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Street Fighter – La leggenda (Street Fighter: The Legend of Chun-Li) è un film del 2009 diretto da Andrzej Bartkowiak ed interpretato da Kristin Kreuk, Michael Clarke Duncan, Chris Klein, Neal McDonough, Moon Bloodgood, Robin Shou, Taboo, Brendan Miller, Josie Ho, Krystal Vee, Pei-pei Cheng, Tim Man, Edmund Chen, Cullet Eric, Brahim Achabbakhe e basato sulla serie di videogiochi Street Fighter.

Costato cinquanta milioni di dollari è stato stroncato senza pietà dalla critica internazionale e, a causa dell’incredibile flop registrato al botteghino, di soli 8,742,261 negli Stati Uniti[senza fonte], si è deciso di abbandonare l’idea di produrre altri film monografici sui personaggi della serie.

È uscito nelle sale cinematografiche il 27 febbraio 2009 negli USA e il giorno successivo in Giappone. In Italia il film è stato distribuito direttamente per il mercato home video a partire dal 15 dicembre 2010.

In  questo secondo lungometraggio dedicato ai personaggi di Street Fighter, troviamo Chun-Li (Kristin Kreuk) cresciuta in una famiglia agiata e iniziata alle arti marziali dal padre Xiang (Edmund Chen), una notte assiste all’aggressione e al rapimento del genitore ad  opera del losco uomo d’affari e criminale Bison (Neal McDonough), da quella notte il padre di Chun-li sparirà e la ragazza crescerà con la madre, che ben presto morirà per una malattia incurabile lasciando Chun-Li sola al mondo.

Chun-Li è una ragazza cresciuta con nobili valori che non sopporta ingiustizie e soprusi, un giorno riceve un’antica pergamena che la porterà in Thailandia dove conoscerà Gen (Robin Shou), colui che diventerà il suo maestro e la inizierà ai segreti dell’Ordine della ragnatela e agli incredibili poteri del Wushu.

Chun-Li verrà addestrata per contrastare l’organizzazione criminale nota come Shandaloo capeggiata proprio da Bison e dal suo braccio destro Balrog (Michael Clarke Duncan), sulle tracce del nuovo boss di Bangkok c’è anche l’agente dell’Interpol Charlie Nash (Chris Klein) e la sua bella partner, la detective della omicidi Maya Sunee (Moon Bloodgood).

A produrre il rebooth ci pensa la 20th Century Fox, che stanzia cinquanta milioni di dollari, affida la sceneggiatura al semi-esordiente Justin Marks (qui al suo quarto lavoro) e la regia al polacco Andrzej Bartkowiak. Sebbene questo annoveri nel suo curriculum di direttore della fotografia pellicole del calibro de I gemelli, Speed e L’avvocato del Diavolo, quello di regista non è così entusiasmante, costellata da flop commerciali e decisamente privi di spessore come Doom e Romeo deve morire. Stessa musica vale per il cast artistico, costellato perlopiù da stelle eclissate. La protagonista è Kristin Kreuk (la Lana Lang di Smallville) affiancata dai poliziotti buoni Chris Klein (American Pie 1 e 2) e Moon Bloodgood (Terminator Salvation) mentre tra le file dei cattivi, capitanati da Neal McDonough (reduce di Desperate Housewives), troviamo Michael Clarke Duncan (il compianto gigante nero de Il miglio verde recentemente scomparso) e Jaime Louis Gòmez, ovvero Taboo dei Black eyed peas. Insomma, le premesse non sembrano essere delle migliori, ma una chance la si dà a chiunque.

Street Fighter: La leggenda si rivela un gran pasticcio, nettamente inferiore al già mediocre Tekken, non riesce a catturare nulla del videogame originale con una serie di coreografie e combattimenti poco incisivi, personaggi assolutamente fuori fuoco a partire da un teutonico Bison biondo e con gli occhi azzurri e un Vega latitante che esce di scena in maniera quasi imbarazzante.

Veramente troppe le libertà che regista e sceneggiatori si sono presi, alcune situazioni sfiorano addirittura il ridicolo, un esempio sono le piccole attrici che impersonano la Kreuk durante la sua velocissima crescita nell’incipit della pellicola, tutte con sin troppo decisi lineamenti orientali nei primi anni di vita che poi spariscono nell’adolescenza, potranno sembrare dettagli insignificanti, ma è nei particolari che una pellicola ed un regista affermano la propria personalità e qui di personalità c’è n’è davvero poca.

Proprio in questi giorni la Sony, dopo un periodo di latitanza dagli scaffali delle videoteche, ha reso nuovamente disponibile la pellicola in edizione DVD, con una traccia video in 16:9 ed una traccia audio in Dolby Digital 5.1. Nel momento in cui scriviamo non vi è alcuna traccia di un’edizione Blu Rey di questo film e visti gli scarsi risultati ed gelido riscontro ottenuto la cosa non stupisce più di tanto.