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Il detective Souders (Sam Worthington) della omicidi e il suo collega Heigh (Dean Morgan), uno texano e l’altro newyorkese, sono alle prese con un serial killer di rara ferocia. Una serie impressionante di delitti irrisolti, la maggior parte contro giovani prostitute. Donne violentate, seviziate e fatte a pezzi per essere gettate in alcuni campi paludosi, soprannominati “Texas Killing Fields”. Nonostante i ‘campi della morte’ si trovino fuori dalla loro giurisdizione, i due decidono di non abbandonare le indagini. La loro rabbia e tenacia viene messa a dura prova quando l’assassino comincia a prendere di mira alcune persone molto vicine a loro, Pam (Jessica Chastain), ex moglie di Jack, e l’adolescente Ann (Chloe Moretz), ragazza di strada dalla storia difficile.

Ispirato a eventi reali, “Le paludi della morte” racconta la storia del detective Mike Souder (Sam Worthington), agente della Omicidi in una cittadina texana, e del suo partner, Brian Heigh (Jeffrey Dean Morgan), un poliziotto appena arrivato da New York, alle prese con un serial killer che getta i corpi delle sue vittime in un’area paludosa chiamata “Killing Fields”. La regia è di Ami Maan, figlia del più celebre Micheal Mann.

Ben scritto e ben recitato da due attori sulla cresta dell’onda: Worthington, visto sia nel pluripremiato “Avatar” che nel conturbante “Last Night” e Dean Morgan visto oltre che in “The Resident” anche nella serie “Grey’s Anatomy” nel ruolo del malato cardiaco Denny.

La tensione è il leit motiv di tutta la pellicola, tiene attaccato alla poltrona fino alla fine, ed è per questo che si può dire che sia ben fatto e ben scritto; il taglio abbondantemente americano della vicenda influenza il tutto, rendendo certi tratti poco credibili, ma le paludi con i loro silenzi e i loro bui rendono il tutto ancora più thrilling e coinvolgente, accompagnati da una colonna sonora adatta alle scene mozzafiato.

Ami Canaan Mann, figlia del celebre regista Michael Mann, qui in veste di produttore, firma un solido film di genere, ispirato ad una serie di omicidi seriali irrisolti, avvenuti negli stessi luoghi dove il film è stato girato. Sceneggiatore del film il detective Don F. Ferrarone che nel 1969 fu mandato in Texas per occuparsi di traffico di droga e che divenne amico dei due detective che stavano indagando su circa cinquanta casi accertati di vittime di violenze sessuali, ritrovati tutti in questa zona fangosa situata nella periferia di Texas City. Tra i tre nacque una solida collaborazione che continua ancora oggi. “Abbiamo fatto un lavoro di preparazione notevole” ha dichiarato la regista all’ultimo Festival di Venezia dove il film è passato in concorso. “Ho passato parecchio tempo con i detective della omicidi della LASD; abbiamo studiato accuratamente tutti i documenti ed i luoghi intorno a Texas City, e tutti gli attori si sono immersi in quella realtà. Ma è chiaro che Le paludi della morte rimane un film, quindi mescola fatti reali a finzione, ma senza la preziosissima collaborazione di Ferrarone non avrei mai potuto raccontare questa storia”.