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Scrivere una recensione sul film il cavaliere oscuro il ritorno è difficile, anzi l’aggettivo che meglio descrive questo film è proprio difficile.
Nolan ci ha da sempre abituati a film impegnativi, film che hanno bisogno che lo spettatore sia attivo, non puoi semplicemente vederlo, ma devi capire, conoscere la storia, i personaggi, persino il montaggio, il ritmo, la realtà ed essere consapevole che da un momento all’altro le tue certezze possono diventare fango sotto i puoi piedi. Questo è il cinema di Nolan, un cinema da prendere o lasciare, che ti fa vedere grandi scene d’azione insieme a importanti riflessioni su uomo, il singolo uomo e sull’intera umanità.

Quella del Batman di Nolan è una trilogia strana, sicuramente non nata per essere una trilogia, i film non erano programmati fra loro come accadde spesso oggi. Il primo film è la nascita della leggenda, e riprende e aggiorna la storia del fumetto Batman Anno uno, sceneggiato da Frank Miller e disegnato da Mazzucchelli.
Batman Begins sembrava voler essere qualcosa da mettere dinanzi ai film di Burton, che all’epoca erano l’unico riferimento cinematografico di Batman. Da subito si capisce che con Begins il gioco è diverso da quello di Burton, dove sono i cattivi ad essere i protagonisti a rubare la scena al eroe, nel primo film di Nolan analizza Batman il suo personaggio, i suoi scopi, le sue motivazioni, si scopre che a essere la vera maschera non è Batman, ma è Bruce Wayne, e si vedono i rapporti tra lui e gli altri personaggi, Alfred, Lucius Fox, il commissario Gordon.

La differenza principale fra il primo film di Nolan e i due di Burton, sta sia nel realismo sia nel aderenza ai comics. Batman Begins è un film reale, o per lo meno realista, certo di sono cose fantastiche come i vari gadget, ma non sono mai cose assurdi, la città di Gotham è una città reale con una criminalità vera e dei problemi reali, non è un set quasi da film espressionista tedesco come nella versione degli anni 90. Gotham è una metropoli come lo può essere una New York o una Chicago, ma anche una Tokyo o una Roma.

Nolan poi non è un “ignorante” sa che per capire davvero Batman deve leggere i suoi fumetti, e che più di ogni altro personaggio il cavaliere oscuro è cambiato nei suoi tanti più di 75 anni di vita, dove innumerevoli artisti hanno dato la loro interpretazione del personaggio.
Si arriva a DK, il cavaliere oscuro, il secondo film è come già annunciato alla fine del primo c’è un escalation. Intanto non più Batman nel titolo, si usa uno dei suoi tanti sopranomi il cavaliere oscuro, lo stesso del titolo del fumetto di Miller nel 85, storia che ridarà a Batman sia l’oscurità che il realismo di cui ha bisogno, dopo anni orribili influenzati dalla serie tv con Adam West.

In questo nuovo film si trova la nemesis e arcinemico: il Joker. Il personaggio già preannunciato in Begins qui è veramente all’altra faccia di Batman, il suo perfetto opposto. Se Batman vuole essere un simbolo di speranza per i cittadini onesti di Gotham, che uno di paura e superstizione per i criminali, il Joker è un agente della follia e del caos. Entrambi sono pazzi perché se il Joker vuole solo bruciare il mondo, Batman vuole fermare il caos e la violenza, ma entrambe le cose sono impossibili e nel mezzo di questa lotta c’è Gotham.

