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Danny, mercenario e killer di professione, ha deciso di appendere la pistola al chiodo. L’ultima sua missione, svolta in un paese del Medio Oriente, ha finito per coinvolgere un bambino, e l’uomo si è reso conto di colpo dell’orrore di ciò che fa. Danny si ritira così in un luogo privato e taglia tutti i contatti con i suoi amici e colleghi di un tempo; un anno dopo, però, il suo compagno e mentore Hunter viene fatto prigioniero da uno sceicco dell’Oman, perché ha rifiutato una pericolosa missione. La vita di Hunter è in pericolo, e l’unico a poterla salvare è proprio Danny: per riuscirci, dovrà portare lui a termine la missione di Hunter, consistente nell’eliminare tre sicari che, anni prima, avevano ucciso i figli dello sceicco. I tre sono ex membri dei SAS, i Servizi Aerei Speciali britannici: la loro azione era stata compiuta nell’ambito della guerra segretamente dichiarata dal governo britannico allo stato dell’Oman. Una guerra non ancora del tutto chiusa, visto che tutti gli ex componenti dei SAS sono protetti da una segreta e spietata organizzazione paramilitare, quella dei “Feather Man”.

Ambientando la storia negli anni 80, pennellando così un mondo estremamente attuale, perché falcidiato dalla crisi economica e perennemente in guerra per metter mano al ricco petrolio, il regista perde purtroppo l’occasione di far resuscitare quell’action retrò che proprio nei favolosi 80’s tocco vette inarrivabili. Se l’azione non è mai del tutto coinvolgente ed esplosiva, anche se illuminata da una fotografia sgranata, sporca e sicuramente interessante, la trama ad incastri rasenta il soporifero per via dei continui ridicoli sviluppi, talmente prolungati dal risultare alla fine estenuanti. Immotivata, per non dire gratuita, la strada ’sentimentale’ forzatamente inserita all’interno del plot, tra un flashback e l’altro.

Tralasciando l’evoluzione introspettiva del protagonista principale, ovvero uno Jason Statham che si trasforma in un innamorato Mahatma Gandhi dal giorno alla notte, a non convincere è l’intera struttura tirata su da Gary McKendry. Se Clive Owen prosegue il suo lento ed inspiegabile declino, anche se ‘in parte’ nei panni del villain, con tanto di occhio di vetro, continua la propria vacanza dal Cinema che fu Robert De Niro, ormai chiaramente in cerca di un agente che lo blocchi prima di dire sì a qualsiasi progetto bussi alla sua porta, mentre non merita commento alcuno la bella e bionda Yvonne Strahovski, la cui presenza serviva solo per giustificare la forzata ed eccessiva folgorazione pacifista che travolge Statham, purtroppo meno fisico e ’sborone’ del solito. Tanto da farci rimpiangere i tempi di Crank e Transporter, nell’attesa che torni con gli ‘Expendables’ di Sly Stallone. Da ‘vero’ mercenario.