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Un gruppo composto da cinque compagni di college va in gita in campagna, in una casetta isolata, per un week-end di dissolutezze, ma subisce l’attacco di orripilanti esseri sovrannaturali e trascorre una notte di infinito terrore tinto da fiumi di sangue. È solo la punta dell’iceberg di una fantastica e incredibile odissea che demolisce le convenzioni del genere horror con una vertiginosa e spietata spirale di follia sanguinaria, caratterizzata da fantasia e humour.

Sulla genialità e/o originalità o meno di Joss Whedon c’è da tempo un dibattito aperto. Una diatriba tra contrapposte fazioni che, in parte placatasi grazie al successo stratosferico del suo The Avengers, troverà – ne siamo certi – nuova linfa dopo Quella casa nel bosco, progetto originale e low-budget che sembra l’esatto contraltare della titanica e fastosa potenza del cross-over supereroistico da lui cosceneggiato e diretto.

Whedon, autore di serie horror seminali e di una fantascienza dalle forte idee, è lo stesso film-buff che ama divertirsi con cosette come Dr. Horrible’s Sing-Along, con cui questo film ha diversi spunti in comune, o con una versione di Molto rumore per nulla girata in casa propria. Stavolta si è chiuso in un albergo assieme al fido Drew Goddard, con lui dai tempi di Buffy e Angel, e dopo 3 giorni è nata la sceneggiatura di un horror su un sottogenere particolare – quello dei cabin-movies – che comprende film come La casa, Venerdì 13, Cabin Fever ecc., insomma, tutti quelli in cui un gruppetto di liceali/universitari/amici/coppie si reca in un capanno in mezzo ai boschi per un po’ di sana evasione a base di sesso, droga e quant’altro, e finisce per fare orribili incontri e una fine anche peggiore.

Come Craven e Williamson fecero con Scream, Whedon e Goddard parlano agli appassionati, rileggendo i luoghi comuni del genere, ma restando fedeli ai suoi imperativi: anche la decostruzione deve essere attuata dall’interno, e gli elementi fondanti devono essere presenti. Non devono cioè mancare suspense, shock, creature, splatter e così via.

Con la complicità degli effetti speciali, di una doppia linea narrativa ultra-citazionista e meta-cinematografica, la presenza invasiva di un nuovo elemento perturbante e il mix di sangue e azione, paura e risate, emerge quello che resta sempre nascosto sotto la superficie e dietro le pareti, insieme ad una riflessione divertente e intelligente sul genere cinematografico, e sulle ragioni che spingono lo spettatore a nutrirsi con avidità di follie sanguinarie e humour nero, richiedendo il puntuale sacrificio di tante giovani vittime e rituali consolidati.

Tacendo sul vero ruolo di ogni protagonista, soprattutto dei burocrati con i volti di Richard Jenkins (Six Feet Under) e Bradley Whitford (West Wing) e del cameo di Sigourney Weaver nei panni di “The Director”, resisto anche alla tentazione di accennare qualcosa della trama che rovinerebbe la sorpresa a tanti, perché svelare quello che custodisce veramente Quella casa nel bosco sarebbe un sacrifico troppo crudele.. Hops!

Per concludere possiamo affermare che il film metterà la parola fine a tutti gli altri horror sulle case stregate. Vedrete delle cose che non avete mai visto nella vostra vita, resterete increduli davanti ad alcuni dei luoghi in cui vi porteremo. Però sarà divertente. Anche cruento, violento e terrificante ma divertente.

L’esperienza ci ha abituati a pensare – e quasi sempre a confermare – che, quando un film dell’orrore viene accompagnato da una frase di lancio di questo genere, la fregatura è dietro l’angolo.

Ma, nel caso dell’esordio dietro la macchina da presa per Drew Goddard, sceneggiatore del riuscito Cloverfield (2008), non possiamo fare a meno di dare ragione alla riportata dichiarazione del regista.

Senza dare troppe spiegazioni, un vero e proprio capolavoro del genere, talmente fuori da qualsiasi schema che deve essere obbligatoriamente visionato per poterne comprendere la bellezza.