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Benvenuti all’Hotel Transylvania un albergo ‘pazzesco’ a cinque stelle, dove alloggiano tutti i Mostri più famosi della storia. A gestire l’incantevole magione è il Conte Dracula che ha una figlia che adora, Mavis. La struttura ha tutti i comfort per la gioia dei mostri e dei loro famigliari: piscina, palestre, suite e cucina da gourmet. Tra gli ospiti vi sono Frankenstein e la moglie Eunice, la Mummia, l’Uomo Invisibile, Wyane il licantropo assieme alla consorte Wanda, Quasimodo e altri bizzarri individui. Quando arriva il giorno del compleanno dell’incantevole Mavis, che compie 118 anni, il premuroso padre Dracula gli organizza una mega-festa. La ragazza, abbondantemente maggiorenne, vorrebbe che il padre la lasciasse andare via dall’Hotel per potersi tuffare nel mondo. Ma il Conte, molto apprensivo, non ne vuole sapere. A scombinare i piani del nobile succhiasangue e dei suoi amici ci pensa Jonathan, un ragazzino con un sacco a pelo, che se ne va in giro per il pianeta e che quando vede l’Hotel Transylvania ne rimane incantato e bussa alla porta. Dracula percepisce subito il rischio di questa presenza: Jonathan è un umano e tutti i celebri residenti del mega resort hanno il terrore di essere molestati dagli esseri umani. Come se non bastasse quando Mavis e Jonathan si incontrano scatta il classico colpo di fulmine. Un colpo al cuore per il povero Dracula.

Un film d’animazione che non ha nulla da invidiare alle pellicole per famiglia dove i personaggi sono in carne ed ossa, anzi, per la sceneggiatura e le tematiche si può quasi considerare a tutti gli effetti un lungometraggio classico, se solo i personaggi non fossero disegnati. Durante la visione non si può fare a meno di ridere per le simpatiche battute e le situazioni in cui si trovano i mostri e il protagonista; il Conte Dracula alle prese con una figlia adolescente da crescere, con le classiche paure dei genitori nel lasciar andare i propri figli e un 118esimo compleanno da organizzare con gli amici di famiglia.

Da tempo considerato un autore di culto dagli amanti dell’animazione che seguono Cartoon Network, Genndy Tartakovsky debutta nel lungometraggio a 42 anni con una pellicola vivace e divertente. A caratterizzare Hotel Transylvania troviamo un’animazione semplice, lineare e un 3D che, pur arricchendo la narrazione, non punta su effetti proiettivi facili e immediatamente spettacolari, ma lavora in profondità favorendo l’immersione dello sguardo nel resort tenebroso che Dracula gestisce insieme al suo mostruoso personale. La sceneggiatura ruota attorno a un tema universale, lo scontro tra genitori apprensivi e figli adolescenti che sognano l’indipendenza, innestandovi tutto un sistema di riferimenti provenienti dall’horror classico legati alla natura dei personaggi che alloggiano nell’hotel di Dracula. Un hotel, ricordiamolo, ‘human-free’ fin dal 1898 in cui il cartello ‘Non disturbare’ è sostituito da teste decapitate appese alle maniglie delle porte e il personale è composto da zombie. L’arrivo delle creature della notte, chiamate a partecipare alla festa di compleanno di Mavis, diventa l’occasione per una carrellata di presentazione dei vari personaggi costellata di scenette comiche. E proprio il ritmo indiavolato è una delle caratteristiche principali di una pellicola che contiene pochissime pause in cui far tirare il fiato al pubblico tra una sequela di gag e l’altra.

Hotel Transylvania si presenta come un progetto trasversale, studiato per intrattenere un pubblico adolescenziale/infantile ma capace di divertire anche i più grandi, purché ci si avvicini al progetto senza altisonanti pretese. Ricco di umorismo semplice e riferimenti palesi e visivi a storie e leggende del passato, regala un tipo di intrattenimento basico senza però diventare sciocco, che non richiede articolati viaggi cerebrali e, come direbbe uno dei suoi protagonisti, “segue il flusso”.