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Sherlock Holmes – Gioco di ombre (Sherlock Holmes: A Game of Shadows in originale) è un film diretto da Guy Ritchie e interpretato da Robert Downey Jr., Jude Law, Noomi Rapace, Stephen Fry, Jared Harris, Kelly Reilly, Geraldine James, William Houston, Gilles Lellouche, Eddie Marsan, Rachel McAdams. Si tratta del sequel di Sherlock Holmes, uscito nel 2009.

Il film è influenzato molto dal racconto L’ultima avventura e si svolge circa un anno dopo gli eventi del primo film.

Corre l’anno 1891 e l’Europa è scossa da una serie di attentati che rischiano di far saltare delicati equilibri tra le superpotenze europee. Sottraendo un pacco all’attraente Irene Adler, Sherlock Holmes si rende conto che il mandante di questi attentati potrebbe essere proprio il suo acerrimo avversario, il Professor James Moriarty, ideatore di un geniale e oscuro piano, di cui la stessa Irene è una pedina inconsapevole (la donna verrà poi uccisa da Moriarty, che la giudica inaffidabile causa la sua attrazione ricambiata per il detective). Dopo il matrimonio del suo aiutante Watson, i due amici salvano la zingara Sim, il cui fratello è stato rapito dagli scagnozzi di Moriarty.

Successivamente Holmes incontra Moriarty nell’accademia e costui gli fa intendere che vuole uccidere i due sposi sul treno che li porta a Brighton per la luna di miele. Holmes si traveste da donna e va sul treno. A metà viaggio gli uomini di Moriarty tentano di uccidere i due sposi ma Holmes, grazie a uno stratagemma, riuscirà a raggiungere la zona delle armi e a sostituire alcuni proiettili normali con altri che esplodono appena sparati così quando gli uomini di Moriarty sparano l’esplosione colpirà loro. Holmes getterà la moglie di Watson nel fiume dove verrà salvata da Mycroft, fratello di Holmes, e portata al suo castello in Svizzera. Holmes e Watson raggiungeranno Parigi su un vagone del treno semidistrutto dai proiettili esplosivi e con un traghetto. A Parigi incontrano Sim, e la zingara gli dice che suo fratello frequentava degli anarchici e li porta dal capo di questi. L’uomo rivela di essere stato lui a fare gli attentati perché Moriarty gli ha rapito la moglie e la figlia, dopo di che si suicida. Holmes troverà una via di fuga e si troveranno in un salone dove ci sono alcuni oggetti scenici e Holmes capirà che il prossimo attentato è all’Operà di Parigi.

Una volta arrivati all’Operà troveranno Moriarty ma capiranno troppo tardi che l’attentato non è nel celebre teatro lirico ma all’hotel Operà, e purtroppo il piano del professore si compie. Quando arriveranno sul posto però scopriranno che l’attentato è servito a coprire un solo omicidio fatto dal miglior uomo di Moriarty, il colonnello Sebastian Moran, un cecchino traditore dell’esercito, mentre la vittima era un ricco appartenente all’industria bellica. Holmes si travestirà e accompagnerà Moriarty al treno dove scoprirà che la sua prossima tappa è un paese della Germania. Holmes, Watson e Sim raggiungeranno la Germania a cavallo con alcuni zingari. Arrivati in paese Holmes vedrà che in un capannone ci sono moltissime armi, dalle pistole ai missili più alcune mappe con dei piani malefici. Holmes capirà quindi quale è il vero piano di Moriarty, avere il predominio sul mercato delle armi e poi scatenare la guerra per venderle. Invia così un telegramma al castello del fratello dove si terrà un colloquio tra i capi di stato delle più importanti nazioni europee e che ritiene l’ultimo passo di Moriarty per compiere il suo terribile piano.

Proprio quando ha finito di spedire il telegramma è raggiunto da Moriarty e dai suoi uomini. Moriarty, per farsi rivelare a chi ha inviato il telegramma gli infila un arpione nella spalla e copre le sue urla facendo girare sul giradischi la sua melodia preferita. Intanto Watson, rimasto all’esterno, è bersagliato dal cecchino di Moriarty che si trova sopra una torre. Quando lascia l’arpione Moriarty si avvicina a Holmes e gli chiede a chi abbia inviato il telegramma e lui confessa, in quel momento Watson prende un cannone e spara contro la torre, il cecchino si salva per miracolo. Ma la torre crolla sul capannone e Holmes, insieme a Sim e al suo aiutante fuggono brandendo alcune pistole. I tre fuggono nella foresta inseguiti dagli uomini di Moriarty che arrivano a usare i cannoni pur di fermare i tre che si salvano saltando su un treno merci.

