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Coraggio. Una parola comune, ma che racchiude in sè una grande virtù non sempre facile da applicare nella vita. Bisogna essere coraggiosi nel prendere decisioni, di fronte ai pericoli, in amore, in famiglia, al lavoro. Winston Churchill la definì come “la prima delle qualità umane, perché è quella che garantisce le altre”. Ed è proprio in questa parte della personalità la forza di Merida, protagonista del nuovo film d’animazione della Disney-Pixar Ribelle – The Brave, per la regia di Mark Andrews e Brenda Chapman.

Per la prima volta il personaggio principale è una giovane ragazza dalla chioma folta e riccia, indomata proprio come lei. Figlia del re e della regina di Scozia, il suo destino sembra essere segnato: come vuole la tradizione sposerà uno tra i primogeniti dei capi dei clan alleati al regno del padre. Non è però ciò che vuole lei. Lei vuole libertà, vuole il suo cavallo e il suo arco. Per sfuggire ad un fato inarrestabile si affida ad una strega, il cui sortilegio porterà il reame verso la distruzione.

Un’eroina femminile, indomita e ribelle come suggerisce il titolo, una giovane che non ha bisogno di un matrimonio per sentirsi completa. È questa l’idea che il regista Mark Andrews ha sempre avuto in mente. “La storia di Merida è anche quella del rapporto con sua madre, dello scontro di due personalità – spiega Andrews – volevamo che fosse una pellicola per tutti e non solo un film per bambini, ma che potesse davvero impartire una lezione, è un viaggio, quello di una ragazza che deve trovare se stessa, lavorando sul suo egoismo. Il film ha tanti momenti bui, ma siamo sempre Pixar , quindi è bilanciato anche dalla commedia”. Sei anni ha impiegato la produzione per portare a termine la pellicola, un’esperienza che come sottolinea Andrews li ha profondamente cambiati. Grande cura per quel che riguarda l’animazione: i paesaggi scozzesi, non sono stati semplici da realizzare con acqua, alberi, nebbia. Da un punto di vista tecnologico la produzione ha ristudiato tutto, anche i software, cercando di fare un lavoro di rimodernazione. Particolare attenzione anche per i capelli di Merida, che dovevano da subito trasmettere l’idea della sua indole indomita. Al doppiaggio italiano troviamo Anna Mazzamauro, Shel Shapiro, Giobbe Covatta ed Enzo Iacchetti. Due brani della colonna sonora sono invece interpretati dalla giovane cantante Noemi.

Il tutto è confezionato con una perizia e un gusto estetico che fanno di “Brave” il film visivamente più mirabolante mai prodotto dalla Pixar. Basta uno sguardo alla folta chioma rossa di Merida per capire quanta cura sia stata posta nei dettagli, ma è facile perdersi anche nella bellezza della lussureggiante vegetazione scozzese. A volte, finché i personaggi non entrano in scena, quasi non ci si rende conto di trovarsi davanti un cartone animato. E siccome il cinema resta principalmente un’arte visiva, anche se la storia di “Ribelle – The Brave” non è tra le più indimenticabili, la sua folgorante bellezza trascina, commuove e dice più di mille parole.

Se la critica cinematografica è divisa in fazioni contrapposte riguardo alla struttura narrativa di Ribelle, su un punto deve però capitolare: la Computer Generated Imagery della Pixar ambisce e tocca la perfezione. Grazie all’impiego di programmi grafici vettoriali, gli animatori sfruttano appieno il gioco chiaroscurale tra luci e ombre, ottenendo risultati di forte impatto. A questo proposito, i momenti più spettacolari sono quelli contraddistinti dall’apparizione degli evanescenti fuochi fatui, che debordano sul piano sonoro in ballate malinconiche, in grado di rendere l’atmosfera maggiormente carica di mistero. Qualche peccato veniale lo si può riscontrare in alcuni movimenti di macchina un tantino troppo veloci, specie durante le panoramiche, che impediscono di mettere del tutto a fuoco alcuni particolari dell’ambientazione scenografica. In questa circostanza, duole ammetterlo, ma le mani e le menti degli sceneggiatori si sono dimostrate meno abili rispetto a quelle dei disegnatori.


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