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Los Angeles, 1987. Sherry arriva dall’Oklahoma con una valigia piena di dischi e il sogno di diventare una cantante. Superato il primo devastante impatto con la metropoli, uno scippo a freddo, la ragazza incontra Drew, cameriere al leggendario The Bourbon Room e soprattutto rocker in attesa di sfondare. Il giovanotto di belle speranze prende per mano la biondina e la presenta al suo capo, Dennis Dupree e al collaboratore Lonny; in poco tempo viene assunta in quello che viene considerato il fiore all’occhiello della famosa Sunset Strip, uno dei templi del rock ‘n roll, il luogo in cui i più grandi hanno suonato. E, tra loro, il più grande di tutti, Stacee Jaxx, frontman degli Arsenal, in procinto di spiccare il volo come solista. In quel posto si incrociano i destini di due innamorati, di un musicista viziato che deve fare i conti con una carriera da reinventare e di una donna, Patricia, la moglie del sindaco, che tenta in tutti i modi di far chiudere il locale, simbolo di perdizione e peccato. Dimenticando che qualche tempo prima lei stessa era innamorata di Jaxx.

I riferimenti agli altri film sul genere musicale sono tanti e pure messi in bella vista. Adam Shankman, che dirige e adatta questo “Rock of ages” dall’omonimo musical di Broadway, utilizza anzitutto la medesima chiave narrativa del precedente “Hairspray”, di cui era regista nel 2007. Sherrie Christian e Drew Boley divengono dunque e rispettivamente la Tracy e il Link di “Grasso è bello”, dove questi ultimi erano l’una la ragazzetta alla ricerca di fortuna nel Corny Collins Show e l’altro il bellissimo ballerino facente già parte del programma più seguito dai giovani. La minaccia di chiusura del Bourbon Room, in questo contesto, non può che ricordarci poi la cancellazione del Negro Day al Collins, così come la cattivona della situazione, Patricia Whitmore, la moglie del sindaco di Los Angeles, prende le parti della direttrice dello show Velma von Tusselle, odiosa razzista interpretata da una comunque affascinante Michelle Pfeiffer.

Ma dimenticato “Hairspray”, gli ammiccamenti cinematografici di “Rock of ages” proseguono lungo un’infinita lista di nomi: nel film di culto “Quasi famosi” di Cameron Crowe, tanto per cominciare, Philip Seymour Hoffman, nei panni dell’incallito critico musicale dei primi anni Settanta Baster Lengs, gridava: “Te l’ho detto, tu sei arrivato in un momento molto pericoloso per il rock. La guerra è finita, hanno vinto loro, distruggeranno il rock e soffocheranno tutto quello che amiamo di più!”. In “Rock of ages” il rock, si potrebbe dire, è già morto, patinato e trascinato via dai riflettori dal nuovo fenomeno delle boy-band e della musica pop in generale (“Sono una spogliarellista!”, urla a un tratto Sherrie a Drew; “E io ho una boy-band!”, risponde lui desolato). Tuttavia, trovandoci a cavallo tra gli anni ’80 e i ’90, il passaggio del testimone non è ancora avvenuto e Stacee Jaxx s’innalza a vessillo di sofferenza per tutta una generazione che si è ispirata a modelli quali i Rolling Stones e i Doors, tanto che non mancano, parlando proprio di questi ultimi, i riferimenti a Jim Morrison: Tom Cruise, capelli lunghi e petto sempre nudo, armato di un disarmante magnetismo corporale, è uno Stacee Jaxx altrettanto autodistruttivo, che se ne frega della propria leggenda, ormai tramontata, e alterna attimi di generosa lucidità ad altri in cui filosofeggia sulla possibilità di dar fuoco al Bourbon per rinascere come una fenice, in perfetta scuola Morrison secondo il film biografico di Oliver Stone, “The Doors”. Termine ultimo di paragone, se vogliamo, è infine “I love Radio Rock” di Richard Curtis, in cui la nave convertita a stazione radio pirata rimanda apertamente, ancora una volta, all’esplosivo Bourbon Room.

Sceneggiato a più mani (dieci, per esser precisi), “Rock of ages” vanta la presenza dell’autore di “Little Miss Sunshine”, Michael Arndt, in cima all’elenco, nonché quella dell’attore Tobey Maguire nelle fila della produzione. Ma ciò che colpisce di più dell’opera di Adam Shankman, oltre alle musiche, curatissime, è sicuramente il cast: Julianne Hough e Diego Boneta, i giovani e capaci Sherrie e Drew al centro della storia, sono accompagnati da un cast corale composto da uno spensierato Alec Baldwin dalla chioma lunga, sinceramente bello e ringiovanito, che pare essere uscito dritto da “30 Rock”, e un istintivamente comico Russell Brand, passando per Catherine Zeta-Jones, splendida, straordinaria e moglie più che in forma del sindaco interpretato da Bryan Cranston, e ancora per il manager di Stacee, il sempre in parte Paul Giamatti, o la giornalista Constance, sottoposta a costante tentazione, interpretata da una sensuale e intonata Malin Åkerman. In chiusura, naturalmente, la vera stella del film: un Tom Cruise autoironico e al contempo carnale, che guarda alla propria carriera di divo con un po’ di nostalgia e di matita attorno agli occhi, perfetto nel ruolo più affascinante e farsesco del musical. Il suo Jaxx fa vibrare le corde dell’anima di tutte le ragazze che svengono ai suoi piedi al suo solo passaggio, e fa sognare tutte le altre di appartenere di nuovo a quella generazione – indimenticabile – di groupie anni ’70.

Rock of Ages racconta una storia semplice, tutta amore e musica rock, ma ciò non gli impedisce di essere un musical davvero ben costruito e realizzato. Grandi giochi di luci e fumo, proprio come se ci si trovasse a un concerto rock, riempiono lo schermo cinematografico, trasformando la sala cinematografica in un locale di fine anni Ottanta pieno di amanti di musica rock esaltati e pronti a cantare sulle note dei più celebri brani del repertorio moderno. Shankman realizza, forse, quello che è il primo musical in cui saranno i ragazzi a trascinare al cinema le proprie ragazze, confezionando in ogni caso un prodotto che non lascerà delusi nessuno. Si esce dalla sala ballando e cantando, frastornati dalla sensazione di aver appena affrontato una lunga sessione di gioco a Guitar Hero mixata a una puntata di Glee (non a caso Peer Astrom e Adam Anders sono entrambi responsabili del repertorio musicale della serie TV). Un mash-up affascinante e coinvolgente, perfetto per chi ama il genere.