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Eccoci giunti alla nostra quinta tappa sull’universo Stargate. Come ho scritto in uno dei precedenti articoli, alla fine della decima stagione di SG1 il network Syfy ne ha decretato la chiusura. Questo ho fatto accendere il mal contento tra i fan anche perché l’arco narrativo della storia era tutt’altro che concluso.

Quindi la produzione decide di fare tabula rasa e di riassumere le vicende che si sarebbero raccontate dalla fine della decima stagione agli inizi della undicesima e raccontarle in un solo lungometraggio che avrebbe finalmente chiuso il ciclo degli Ori e permesso agli autori di avere mano libera nei film successivi basati sempre su Stargate SG-1. Infatti, nello scrivere Stargate: The Ark of Truth (uscito in Italia col nome di Stargate: L’Arca della Verità), gli autori hanno avuto il difficile compito di chiudere la serie seguendo precise linee guida e nello stesso tempo di rendere avvincente la storia. I creatori del film sono stati molto entusiasti del risultato, soprattutto per la grafica e gli effetti speciali, in cui è stata spesa una gran parte del budget messo a disposizione, pari a 7 milioni di dollari, cifra resa disponibile proprio perché si era deciso di trasformare un’intera stagione tv in un unico film, il che ha dato ampio respiro sia agli sceneggiatori che agli addetti agli effetti speciali.

Il cast del film è fedele a quello che abbiamo visto nella serie tv ed infatti ecco che ritroviamo Ben Browder, Michael Shanks, Amanda Tapping, Christopher Judge, Claudia Black, Beau Bridges, Spencer Maybee, Martin Christopher, Morena Baccarin, Julian Sands, Currie Graham, Sarah Strange, Tim Guinee, Chris Gauthier, Ian A. Wallace a ricoprire i loro ruoli storici, anche perché dopo dieci stagioni sarebbe impensabili un altro volto che veste i panni di uno qualsiasi dei protagonisti della serie tv.

Il film inizia raccontando le vicende che portarono gli Alteriani a lasciare la loro galassia per sfuggire agli Ori e trasferirsi nella nostra. Sia gli Alteriani che gli Ori avevano scoperto i segreti dell’ascensione, ma avevano forti ideologie contrapposte: gli Alteriani praticavano una politica di non intervento, mentre gli Ori si fecero venerare come dei, così da far accrescere il loro potere. Gli Ori però non erano sinceri con i loro sudditi, infatti promettevano l’ascensione a chi li venerava, ma non mantevano mai questa promessa. Con queste premesse la guerra fu inevitabile, e gli Alteriani furono sul punto di perdere. Idearono così un manufatto che avrebbe risollevato le sorti della guerra: un’arca che avrebbe fatto capire ai fedeli degli Ori le menzogne rifilateli dai loro falsi dei. Ma gli Alteriani, rispettando la loro regola di non-intervento, decisero di non usare l’arca e scappare nella nostra galassia, tenendone l’esistenza all’oscuro degli Ori.

Milioni di anni dopo l’SG-1 è alla ricerca dell’arca, unico mezzo per contrastare l’esercito Ori che sta invadendo la galassia. Secondo il Dr.Daniel Jackson l’arca si trova nelle rovine di Dakara, distrutta completamente dagli Ori in un precedente attacco. La squadra sembra riuscire nel suo intento trovando quella che sembra l’arca che stavano cercando. Proprio in quel momento alcune truppe Ori tornano sul pianeta e una guarnigione di soldati guidati da Tomin e da un priore catturano l’SG-1. L’arca viene aperta dallo stesso Tomin su ordine del priore, ma il manufatto in questione non si rivela la vera arca.

A questo punto il priore ordina a Tomin di uccidere i membri dell’SG-1, ma questi si rifiuta perché aveva dato la propria parola a Vala che se si fossero consegnati li avrebbe risparmiati, e gli stessi insegnamenti Ori dicono che la lealtà è una virtù indispensabile per un fedele. Il priore irato cerca allora di usare i suoi poteri, ma con incredulità dei soldati Ori, non ci riesce dato che l’SG-1 attiva un dispositivo anti-priore in grado annullare le doti eccezionali di quest’ultimi, che non sono di origine divina, ma tecnologica. Allora il priore cerca di usare un’asta Ori, ma il Col. Cameron Mitchell riesce ad ucciderlo prima che possa farlo. Tomin non può più negare l’evidenza come ha fatto in passato, rinnega gli Ori e si unisce all’SG-1, che torna sulla Terra.

L’SG-1 è ancora alla ricerca dell’arca e scopre che questa si trova nella galassia Ori. Insieme a Tomin e ad un rappresentante dell’IOA, James Marrick, si imbarca sulla nave Odyssey e attraversa il Super Stargate per arrivare nella galassia Ori.

L’SG-1 dovrà trovare l’arca ed usarla per far rinsanare i priori degli Ori, che senza la loro fedeltà e venerazione, il potere degli Ori, ormai tutto nelle mani di Adria, andrà a scemare.

Ma non tutto va come previsto, infatti l’IOA non crede che il piano dell’SG-1 sia attualizzabile e incarica Marrick di ricreare con l’interfaccia Asgard dell’Odyssey un Replicante, sperando che si riproduca e contamini la galassia Ori.

Ora l’equipaggio dell’Odyssey, sola nella galassia nemica, dovrà fronteggiare sia le navi Ori sia i replicatori moltiplicatisi al suo interno mentre l’SG-1 è su Celestis, pianeta natale degli Ori, per compiere la sua missione.

Mi fermo qui nel raccontare la trama del film proprio per non rovinarla a chi di voi che state leggendo, non lo avesse ancora visto, ma posso ancora aggiungere, senza avere paura di dire nulla di compromettente, che il film è stato concepito, prodotto e distribuito come un direct-to-DVD, sigla americana che indica tutti quei film che escono direttamente in home video saltando il circuito cinematografico.

Nonostante questo, il film è riuscito ad incassare oltre 9 milioni di dollari con 535.501 copie vendute nel solo territorio americano, non contando le vendite avvenute al di fuori del mercato europeo e gli incassi derivanti dai vari passaggi televisivi sparsi per il mondo, tutte cifre che hanno garantito la produzione di un altro film di cui parleremo nel nostro prossimo articolo.