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Sindrome cinese (The China Syndrome in originale) è un film diretto da James Bridges ed interpretato da Jane Fonda, Jack Lemmon, Michael Douglas, James Hampton, Scott Brady, Peter Donat, Wilford Brimley, Richard Herd, Daniel Valdez, Stan Bohrman, James Karen, Michael Alaimo, Donald Hotton, Khalilah Ali, Paul Larson, Ron Lombard, Tom Eure, Nick Pellegrino, Daniel Lewk, Allan Chinn, Martin Fiscoe, Michael Mann, David Eisenbise, Reuben Collins, E. Hampton Beagle, David Pfeiffer, Lewis Arquette, Rita Taggart, James Hall, Roger Pancake, Joe Lowry, Frank Cavestani, Donald Hutton, Alan Kaul, Dennis Mc Mullen, Carol Helvey, Trudy Lane, Jack Smith jr., David Arnsen, Betty Harford, Donald Bishop, Al Baietti, Diandra Morrell, Darrel Larson, Harry M. Williams, Dennis Barker, Joseph Garcia, James Kline, Alan Beckwith, Clay Hodges, Val Clenard.

Durante un servizio documentaristico su una centrale nucleare da 800 MW di potenza situata a Ventana, Kimberley Wells (presentatrice televisiva), Richard (operatore televisivo indipendente) ed Hector (assistente al suono) assistono ad un incidente al sistema di raffreddamento del nocciolo, ma Jack Godell, direttore della sala di controllo operativa della centrale, riesce a dominare, con l’aiuto del vice Bob, l’emergenza, mentre Richard riprende furtivamente l’accadimento con la propria cinepresa.

Tornati in redazione Kimberly annuncia di avere una notizia esclusiva da mandare in onda, ma il direttore della rete televisiva non consente la trasmissione del filmato, perché le riprese senza permesso all’interno delle centrali nucleari sono vietate dall’articolo 18 del codice penale degli Stati Uniti. Richard si rivolge al direttore con parole offensive, criticando questa sua operazione di censura. La mattina dopo, Richard sottrae il filmato e lo porta a supervisionare da un ingegnere nucleare, il quale gli rivela che durante l’incidente si era arrivati molto vicini alla fusione del nocciolo, che, se fosse avvenuta, avrebbe provocato un gravissimo incidente nucleare, con la contaminazione dell’intera California a causa della cosiddetta sindrome cinese. Sull’incidente, intanto, indaga una commissione federale che, fra il silenzio generale dei mass media, conclude velocemente le indagini sentenziando che la situazione era stata gestita al meglio e la centrale poteva tornare operativa immediatamente. Kimberly e Richard sono convinti che questa frettolosa chiusura sia stata causata dalle spinte dell’azienda proprietaria della centrale.

Intanto Jack Godell, nel corso di una verifica, si accorge di una perdita di liquido radioattivo alla pompa che spinge l’acqua di raffreddamento verso il nocciolo. Controllando la documentazione riguardante le verifiche per la sicurezza dell’impianto, si accorge che molte radiografie delle saldature della pompa in questione erano state falsificate, sei anni prima. Godell denuncia al suo diretto superiore una grave mancanza di sicurezza e chiede che l’impianto sia chiuso e messo a norma, ma dato che questa operazione comporterebbe il fermo della centrale ed un costo di milioni di dollari, il suo allarme viene deliberatamente ignorato, e la centrale viene rimessa in esercizio come da programma.

In contatto coi giornalisti Kimberly e Richard, Godell si mette d’accordo per far pervenire le radiografie falsificate alla Commissione incaricata di rilasciare i permessi per la costruzione delle centrali nucleari. Ma il collaboratore dei due giornalisti incaricato di svolgere tale compito viene seguito dai sicari dell’azienda proprietaria della centrale, che con il loro grosso pick-up lo fanno uscire di strada, facendo sparire le radiografie dal luogo dell’incidente.

