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Nel 2018 gli Stati Uniti hanno una presidente(ssa) che somiglia un po’ troppo a Sarah Palin, fanatica del tapis roulant, in corsa per la rielezione. Per convincere gli elettori non trova di meglio da fare che mandare un negro sulla luna. Sfortuna vuole che lassù, sulla faccia nascosta, ci sia una colonia nazista emigrata nel lontano 1945 che ha passato gli ultimi 50 anni a cogitare riscossa. E se possono farlo i Transformers, possono farlo anche i nazisti…

Il Quarto Reich si presenta con architetture sontuose, a forma di svastica ovviamente, e un abbigliamento in linea con l’ultimo trend berlinese pre-2 Maggio.

Capitanati dal führer Udo Kier, i nazi stanno per ultimare il Crepuscolo degli Dei, colossale astronave da guerra pronta a puntare sulla terra per riaffermare la supremazia della razza ariana.

Ironia della sorte, sarà proprio l’iPhone del mandingo a generare l’energia necessaria alla sua messa in moto. La durata esigua della batteria però comporta che un piccolo manipolo di nazi, assieme al negro (candeggiato a suon di “albiniserer”), debba tornare sulla terra a procurarsene una nuova.

Sulla terra le circostanze sono altrettanto grottesche. La consigliera della pseudo-Palin, un troione siliconato e pellato, è disposta a sbocchinare il più sudicio dei gerarchi pur di sfruttarne l’abilità persuasoria e rivisitare la campagna elettorale in puro Goebbels style. Così abbranca subito Klaus Adler, che aspira a diventare führer dei due mondi e piazzarla nel didietro a tutti.

La strategia effettivamente sembra funzionare, ma un certo punto Udo Kier torna sulla terra…

È stato davvero un BOOM, questa è la premessa prima di parlarvi delle curiosità. Le immagini del primo trailer infatti, hanno fatto il giro del mondo soprattutto grazie ad un messaggio: se l’idea del film ti sembra buona, sostienila con una donazione. Il budget utilizzato per la realizzazione del film arriva direttamente dai fan della prima ora, mentre per il resto la co-produzione del film è suddivisa tra tre società, una tedesca, una finlandese e un’australiana. L’ideatore del movie Tero Kaukomaa è entusiasta e curioso di questo nuovo processo produttivo: “Se riusciamo a incassare bene, allora anche le persone che hanno investito riusciranno a guadagnare e, se questo succede, potrebbe dare un’importante accelerata alla possibilità di finanziare film direttamente dagli spettatori”, come dargli torto? Se le persone finanziano un film si potrà sapere molto prima se sarà un successone, e questo ha tutta l’aria di sbancare il botteghino!

In ogni caso, il film al cinema è solo uno dei capitoli del progetto “Iron Sky”: merchandise ufficiale, tre prequel attesi in forma di fumetto, una graphic novel ispirata al film, un romanzo. Tornando al budget, metà viene dalla Finlandia, il resto da Germania e… Australia. Come si vede, un parto curioso, all’insegna della fantascienza, della storia “utopica” e della comicità. In realtà, a giudicare dal finale (che ovviamente non vi diciamo: il film esce nelle sale italiane l’11 ottobre) sembrerebbe che l’autore volesse anche recuperare una certa satira politica alla “Il Dottor Stranamore”, ma in quel caso la missione sembra fallita. É il cinema assurdo, stralunato e lunare (nel vero senso della parola: si parla di invasione dalla Luna) del cosiddetto “peggior regista di tutti i tempi” a lasciare un marchio simbolico sull’intero film.

Iron Sky si distingue per una costante presa in giro dei clichè nazisti – dal saluto a comando sulle note dell’inno nazionale, all’idea della razza ariana “pura” a cui convertire l’astronauta-modello Washington grazie ad un miracoloso siero “albinizzante”. Non mancano inoltre citazioni filmiche esplicite, come Il Grande Dittatore di Chaplin (censurato dal Quarto Reich e fatto passare per un corto di 10 minuti), o le scene di battaglia nello spazio che vorrebbero richiamare Star Wars. Il tutto giocato sul filo del politically uncorrect, con il Capo di Stato americano che esulta di fronte all’attacco nazista: <<Un Presidente che fa una guerra al suo primo mandato viene sempre rieletto!>>.

Melodie wagneriane si uniscono al suono metallico della band slovena Laibach. Tra gli attori spicca Udo Kier, perfetto nel ruolo del nuovo Fuhrer lunare che si sente male al suono di “Heil Hitler!”.

Un progetto ambizioso, quello di Vuorensola, e il risultato è un lungometraggio discreto, che non si prende troppo sul serio, con diverse scene azzeccate, ma senz’altro suscettibile di miglioramenti.