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Il film Workers – Pronti a tutto è una commedia che segna il debutto cinematografico del regista Lorenzo Vignolo, fino ad oggi impegnato soprattutto nella realizzazione di videoclip di artisti come Articolo 31, Baustelle, Cristina Donà, Mario Venuti e altri. Vignolo decide di portare sul grande schermo un film suddiviso in episodi per raccontare con il sorriso, il problema del lavoro in Italia, dove i giovani sono pronti a tutto per portare a casa uno stipendio e pagare l’affitto.

Sandro (Michelangelo Pulci) e Filippo (Alessandro Bianchi) sono i titolari di un’agenzia interinale che si chiama Workers. Abituati a confrontarsi quotidianamente con persone alla ricerca di un lavoro, sanno gestire con efficacia anche le situazioni più difficili. Ripensando ai casi più particolari della propria carriera, non possono fare a meno di soffermarsi su quelli di Giacomo (Alessandro Tiberi), Giovanni (Pietro Casella) e Alice (Nicole Grimaudo). Il primo è un ragazzo immaturo che non ha ancora imparato a camminare sulle proprie gambe. Messo alle strette dal padrone di casa, cerca un impiego che possa garantirgli uno stipendio dignitoso. Gli viene proposto di fare il badante di Mario (Francesco Pannofino), tetraplegico sboccato, cocainomane, alcolizzato, incallito giocatore di poker. Una tortura vera a cui il giovane si sottopone malvolentieri, con la certezza di essere presto svincolato da quel giogo. Giovanni, invece, finisce in un posto alquanto strano in cui gli allevatori pagano fior di soldi per comprare lo sperma dei tori con cui ingravidare le proprie mucche. Un compito difficile e poco affascinante che Italo (Dario Bandiera) svolge mirabilmente ogni giorno. Anche se Tania (Daniela Virgilio), la donna della sua vita, lo crede un importante chirurgo. Alice, infine, è una truccatrice di grande bravura. Sogna di lavorare dietro le quinte di uno spettacolo televisivo, ma si deve accontentare di lavorare con i defunti. I problemi nascono quando il fresco vedovo Saro (Paolo Briguglia), figlio di un noto boss della mafia, chiede alla ragazza di sostituire la povera moglie appena deceduta in virtù della straordinaria somiglianza fisica che le accomuna. Per uno stipendio si fa questo e altro e Alice accetta di presenziare alle feste del clan Tartanna, fingendo di essere Samantha, per evitare al padrino Don Ciccio (Nino Frassica) un fatidico colpo al cuore.

L’idea non è male, e anche la costruzione a episodi si presta bene alla narrazione, ma dopo un primo episodio divertente, “Il badante”, in cui il povero Giacomo, cui presta il volto Alessandro Tiberi, accetta, ‘ob torto collo’, di occuparsi di un paraplegico, l’insopportabile Mario Spada, alias Francesco Pannofino, il film perde entusiasmo.

 “Il badante”, il cui script risale a cinque anni fa, è un “Quasi amici” all’italiana, e la rodata coppia Tiberi-Pannofino funziona e diverte; Tiberi ricopre bene il ruolo della vittima e Pannofino è un perfetto carnefice, il cast e le storie degli altri episodi non reggono il confronto.

 “Cuore Toro” è di una noia totale, noia che si attenua col terzo e ultimo episodio, “Il trucco”, se non altro per lo script fantasioso. Il racconto, un po’ grottesco, non è a tratti divertente e anche gli interpreti non sono male, soprattutto Nicole Grimaudo, molto spiritosa, e Paolo Briguglia. Un po’ sottotono Nino Frassica, forse per il ruolo un po’ troppo farsesco che ricopre.

La pellicola di Vignolo è la dimostrazione di come le idee e la buona volontà non bastino per portare sullo schermo un film completo che abbia l’ambizione di non essere banale e di divertire il pubblico.