Avvertito di ciò da Kimberly, Godell cerca di raggiungere egli stesso la sede della Commissione per testimoniare, ma durante il tragitto si accorge di essere pedinato, e per seminare i suoi inseguitori guida fino alla centrale nucleare, dove essi non possono entrare. Qui scopre che il reattore è stato portato quasi al 100% della potenza, e cerca di far capire ai suoi colleghi che in tali condizioni di insicurezza arrivare al massimo della potenza poteva significare incorrere di nuovo in un incidente, ma questi non gli danno ascolto e gli consigliano di tornare a casa per rilassarsi. Esasperato, impugna una pistola, fa uscire tutti dalla sala di controllo e si chiude dentro, minacciando di liberare gas radioattivi se non gli fosse stata concessa la possibilità di essere immediatamente intervistato in diretta televisiva, così da far finalmente uscire dall’ombra le irregolarità da lui riscontrate. I dirigenti dell’azienda, davanti alle minacce di Godell, sono costretti ad accettare le sue richieste: il tecnico rivela in diretta televisiva che la centrale aveva rischiato un grave incidente, ma viene preso dall’emozione e non riesce ad esporre con chiarezza il reale stato di insicurezza della centrale e quindi il motivo del suo gesto.

Nel frattempo, l’amministratore delegato dell’azienda aveva chiamato una squadra speciale della Polizia per forzare la porta della sala di controllo, e aveva ordinato a Bob di provocare un allarme, in modo tale da distrarlo. Nel momento opportuno il collegamento delle telecamere viene fatto saltare e gli uomini della polizia entrano con la forza nella sala controllo, uccidendo Godell a colpi di arma da fuoco. In quel mentre la pompa difettosa entra effettivamente in avaria rischiando nuovamente il disastro, ma ancora una volta viene scongiurato il peggio.

Approfittando della confusione all’uscita della centrale, i dirigenti dell’azienda cercano di sminuire l’accaduto davanti alla folla di giornalisti accorsa sul luogo, dichiarando che un impiegato psicologicamente instabile e ubriaco si era appropriato della sala di controllo utilizzando un’arma, e per evitare rischi era stato prima assecondato e poi neutralizzato; inoltre, durante l’avvenimento la centrale aveva subito solo leggeri danni e non c’era mai stato un rischio di fusione. Proprio quando l’interesse dei giornalisti presenti sembrava affievolirsi, e la figura di Godell destinata a passare alla cronaca come quella di un folle, Kimberley Wells attira l’attenzione su Bob, il quale dichiara al pubblico televisivo che Godell diceva il vero e che dovrà esserci un’inchiesta.

Il film uscito nelle sale americane il 16 Marzo 1979, risultò profetico perché un paio di settimane dopo avvenne un serio incidente nella centrale termonucleare di Tree Mile Island, incidente che richiamava ai pericoli legati ai tipi di imprevisti più comuni connessi a questa complessa tecnologia, cioè a quelle forme di rischio che possono essere addirittura fatali, ben anticipate proprio da questo film di Bridges, riguardanti questioni di emergenza inerenti a guasti al sistema di raffreddamento del nocciolo nucleare.

Il film ebbe nel mondo un grande successo di pubblico, perfino su quello più d’elite competente o addirittura esperto per quanto riguarda le conoscenze tecnologiche moderne sull’energia nucleare, successo che forse in parte fu amplificato proprio dall’incidente di Tree Mile Island. Invece, la critica cinematografica più severa rimase un po’ tiepida nel giudizio complessivo dell’opera, etichettando il film come una interessante ed intrigante commistione dei generi thriller e film di denuncia, che salvano il film da una regia oltremodo piatta e convenzionale, regalando un film che nel complesso risulta più che godibile.

Il filone dei film denuncia oltre a funzionare al botteghino, mostrerà come il connubio intrattenimento e impegno possano andare di pari passo. Sindrome cinese è un degno rappresentante del genere e punta tutto su un gran cast su cui svettano un’efficace Jane Fonda è un grande ed impeccabile Jack Lemmon.

Nelle scorse settimane il film ha beneficiato (forse anche in ritardo) di una riedizione in Home Video che lo ha proposto in formato DVD con traccia video in 16:9 e traccia audio nel classico formato Dolby Digital, il DVD è privo di contenuti speciali significativamente rilevanti. Purtroppo al momento non è disponibile un’edizione Blu Ray, ma questo non significa che in futuro questa non possa uscire.