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Un noto cantante di piano bar, costretto ad una fuga in Basilicata, accusato di aver messo incinta la figlia del boss locale, cambierà sesso e identità per nascondersi e salvarsi. Due famiglie, una volta amiche, oggi rivali, non perdono occasione per farsi dispetti. Un facoltoso industriale è pronto a pagare qualunque cifra in cambio di un’avventura memorabile che gli cambierà la vita. Un padre di famiglia ha perso il lavoro perché hanno arrestato il suo principale, ma non ha il coraggio di dirlo alla moglie e ai figli che porterà comunque in vacanza. Una investigatrice privata, sotto mentite spoglie, si aggira a caccia di prove per i suoi clienti. Una coppia di tedeschi in cerca di forti emozioni tornerà a casa prima del tempo, per problemi di “traffico”. Un amore proibito tra un aiuto cuoco Bengalese e l’animatrice dell’albergo, mette in crisi la promessa di matrimonio. Un capo animatore Toscano-Rasta, e la sua originale filosofia di vita, crea scompiglio nei vacanzieri. Le vicissitudini del cantante di piano bar e quelle di tutti gli altri personaggi, s’intrecciano incontrandosi nello stesso luogo.

Ormai è cosa certa. O quasi. Jerry Calà se l’è parlata con Sylvester Stallone! E sarà arrivato alla conclusione che se il vecchio Sly continua a menarla con Rambo e Rocky, non sia poi un’idea così malsana rovistare in vecchi successi per tirar fuori qualcosa di nuovo – si fa per dire – da proporre al pubblico. E così, dopo robe tipo Vita smeralda e Torno a vivere da solo, ecco giunto il momento di Operazione vacanze.

Un po’ nel titolo, un po’ nell’ambientazione, un po’ nella speranza di suscitare l’effetto nostalgia, la pellicola è liberamente ispirata a Professione vacanze, serie TV popolarissima negli anni Ottanta, che vedeva uno scatenatissimo Calà sugli scudi come capo villaggio per caso. La trama, manco a dirlo, è semplice semplice, già vista in produzioni del genere e senza spunti particolarmente divertenti.

Jerry Calà canta al piano bar St. Tropez twist di Peppino Di Capri, Sono tremendo di Rocky Roberts e Quella carezza della sera dei New Trolls, oltre a sfornare affermazioni del calibro di “Io sono single per professione, lo giuro su Little Tony”.
Ma i tempi in cui incarnava il Billo di Vacanze di Natale o il Luca di Sapore di mare cominciano a essere troppo lontani, tanto da non renderlo più credibile nei panni dell’inguaribile sciupafemmine pronto a trovarsi al centro di scenette basate sul tradimento o sui sospetti di tradimento.
Aggiungiamo, poi, che l’unico che sembra funzionare è Maurizio Mattioli, nel “mucchio selvaggio” di comici coinvolti in maniera abbastanza inutile (a partire da Massimo Ceccherini), e risulta ancora più chiaro che la seconda escursione nella commedia per Claudio Fragasso, a vent’anni dall’invisibile Pierino Stecchino, non riesce a lasciare il segno.
Tra crisi in agguato e battute spesso affidate ad attori inadatti, quello che prende forma potrebbe pure trasformarsi in un cult del trash, ma, soprattutto, ci spinge a pensare di preferire l’autore de Le ultime 56 ore quando è alle prese con l’action-movie.