Tutto DK racconta lo scontro tra questi due personaggi che sembrano giocare quasi a scacchi, ognuno cerca di fermare altro con mosse e contro mosse, una battaglia per lo più ideologica dove lo spettatore deve quasi scegliere tra le idee folli: pessimiste del Joker sull’umanità, e quelle fasciste di Batman sul ordine e giustizia. Nolan porta lo spettatore del suo film a schierarsi, ma questo è impossibile perché entrambe le scelte sono troppo radicali, troppo estreme, come lo sono entrambi i personaggi e l’unica possibilità e allora mentire, mentire al mondo e far credere che Harley Dent sia morto da eroe, invece che da Due Facce creato dal Joker e che Batman sia un assassino.
Il film di Dk supera di gran lunga come incassi Begins raggiunge il miliardo il dollari che è molto se si considera che non è in 3d, questo successo è in parte anche dovuto dalla “pubblicità” per prematura morte dell’attore che interpreta il Joker: Heath Ledger.

Se all’indomani del cavaliere oscuro si era deciso di fare un terzo film, anche se Nolan volle dedicarsi prima a un suo progetto personale: cioè Inception; c’era il problema di cosa fare in questo terzo capitolo e finale della saga.
Se nei piani originali lo scontro tra Batman e Joker doveva continuare nel terzo film, questo non era possibile, il pubblico giustamente non avrebbe potuto mai accettare il cambiamento d’attore nei panni della nemesi del cavaliere oscuro, soprattutto dopo l’incredibile interpretazione di Ledger che intanto era diventato un mito.
Prendere uno degli altri innumerevoli cattivi di Batman era fuori luogo molti sono troppo grotteschi e freak per poter essere messi nel realismo dei film di Nolan, mentre alcuni potevano essere solo dei nemici di serie B.

Cosi per il terzo capitolo della saga si decide di spostare tutto di otto anni nel futuro.
Batman è scomparso, ma è rimasto nei ricordi degli abitanti di Gotham. Bruce Wayne si è ritirato ora vive da otto anni come un recluso nell’ala est del suo palazzo, come una sorta di fantasma dell’opera o come all’inizio del cavaliere oscuro di Miller, e usa un bastone come nella serie Batman of the future. E’ ferito sia nel corpo che nell’anima, ma anche se a smesso d’indossare maschera e mantello non riesce ad avere una vita normale, dopo la morte di Rachel.
Durante una festa dedicata alla memoria di Dent nelle sue stanze entra una cameriera che si rivela essere la ladra Selina Kyle alias Catwoman, da qui in poi Wayne rompe il suo elisio complice anche il fatto che il commissario è stato ferito e portato nel mondo sotterraneo di Gotham City oramai regno del terrorista/criminale Bane in qualche modo legato a Ras Al Ghul, lo scontro tra lui e Batman è inevitabile.

Bane ha differenza del Joker può scontrarsi con Batman a un livello fisico e si dimostra essere più forte del cavaliere oscuro.
Questo nemico è appunto agli antipodi di Batman, indossa una specie di maschera/museruola che sembra consequenziale alla maschera dell’eroe, infatti copre l’unico punto che nella maschera di Batman è scoperto la bocca, altre differenze fra i due sono che mentre il nostro eroe indossa un’armatura tecnologica, Bane ha vestiti logori che sembrano venire da una discarica, e lui può contare su un esercito di uomini fedeli disposti a tutto persino a morire per la sua causa.
Come si vede già nel trailer Selina profetizza a Bruce, mentre ballano, una tempesta che dovrebbe colpire le classi più privilegiate di Gotham.
Batman viene sconfitto da Bane nelle fogne, una sconfitta completa, ma non viene ucciso, viene portato nel luogo d’origine di Bane una prigione costruita in un fosso in un non meglio identificato paese del medio oriente, in cui il cattivo è nato ed è stato l’unico ad uscirne vivo.
Intanto a Gotham, Bane conduce una specie di rivoluzione del popolo e ricantando sia la città che il governo americano riesce a isolare Gotham e a imporre una sorta d’anarchia o rivoluzione delle classi più deboli contro i ricchi e i potenti della città, saccheggi e violenza sostituiscono la legge e ordine e viene istituito una specie di tribunale del popolo non di simile a quelle fatti durante la rivoluzione francese del 1789 o quella Russa del 1917 e non si può non pensare anche alla crisi economica odierna.

