2001 si fece un’operazione analoga con lo sfortunato “Se lo fai sono guai” di Michele Massimo Tarantini e con Gianfranco D’Angelo, Alvaro Vitali, Lucilla Diaz, Stefano Fabrizi, Loretta Rossi, Giampiero Galeazzi, Ela Weber e Stefano Masciarelli, passato praticamente inosservato al punto da saltare anche il passaggio cinematografico ed uscire direttamente per il mercato Home Video e rivelatosi un disastroso tentativo di resuscitare la commedia sexy degli anni70/80.

Come dicevamo prima, il film racconta in chiave comica di un problema annoso per l’ Italia, molto sentito soprattutto negli ultimi tempi, ovvero l’evasione fiscale e, come recita il titolo stesso del film, il sentirsi furbetti se si evadono le tasse. Il film “E io non Pago – L’ Italia dei Furbetti” è stato girato tra Roma e la Sardegna ed è una “commedia all’italiana” che vuole far riflettere, oltre che far sorridere sull’attuale situazione economica del paese.

Forse la pellicola non riesce completamente nel suo intento, ma di sicuro regala un paio d’ore di spensieratezza e qualche sorriso che, visti i tempi, non è da poco e non guastano mai.

Nel cast troviamo un sempre in forma Maurizio Mattioli, Maurizio Casagrande, Jerry Calà, Enzo Salvi, Valeria Marini, Benito Urgu, che nel complesso valgono bene una visitina al cinema per vedere questa commedia tutta all’italiana.