I tre giungono al castello di Mycroft, che si trova arroccato su un alto monte dove scorrono le cascate di Reichenbach (citate nel film ‘La Leggenda degli Uomini Straordinari’ da Moriarty, alias ‘M’ ), dove scoprono che al fratello di Sim è stato fatto un intervento facciale dalla prima vittima di Moriarty (il pacco portato dalla Adler conteneva una bomba ed era stato mandato ad un dottore, pioniere nel campo delle chirurgie facciali. Holmes aveva salvato il dottore dalla bomba, ma l’uomo era stato poi avvelenato da Moran), in modo che assomigli perfettamente a uno dei consiglieri dei vari primo ministro. Così il fratello di Sim farà l’omicidio e la colpa ricadrà su quel paese e si scatenerà la guerra. Mentre Moriarty e Holmes giocano a scacchi, Watson scopre chi è il fratello di Sim e scongiura la guerra mondiale (ma lo zingaro verrà subito dopo avvelenato da Moran, affinché non parli). Ma Moriarty non si dà per vinto dicendo che prima o poi gli uomini si faranno guerra e lui potrà comunque vendere le sue armi, si tratta solo di attendere (vago riferimento alla prima e alla seconda guerra mondiale). Holmes controbatte perché dice di aver rovinato Moriarty in quanto gli ha preso tutti i soldi: infatti aveva notato che Moriarty portava sempre con sé un libretto rosso, si era chiesto cosa contenesse di così importante e glielo prenderà in Francia quando fingerà di accompagnarlo per sapere la prossima destinazione e lo sostituirà con un altro, contenente un ironico disegnino, quando Moriarty gli si avvicinerà per sapere a chi ha dato il telegramma. Il librettino conteneva, cifrati, tutti i codici su dove si nascondevano i soldi di Moriarty. Così Holmes avendo decrittato i codici invia il telegramma non a suo fratello ma a Scotland Yard più alcune prove della colpevolezza del criminale, e così la polizia ha sottratto tutti i beni a Moriarty. Quest’ultimo desidera vendicarsi e Holmes si prepara al confronto: le sue grandi capacità analitiche gli fanno capire che, causa la ferita al braccio, non può vincere in combattimento contro Moriarty, che è pure campione di pugilato. Inoltre il professore minaccia Watson e la moglie, così Holmes fa l’unica cosa che Moriarty non si aspetterebbe: si getta nella cascata trascinando con sé il professore. I corpi non vengono ritrovati, Holmes viene dato per morto,ma in realtà è vivo e vegeto: infatti quando Watson metterà per iscritto questa storia e scriverà “THE END” (La fine) a causa della morte del protagonista Holmes, quest’ultimo, mimetizzatosi, spunterà fuori e inserirà un punto interrogativo: “THE END?”

Numerose sono le invenzioni visive del film, al punto che i flashforward sincopati che precedono le mosse d’azione di Holmes, per quanto giustificati dal metodo e dalle caratteristiche del personaggio (e, a questo punto, anche dalla continuità dovuta al capitolo uno), sono in fondo la trovata più banale e scontata. Preziosissima, invece, per rendere la miscela più frizzante, è l’introduzione del fratello maggiore di Sherlock, Mycroft Holmes, interpretato dal grande Stephen Fry. Giocato per lo più sull’elemento del travestimento, con una puntata speciale nel travestitismo esplicito (Watson trascorre la prima notte di nozze con Holmes e l’amplesso c’è eccome, travestito da colluttazione) e una nella chirurgia plastica, il film non dimentica che spesso non c’è costume più efficace del nudo integrale, specie se indossato da un gentleman della comicità britannica come Fry.

L’intesa attoriale tra Robert Downey Jr. (il cui Holmes è tra le migliori figure postmoderne del cinema recente) e la spalla Jude Law è evidente e fortunata e i dialoghi la servono bene e con misura, senza bisogno di salire sopra le righe. L’ambientazione storica esplosiva e la varietà di ambienti suggestivi, dal camerino della cartomante al castello vampiresco sull’orlo del precipizio, forniscono uno sfondo opportunamente avventuroso, ma le sorprese più belle si nascondo nel tranquillo e borghese domicilio di Londra. Perché, parola di Conan Doyle, “Non c’è nulla di più innaturale dell’ovvio”.

Proprio in questi giorni la Warner (che distribuisce il film) ha reso disponibile la pellicola per il mercato Home Video, rilasciando due distinte edizioni. La prima nell’ormai classico formato DVD con traccia video in 16:9 e traccia audio in Dolby Digital 5.1 mentre la seconda e decisamente più interessante edizione è quella in Blu Ray che prevede uno stuzzicante Combo Pack che Comprende l’edizione Blu Ray con traccia video in risoluzione 1080P e traccia audio in DTS HD Master Audio 5.1 lo stesso film nell’edizione DVD ed una copia digitale per rendere fruibile la pellicola su quasi tutte le piattaforme ed il tutto ad un prezzo estremamente competitivo. Purtroppo entrambe le edizioni sono prive di contenuti extra di rilevante importanza.