Questo terzo film di Batman è un calcio nello stomaco, si va oltre ai normali film di supereroi, se nel secondo Nolan portava il genere al suo limite estremo qui lo supera e va oltre, molto oltre in una zona d’ombra, è un film di difficile interpretazione dove ognuno secondo la sua sensibilità può vedere quello che vuole.
Nolan qui ti smonta l’idea sia del supereroe e lo fa nel corso del film, facendo scomparire Batman piano piano nel corso della pellicola, il cavaliere oscuro lo si vede combattere per le strade della sua città solo tre volte, poi perde sotto i colpi di Bane che prende possesso di Gotham facendo però credere ai suoi cittadini di ridar loro la città, il cattivo diventa così un falso profeta.

Qualcuno dirà che questo film è politico e che sostiene le proteste per attuale crisi economica mondiale, ma questo è uno sguardo superficiale perché come si vede Bane vuole solo dare una speranza o una vendetta a Gotham prima della distruzione. Questo terrorista criminale si presenta come un liberatore, ma in realtà non da niente al popolo, gli toglie legge e ordine, ma soprattutto la civiltà, permettendo di fare saccheggi e di uccidere.
Cosa succederà alla fine e tutto da vedere, in un finale mozzafiato che è sia un finale, ma anche un possibile nuovo inizio per la saga, un finale impossibile da vedere nelle pagine dei comics.

E’ interessante soffermarsi poi sugli altri personaggi della storia, un Alfred che è una figura paterna per Bruce, ma anche la sua coscienza, ma che non riesce a vederlo più su una strada che lo porterà all’autodistruzione che sia per la morte o per la solitudine.
Il commissario Gordon che si porta dentro il peso della verità su Harley Dent e su Batman, un eroe al pari del cavaliere oscuro, ma che ormai viene però considerato inutile adesso che la guerra contro il crimine è finita, ma che si dimostrerà l’unico a combattere in una Gotham oramai senza legge.
John Blake giovane agente di polizia che nel corso del film verrà promosso detective e aiuterà nelle indagini Gordon bloccato all’ospedale, e chiederà per questo aiuto a Brace Wayne rivelando d’aver scoperta la sua doppia vita, sarà importante nel finale soprattutto con un dettaglio fondamentale.
Selina Kyle è la vera novità di questo film, anche se non viene mai chiama Catwoman, è una ladra imprendibile e molto intelligente che affascina Bruce Wayne. Ha una forte ironia, le sue origini sono simili a quelle raccontate in anno uno, anche se il suo carattere è ispirato dai fumetti di Loeb e Sale, cioè un personaggio che gioca nella zona d’ombra tra buoni e cattivi. Quando lei e Batman combattono insieme contro gli sgherri di Bane la scena diventa dinamica ed epica, molto sexy invece sul batpod.
Con questo film finisce la trilogia di Batman di Christopher Nolan, il finale è sia definitivo che aperto a una continuazione, è sarà interessante nei prossimi anni vedere come la WB continuerà la leggenda di Batman, cioè continuando la dove questo film si ferma, o ricominciando con un nuovo inizio come è accaduto per il nuovo Spiderman o inserendo questa importante icona della DC in un progetto che vuole portare su grande schermo la Justice League come è successo per i Vendicatori della Marvel. Ovunque vada si spera che il nuovo regista segua il consiglio dato da Nolan stesso, quando dice che bisogna resterà coerenti con la propria idea e con la proprio interpretazione di Batman.

Per concludere voglio dire che questa trilogia ha dimostrato che si possono fare film di supereroi per adulti e che possono essere anche film d’autore, anche se sembra che l’unica lezione imparata dalle case di produzione da questi 3 film sia che il Dark funziona, ma il dark da solo non basta, soprattutto se si pensa che sia solo fare scene scure e notturne.

Alan Gray